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sabato, 29 Febbraio, 2020
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Gara per l’affidamento del servizio distribuzione gas. La replica del sindaco Bortolo Sala a Maurizio Busatta e Giuseppe Pat

Venerdì 22 dicembre l’ex assessore al Comune di Belluno e membro commissione nazionale Anci Maurizio Busatta e Giuseppe Pat presidente Fondazione Società Bellunese ed ex presidente DolomitiBus, hanno rilasciato un’intervista al quotidiano locale Corriere delle Alpi nella quale sostenevano che la sospensione della gara per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas avrebbe aperto un contenzioso dall’esito imprevedibile e della durata di almeno tre anni. Ulteriori  perplessità avevamo sollevato su Bellunopress lo scorso 20 dicembre, dal momento che il 10 maggio 2019 il Comune di Belluno (stazione appaltante) aveva già comunicato ai Comuni dell’Atem l’elenco delle società ammesse alla gara, che sono: 2i Rete Gas spa, Italgas Reti, AP Reti Gas spa, Erogasmet spa. Ma c’è di più. Lo scorso 4 dicembre, le buste della gara vengono aperte e quindi c’è già un aggiudicatario.

Ebbene, oggi il sindaco di Borca di Cadore e presidente del Comitato di coordinamento del Bim Belluno Infrastrutture Bortolo Sala interviene sull’argomento per replicare le ragioni della sospensione della gara.
Presidente del comitato di coordinamento di Bim Belluno Infrastutture

“Il massimo dell’interesse pubblico è tutelare il valore del bene pubblico di proprietà dei bellunesi, rappresentato dalle reti del gas – scrive in una lettera aperta l’ingegner Sala  – .
Voglio qui ricordare per l’efficacia della dichiarazione quanto ha affermato qualche giorno fa sulla stampa il Sindaco di Longarone e Presidente della Provincia Roberto Padrin: “Le reti gas sono patrimonio della collettività, appartengono ai Comuni bellunesi e, quindi, a tutti i nostri cittadini. Sono il frutto di interventi diretti dei Comuni che hanno destinato ingenti risorse economiche negli anni ’80 e ’90 tramite il Consorzio Bim Piave. Allo stesso tempo sono state realizzate grazie a parte della tariffa gas pagata da decine di migliaia di utenti bellunesi. Per questo dico che sono dei cittadini ed è doveroso, quindi, difenderle in ogni modo e sede.”
L’Assemblea dei Sindaci (ATEM) tenutasi in data 22.11.2019 aveva raccomandato alla Stazione Appaltante alcune azioni, fra le quali la sospensione della gara, allo scopo di approfondire il tema e avere gli opportuni chiarimenti. Tuttavia, la S.A., in spregio alle richieste formulate, ha ritenuto di procedere ugualmente, con l’apertura delle buste contenenti le offerte dei concorrenti.
Perché fermare la gara? È indispensabile farlo quando ci si accorge di un errore, e anche qui richiamo quanto detto nei giorni scorsi dai Sindaci Minella (Santa Giustina) e Soccal (Alpago), quest’ultimo peraltro anche Presidente del Consorzio Bim Piave di Belluno: “Per superare ogni dubbio residuo sul punto, dobbiamo rispondere ad una semplice domanda” si chiede retoricamente il Sindaco Minella durante l’Assemblea ATEM del 22 novembre “se il Comune X bandisce una gara d’appalto e, cammin facendo, si rende conto che ci sono errori e incongruenze negli atti di gara può sospendere l’iter o annullare la procedura in autotutela? La risposta è sì! O meglio “deve” non “può” annullare la gara: è un suo preciso dovere”.
Durante la medesima Assemblea, gli fa eco il Sindaco Soccal “questa gara è di tutti e tutti insieme dobbiamo sentirci impegnati nella tutela dell’interesse pubblico che ci è dato di amministrare […] dobbiamo riconoscere, tutti insieme, che abbiamo sbagliato strada e che è necessario tornare indietro assumendo nella nostra azione il fatto nuovo di cui ho parlato”
E allora, mi chiedo, dovrei cedere un patrimonio pubblico ad un valore inferiore al dovuto? Come mai da parte di alcuni sembra quasi esserci preoccupazione a valorizzare correttamente il bene?
A seguito di ciò e su richiesta di alcuni Sindaci, il 19.12.2019 è stata convocata d’urgenza una nuova Assemblea, nella quale tutti i Sindaci presenti (ad eccezione del Comune di Belluno, Stazione Appaltante) approvavano la proposta del Comune di Feltre.
Rilevo che nel nostro caso, la doverosa apertura alla concorrenza nella gestione delle reti di distribuzione del gas, si configura più o meno come un esproprio, in quanto la cosiddetta “ipotetica perdita di 15 milioni di €” è probabilmente sottostimata. Vi sono ulteriori criticità ed errori macroscopici dei quali la Stazione Appaltante ed i suoi consulenti sembra non essersi accorta (deducibilità o meno degli investimenti, confusione fra i cespiti, mancata valutazione dei costi per i lavori in quota, e altro ancora).
L’Autority (ARERA) non è entrata nel merito, poiché non le compete, della valutazione delle reti (VIR = Valore Industriale Residuo) prendendo semplicemente atto di quanto comunicato dalla S.A. La responsabilità in merito all’applicazione dei prezzari è esclusivamente in capo alla Stazione Appaltante.
Ho sentito affermare che gli interventi di estendimento della rete del gas in provincia di Belluno sono quasi fermi dal 1998. In realtà, negli ultimi vent’anni sono stati realizzati investimenti per circa 50 milioni di euro che, oltre a potenziare la rete nei Comuni già metanizzati, hanno portato la metanizzazione in nuovi comuni come Agordo, Taibon Agordino, Lorenzago di Cadore, Vigo di Cadore e Auronzo di Cadore (Cima Gogna). Nel medesimo periodo gli utenti sono aumentati di 24.000 unità, attestandosi oggi a 42.000.
Non corrisponde al vero neppure che la metanizzazione della Provincia di Belluno debba rimanere bloccata in attesa di superiori decisioni, poiché era stata prudenzialmente rallentata in attesa della gara, che si pensava avesse un iter meno contrastato. Tuttavia i Sindaci possono decidere di riattivare gli investimenti, pur nella consapevolezza che alcuni saranno a “fallimento di mercato” per la debole consistenza delle utenze allacciabili.
Inoltre, questa visione di aumentare la metanizzazione del territorio non trova adeguate risposte nel Piano degli Investimenti di cui al Bando di gara. In gran parte dei Comuni ad oggi non metanizzati non sono infatti previsti piani di estensione della rete. Il piano degli investimenti prevede la realizzazione della rete gas solo in un limitato numero di Comuni, ben lungi dalla completa metanizzazione dell’intera Provincia. Per chiarezza, mancano dal piano allegato al bando di gara l’intero Comelico, lo Zoldano e l’Alto Agordino: mancano cioè ben 19 Comuni. Altro che contrastare lo spopolamento con la rete gas.
Quanto al paventato intervento della Corte dei Conti per danno erariale, sarebbe praticamente ineludibile nel caso la gara procedesse, quindi doveroso aver sollevato il problema.
Concordo che I’unanimità dei Sindaci non è caso frequente, ma che vi siano normalmente opinioni diverse non è un disvalore, anzi é il sale della democrazia. Pare puerile il tentativo di dividere I’Assemblea fra Sindaci di Comuni metanizzati e Comuni non metanizzati, che rimangono comunque tutti soci alla pari in Bim Belluno Infrastrutture, quindi proprietari del capitale societario, con preciso dovere di difenderlo e valorizzarlo.
Un VIR alto, forse, può non agevolare la gara (tutto da dimostrare). Di certo, un VIR basso non ristora gli sforzi fatti dai bellunesi negli anni e contrasta con il dovere dell’amministrazione di valorizzare al meglio il patrimonio pubblico.
Infine – conclude il sindaco Bortolo Sala – , evitiamo di dire impropriamente che un VIR alto farebbe aumentare le tariffe. Non è vero e chi lo dice non conosce evidentemente il meccanismo tariffario di perequazione della distribuzione gas, oppure lo fa per ragioni che non conosco. Il fatto chiaro è questo: l’utente bellunese continuerà a pagare la stessa tariffa (si chiama tariffa obbligatoria) pagata da tutti gli utenti dell’ambito Nord-Est (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige)”.

 

 

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