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Reddito di cittadinanza. De Carlo: “Legge fatta da chi non ha mai amministrato. Ai comuni serve gente che spali neve, non progetti innovativi”

Nov 8th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

“Per poter occupare in lavori per la comunità i percettori del reddito di cittadinanza, i comuni non possono impegnare queste persone nelle attività più urgenti, ma devono realizzare progetti specifici. È chiaro che chi ha promosso questa misura non ha mai amministrato in vita sua”!

La denuncia arriva dal deputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore, Luca De Carlo.

“Siamo a novembre, l’inverno e la neve sono ormai alle porte: ai nostri comuni sarebbero più che utili delle braccia in più per spalare strade e marciapiedi, gettare il sale, fare lavori di manutenzione; se pensiamo che, dati di due mesi fa, i percettori del reddito erano 722 in provincia di Belluno e 4.036 in quella di Treviso, quindi 10mila ore di lavoro a settimana per il Bellunese e oltre 65mila nel Trevigiano, facendoli lavorare per i comuni avremmo risolto una buona parte dei problemi”, spiega De Carlo.

“Invece, per loro siamo costretti a creare progetti innovativi ad hoc: le emergenze dei territori sono la cura e le manutenzioni, non i voli pindarici ai quali questo governo vuole costringere tutti i comuni, pure quelli più piccoli, dove anche il sindaco scende in strada a tagliare l’erba, come a Calalzo, o a guidare lo scuolabus, come a Danta di Cadore”.

“In passato, a Calalzo abbiamo occupato diversi operai impiegati in lavori socialmente utili: uno di questi ha poi superato anche un concorso pubblico, ottenendo il posto di lavoro. Quello è un sistema vincente, che funziona, che crea lavoro ed è utile al territorio; il reddito di cittadinanza paga la gente per non lavorare, a causa delle inefficienze burocratiche e delle storture della norma”

“È evidente” conclude De Carlo “che questa misura, fortemente voluta e imposta dal Movimento 5 Stelle, è stata realizzata da chi non ha mai amministrato. Non mi stupisce quindi che non abbiano sindaci a rappresentarli: quelli che hanno, vedi Roma, non sono all’altezza della gestione di una città, mentre quelli che ce l’hanno fatta dopo poco hanno abbandonato il movimento, transumando verso altre realtà”.

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