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Interventi di difesa dell’abitato di Cancia a Borca di Cadore

Set 20th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

Palazzo Piloni sede della Provincia

Belluno, 20 settembre 2019  –  La Provincia di Belluno ha presentato oggi in conferenza stampa gli interventi di difesa dell’abitato di Cancia di Borca di Cadore.
Si tratta del primo stralcio “Zona del nodo idraulico Forcella Salvella-Bus del Diau”,
per un importo dei lavori di 2.963.238 euro con un quadro economico di 4.135.000 euro
(seguiranno ulteriori interventi a completamento del progetto complessivo che ammonta a
7.500.000 euro). L’obiettivo dell’intervento è la mitigazione del rischio di colata detritica
che interessa il canalone di Cancia e che da anni minaccia le abitazioni sottostanti, la
viabilità comunale e la strada statale 51 di Alemagna.

L’INTERVENTO
Le colate detritiche che scendono dal monte Antelao sono causate da precipitazioni di
breve durata e forte intensità, concentrate prevalentemente nel periodo estivo. La quantità
più frequente di materiale mobilizzato con una colata solido-liquida è stimata in 10.000 –
50.000 metri cubi (le massime quantità ipotizzabili, in caso di eventi con tempi di ritorno
significativi, sono stimate attorno ai 100.000 metri cubi).
I fenomeni si innescano lungo il canalone, a quota 1.666 metri circa, scendono a valle e si
aggravano fortemente a quota 1.300 metri, dove al materiale solido si aggiungono le
acque del rio Bus del Diau, le quali mobilizzano la parte rocciosa e solida di colata
presente per poi trascinarla a valle.
L’intervento consiste nella realizzazione delle seguenti opere:
Briglia frangicolata → L’opera principale prevista dagli interventi in progetto è una briglia
frangicolata del tipo “Sabo dam”. Si tratta di una opera trasversale di trattenuta in cemento
armato di tipo aperto, all’interno della quale sono inseriti elementi in acciaio frangicolata
alti all’incirca 6 metri, funzionali a trattenere i massi più grandi della colata. Verrà realizzata
a monte della ridisegnata confluenza tra il Bus del Diau e la colata detritica e servirà a
fermare la parte più consistente della colata prima che raggiunga la componente liquida.
Deviazione Bus del Diau → È previsto il prolungamento del canale, deviando e
spostando la confluenza esistente da 1.362 metri fino a 1.260 metri di quota. L’opera avrà
uno sviluppo complessivo di 330 metri circa, costituito da tre tratti che termineranno con
tre salti di fondo, l’ultimo dei quali corrisponderà alla vasca di dissipazione dell’energia del
canale in ingresso.
Risagomatura della cosiddetta “Rovina di Cancia” → Con questo intervento si intende
conferire alle possibili colate detritiche un convogliamento il più possibile centrale rispetto
al canalone, evitando il rischio di sormonto. Il tratto interessato dal progetto avrà uno
sviluppo di 70 metri circa e una larghezza variabile a seconda della conformazione del
terreno (comunque non inferiore a 13 metri). Sono previste anche alcune scogliere in
massi ciclopici a protezione degli argini, sia a monte che a valle della briglia frangicolata.

BREVE CRONOLOGIA DELLA FRANA E DEL PROGETTO
La frazione di Cancia è stata storicamente e ripetutamente interessata da fenomeni di colata
detritica provenienti dal canalone a monte, denominato “Rovina di Cancia”, che in più occasioni
hanno causato vittime. Nel luglio 1737, ad esempio, una colata causò danni ingenti agli abitati di
Sala e Resinego, provocando anche 17 morti. Altre colate importanti risalgono al 27 luglio 1868 e
al gennaio 1948, con la distruzione del paese e numerosi morti.
Del più recente passato si ricordano i numerosi episodi di innesco della frana avvenuti tra il 1992 e
il 1999 (almeno uno all’anno), con accumuli di detriti nel canale, danni a qualche edificio e alla
Statale 51 di Alemagna sottostante. L’episodio recente più drammatico risale al 18 luglio 2009,
quando la colata detritica raggiunse le abitazioni e provocò due vittime.
Oltre all’abitato di Cancia, la frana minaccia anche la viabilità comunale, in particolare la strada di
accesso al villaggio Corte di Cadore, e la strada statale di Alemagna, entrambe a rischio di
interruzione.
Fin dal 1987, la Regione Veneto ha realizzato numerose opere di mitigazione, fra cui una piazza di
deposito, argini, briglie e soglie in gabbioni lungo l’alveo per ridurre l’erosione, un sistema di due
vasche di accumulo a fine canalone e un sistema di drenaggio che porta le acque al vicino Rio
Miolei, e da qui al torrente Boite.
In seguito ai due episodi avvenuti nel 1994 e 1996, che movimentarono rispettivamente circa
25.000 e 45.000 metri cubi di materiale, la Regione istituì un Comitato tecnico con lo scopo di
analizzare a fondo la problematica e individuare le possibili soluzioni strutturali. A conclusione dei
lavori della commissione, venne avviata la progettazione degli interventi strutturali di mitigazione
del rischio idrogeologico.
Il progetto, approvato nel 2009, prevedeva la costruzione di una vasca di accumulo di materiale
detritico a valle del canalone, avente una capacità di deposito di oltre 100.000 metri cubi, provvista
di sistemi di drenaggio della fase liquida, oltre a opere complementari di stabilizzazione del
canalone.
Il 18 luglio 2009, nell’imminenza dell’appalto dei lavori, si verificò una colata detritica di circa
50.000 metri cubi, trattenuta solo in parte dalle opere provvisorie realizzate, con conseguente
cedimento di due file di gabbioni della vasca terminale e la tracimazione di una ingente quantità di
miscela altamente fluida che investì alcune abitazioni causando due vittime e molti danni. A
seguito dell’evento, la Regione dispose in somma urgenza il ripristino delle opere di difesa, per di
mettere provvisoriamente in sicurezza l’abitato di Cancia. A seguito dell’episodio si ritenne
opportuno valutare soluzioni alternative a quelle previste in progetto.
In applicazione dell’art. 85 della Legge Regionale 11 del 2001 venne trasferita alla Provincia di
Belluno la responsabilità del procedimento per l’individuazione e la progettazione degli interventi di mitigazione sul dissesto idrogeologico.
Dalla presa in carico di tutta la problematica di Cancia, la Provincia ha curato costantemente la
manutenzione ordinaria e straordinaria del canalone, asportando periodicamente il materiale
depositato nella piazza alta e nelle vasche di contenimento a valle.
La Provincia di Belluno, acquisita la responsabilità del procedimento, ha avviato una serie di studi
e indagini per analizzare il fenomeno. A seguito dei risultati dello studio “Collaborazione in ricerca
sul sito di Cancia per lo studio e l’individuazione di soluzioni progettuali per interventi di mitigazione del rischio da colata detritica”, redatto dal CNR-IRPI di Padova nel 2011, fu commissionato a IQT Consulting S.r.l. uno studio di fattibilità generale con l’obiettivo di individuare gli interventi di mitigazione più efficaci di riduzione del rischio di colate detritiche sugli abitati a valle del canalone.
Sulla base degli esiti dello studio di fattibilità, completato nel 2012, fu avviato il progetto preliminare a firma di IQT Consulting S.r.l. con le seguenti finalità:
1. aumentare la capacità di trattenuta di materiale sulla piazza di deposito;
2. rimodellare l’alveo del canalone a valle;
3. spostare più a valle la confluenza del Bus del Diau;
4. realizzare due briglie selettive e una briglia di trattenuta, con controbriglia di stabilizzazione.
Nel 2014 fu approvato il progetto preliminare. Nel 2015 si verificarono due colate detritiche, la
prima il 23 luglio e la seconda il 4 agosto, che depositarono nelle vasche di accumulo quasi 35.000
metri cubi di materiale. Questi eventi, alla luce anche dei contributi ottenuti dai consulenti scientifici del RUP (i professori ingegneri Paolo Salandin, Francesco Colleselli e Carlo Gregoretti), fornirono ulteriori dati, informazioni e modellazioni che si ritenne utile considerare nella stesura del progetto definitivo, redatto dallo Studio ENCO Ingegneria di Sedico (BL).
Gli interventi oggetto di progettazione definitiva riguardarono:
• il prolungamento dell’alveo artificiale del Rio Bus del Diau per una lunghezza di circa 250
metri;
• la realizzazione di un’opera di dissipazione in corrispondenza della nuova confluenza fra il
Rio Bus del Diau e il canalone;
• la realizzazione di 3 briglie frangicolata nel tratto di canalone compreso fra la piazza di
deposito alta e la nuova confluenza del Rio Bus del Diau;
• il consolidamento del fondo dell’alveo a valle dell’opera di dissipazione.
Nel 2017 Il progetto fu approvato per un importo complessivo di 7.500.000 euro.
La Provincia inserì un primo stralcio dei lavori nella programmazione dell’anno 2018 per un
importo complessivo di 4.135.000 euro. Lo stralcio prevedeva gli stessi interventi previsti nel
progetto definitivo, fatte salve due briglie frangicolata. È stato dato avvio alla procedura di gara per
affidare la progettazione esecutiva e la direzione lavori, aggiudicate al Raggruppamento
Temporaneo di Professionisti Studio Majone Ingegneri Associati, Studio Cancelli di Milano, Sogen
Srl di Padova, dott. geol. Giorgio Giacchetti di Belluno.
Nel 2018 è stato approvato il progetto esecutivo, con un importo complessivo di 4.135.000 euro. Il
16 luglio 2019 si è conclusa la procedura di appalto e i lavori sono stati affidati all’impresa TMG
Scavi Srl di Berbenno in Valtellina (SO), risultata vincitrice della procedura aperta con criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che si è aggiudicata i lavori per un importo netto
complessivo di 2.557.444 euro (a seguito del ribasso percentuale praticato del 18,050%). I lavori
sono stati consegnati il giorno stesso. Per il cantiere si prevede una durata di 628 giorni
consecutivi.

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