Tuesday, 17 September 2019 - 04:34
direttore responsabile Roberto De Nart

La normativa regionale fa crollare le iscrizioni, l’Istituto Pio XII di Misurina deve chiudere. Fine di un’eccellenza italiana, terza in Europa

Ago 29th, 2019 | By | Category: Riflettore, Sanità

Istituto Pio XII di Misurina

Si può fare qualcosa per evitare la chiusura prevista al 31 dicembre 2019 del centro Pio XII di Misurina, eccellenza nazionale nelle cure dell’asma e delle malattie respiratorie dei bambini, terza struttura in Europa?
Se lo stanno chiedendo in queste ore le segreterie provinciali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, impegnate su vari fronti. Ma, a meno di un miracolo, e non è detto che ciò non accada, posto che si sarebbe interessata della questione la seconda carica del Vaticano, la sorte della struttura è destinata inesorabilmente alla chiusura. Lo pretende l’ineludibile legge del mercato, visto che i costi di gestione sono troppo elevati e producono solo passività all’Opera diocesana San Bernardo degli Uberti di Parma, proprietaria dell’Istituto Pio XII di Misurina (Auronzo di Cadore), a 1.756 metri sul livello del mare nel prestigioso immobile già sede del Grand Hotel Savoy, residenza estiva dei reali d’Italia.
“Non ci aspettavamo la chiusura entro fine anno – riferisce Stefano Calvi (Fisascat CGIL) – Abbiamo incontrato la direzione della struttura che, bilanci alla mano, ci ha dimostrato che il problema nasce dal calo dell’utenza. Per reggersi economicamente, infatti, la struttura dovrebbe avere una trentina di bambini, mentre a settembre 2019 ci sono due sole iscrizioni. E con 12 dipendenti diretti, oltre ai medici esterni e altre 6-7 unità per i servizi di mensa e pulizie, la struttura non può sopravvivere. Ad aver determinato questo crollo di iscrizioni, benché le malattie respiratorie siano in aumento, pare siano state le procedure rigide, analoghe a quelle per l’accesso alle case di riposo, adottate dalla Regione Veneto”.
“C’è stato un calo consistente alla struttura di Misurina soprattutto negli ultimi 5 anni – aggiunge Mauro De Carli segretario generale CGIL provinciale – Abbiamo una diminuzione di -55% negli ultimi 4 anni, con il 78% dei pazienti dal Veneto, un 15% dalle altre Regioni, che poi si è dimezzato. Dunque una motivazione economica. Da domani parte la trattativa, abbiamo chiesto più tempo alla proprietà per darci la possibilità di aprire il dialogo con la Regione. E’ giusto, da un punto di vista sanitario – prosegue De Carli – perdere una peculiarità come questa, un’eccellenza italiana? Ci sono percorsi alternativi? Oppure il richiamo delle Olimpiadi porterà ad una conversione in grande albergo della struttura”?
Secondo Gianluigi Della Giacoma (FP CGIL), il calo drastico degli accessi è imputabile all’irrigidimento delle procedure voluto dalla Regione. “Prima bastava una semplice impegnativa del medico, mentre ora c’è un nucleo di valutazione delle Ulss che tende a trattenere i pazienti per questioni economiche”.
Del resto, la Regione – aggiunge Calvi – 1.200.000 euro li aveva stanziati, ma solo il 50% è stato poi erogato, per questa politica di trattenere i pazienti nelle Ulss di appartenenza”.
“Chiude una eccellenza – commenta Guglielmo Pisana (UIL) – e ciò è sintomatico di una più generale riduzione dei servizi che parte dall’alto”. Pisana parla di una ‘americanizzazione del welfare’ perché in forza della ottimizzazione pretesa dalla Regione, si va a tagliare un’eccellenza nazionale. “Erogare un servizio sanitario in montagna ha per forza costi più elevati”.
“Di fatto – conclude Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto CISL Belluno Treviso” – si va a perdere occupazione. In un sistema sanitario regionale, non è detto che tutto debba essere dislocato in pianura! Al netto de singolo caso, il problema del Bellunese è quello dell’attrattività, e un servizio specialistico per la cura dell’asma e delle malattie respiratorie come quello del Pio XII di Misurina andrebbe sicuramente salvaguardato”.
Ancora il business, dunque, deciderà le sorti di questa eccellenza sanitaria dove, come si legge nel sito ufficiale dell’Istituto Pio XII , “le condizioni climatiche peculiari di un ambiente montano, con bassa densità dell’aria, ridotta umidità dell’aria, la ricchezza di radiazioni ultraviolette e la caratteristica della vegetazione garantiscono una ridotta esposizione ad allergeni (acari e pollini) e inquinanti ambientali, fattori che rendono Misurina un luogo terapeutico, ove è possibile migliorare le condizioni di salute, riducendo spesso il ricorso ai farmaci”.

L’Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti comunica che il 31.12.19 è costretta a cessare l’attività socio
sanitaria svolta a Misurina nell’Istituto Pio XII, centro per la cura e la riabilitazione delle malattie respiratorie del
bambino e dell’adolescente.
Una scelta dolorosa e inderogabile.
Nonostante ogni tentativo di rilancio dello storico istituto, di cui tanti hanno beneficiato, e nonostante i
reiterati tentativi posti in essere nel corso degli anni per coinvolgere le istituzioni competenti (mostratesi
sostanzialmente indifferenti), l’attività ha generato forti perdite, divenute del tutto insostenibili.
I dodici dipendenti a tempo indeterminato dell’Istituto saranno trasferiti a Parma, presso le strutture
dell’Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti, al fine di salvaguardare in ogni modo l’alta qualità
professionale di coloro che hanno costituito per anni un valore aggiunto per l’Istituto, unico in Italia nel suo
genere.

(rdn)

Share

Comments are closed.