Tuesday, 17 September 2019 - 05:22
direttore responsabile Roberto De Nart

Le promesse tradite. Lettera al sindaco di Belluno

Ago 20th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

A distanza di due anni e mezzo dall’insediamento della seconda amministrazione Massaro, io – come altri cittadini – mi chiedo cosa ne sia stato di tutte le promesse abbondantemente elargite in campagna elettorale.
La città appare sonnolenta, sporca e poco curata. Le opere pubbliche annunciate non si vedono che sulla carta e, spesso, nemmeno su quella. Le promesse sono cadute una a una.

La cosa risulta più sconcertante per il fatto che, invece, sui social l’amministrazione appare
attivissima, impegnatissima a enfatizzare ogni chilometro di strada asfaltato come se fosse
un’opera pubblica in grado di lasciare il segno, invece che la normale, doverosa, manutenzione
ordinaria. E intanto la maggior parte delle strade e dei marciapiedi in centro e nelle frazioni sono
decisamente disastrati.
Le opere pubbliche sono assenti, ma gli annunci non mancano.

Qualche esempio?

Lo sbandierato rifacimento del piazzale della stazione ferroviaria, per iniziare. L’inizio dei lavori era
annunciato a mezzo stampa entro giugno. A fine giugno era slittato a luglio. A quasi fine agosto, di
un cantiere nemmeno l’ombra. Adesso si parla di ottobre. A scuole aperte, con le centinaia di
studenti che si raccolgono nell’area.

Ancora, le dichiarazioni sulle Gabelli, davanti a maestre e genitori, nel giorno della presentazione
dei murales realizzati dai bambini al parco Città di Bologna, quando il sindaco raccomandò ai
genitori di non spaventarsi quando, di lì a sei mesi, sarebbero comparse delle grandi gru nell’area
delle scuole. Era il 2015.

E che fine hanno fatto la piazza coperta, le aule gioco e la sala polifunzionale nella ex Chiesa dei
Gesuiti?

La ciclabile di Salce ha tre anni e sembra averne trenta, con i canali di scolo laterali invasi dalla
vegetazione.

Ma non dimentico il ponte bailey, il parco di Chiesurazza, Borgo Pra, Vignole, le frazioni in genere.

E che dire degli uffici comunali che arrancano, come dimostrano i due mesi di attesa per un
appuntamento per il rinnovo della carta di identità e con orari di apertura al pubblico ridicoli?

E’ vero, questa amministrazione ha sempre sostenuto di avere altre priorità, in particolare il
sociale. Per questo, la chiusura di Villa Bizio Gradenigo urla vendetta.

Non ho ancora citato il Nevegal, perché sul Colle si apre una pagina “indimenticabile” della (non)
gestione di una questione tanto delicata, di cui il desolante spettacolo dei ruderi abbandonati e
pericolanti del Parco Avventura non è che il simbolo di tutto ciò che non è stato fatto. Un simbolo
avvilente, ma che non può non apparire anche beffardo, trattandosi di una struttura che dovrebbe
essere valorizzata a maggior ragione da un’amministrazione che sembra voler ridimensionare il
Colle a una meta esclusivamente estiva, dimenticandone la tradizione e vocazione invernale.

L’amministrazione Massaro ha puntato tutto solo sui bandi della famosa “rigenerazione urbana”,
finanziamenti per i quali, annunciava il sindaco, era già stato fornito l’IBAN, a significare che i soldi
di lì a poco sarebbero arrivati.

Sette anni fa ho creduto “a” e “in” Massaro, votandolo al ballottaggio. Per questo la delusione è più
cocente. L’attendibilità delle parole del sindaco è sotto gli occhi di tutti, ma il capolavoro di fantasia
lo ho potuto sentire nell’intervento alla Leopolda del nostro primo cittadino, che si è fregiato di
aver espugnato una città “leghista” (?) e di aver risanato una amministrazione ostaggio dei debiti.

Evidentemente Massaro si sta preparando per un “dopo” personale, per trovare una collocazione
alla fine di questo immobile mandato, invece che dedicarsi alla città. Da cittadino che ama Belluno,
mi auguro che l’amministrazione smetta di gingillarsi su Facebook e prenda finalmente in mano il
benessere dei cittadini. Dopo quasi otto anni, caro Massaro, sarebbe ora.

Massimo Cimo Garzotto
Belluno, 20 agosto 2019

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