Wednesday, 21 August 2019 - 14:17
direttore responsabile Roberto De Nart

Crisi di governo. Scarzanella (Confartigianato): “Serve un governo pienamente operativo. Abbiamo chiesto la modifica dell’ecobonus, che costringe le imprese a fare da bancomat dello Stato”

Ago 12th, 2019 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore

Claudia Scarzanella, presidente Confartigianato Belluno

Confartigianato Belluno esprime il suo punto di vista rispetto allo stallo governativo che si sta verificando nel pieno del periodo estivo con le possibili conseguenze dirette anche sulle nostre imprese e sull’economia del nostro territorio.

Queste misure sono urgenti alla luce dei recenti dati forniti dalla Cgia Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre secondo cui le imprese sono sempre più microimprese ma soprattutto sono importanti per l’elevato numero di persone a cui danno un’occupazione.
Secondo la Cgia in Veneto il 95% delle realtà produttive è costituito da microimprese fino a 9 addetti che occupano il 42% degli addetti del totale. Inoltre le microimprese generano il 26% del fatturato veneto.

Quello che più ci interessa e che balza all’occhio è che a livello provinciale, Belluno con il 45,1 è secondo solo a Rovigo come realtà dove l’incidenza percentuale degli addetti nelle microimprese sul totale è più elevato.
La presidente Claudia Scarzanella esprime la sua preoccupazione in quanto “l’allungarsi dei tempi per un nuovo esecutivo rischia di peggiorare la situazione della parte di paese produttiva rappresentata anche dagli artigiani. Vi sono alcune priorità che non possono essere tralasciate e che necessitano di avere un governo pienamente operativo”.

Misura urgente ed immediata è la modifica del meccanismo dell’art. 10 del Decreto Crescita, vale a dire lo sconto immediato in fattura per i lavori relativi a ecobonus, che concede ai cittadini un beneficio immediato ma addossa poi tutto l’onere delle detrazioni alle piccole imprese del sistema casa.

“Ciò costituirebbe un colpo mortale per tutto il comparto, – ribadisce la presidente – per questo abbiamo chiesto che sia rivista la modalità di recupero che costringe le imprese a fare da bancomat dello Stato e porterebbe al default delle micro imprese non in grado di disporre di riserve di liquidità sufficiente per sostenere questo meccanismo”.

Sottolinea inoltre il direttore Michele Basso: “sono stati presentati degli emendamenti che vanno nella direzione auspicata ma le ultime notizie legate alla crisi di Governo preoccupano sul destino che avrà la norma. Sicuramente continueremo a combattere per la sua abrogazione o modifica”.

In secondo luogo vi è l’impellente necessità di creare una forma di credito a sostegno delle piccole imprese. I piccoli prestiti sono bloccati da un coacervo di burocrazia e costi per l’istruzione delle pratiche che non conviene né all’artigiano né agli istituti bancari, bloccando i piccoli investimenti delle micro aziende. A fronte delle opportunità offerte dai vari bandi nazionali e regionali non ci sono adeguate forme di sostegno al credito per le piccole realtà imprenditoriali.

Share

Comments are closed.