Wednesday, 21 August 2019 - 13:32
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Crac banche. Il Governo Giallo-Verde va a casa senza risarcire i truffati. La Consap, partecipata del ministero, non realizza la piattaforma operativa pro truffati benché pagata 12 milioni e mezzo, sottratti al Fondo Indennizzi Risparmiatori  * di Enzo De Biasi

Ago 12th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Dopo la firma del terzo decreto a cura del Ministro dell’Economia, il teatrino politico della defunta maggioranza sedicente del Cambiamento, quella che fino all’anno scorso era scaturita per “ durare 5 anni”, con i suoi epigoni locali , qualcuno già sindaco di Cittadella e qualcun altro presidente del Consiglio Regionale, ha iniziato a battere la gran cassa nei talk show televisivi o nelle interviste ai quotidiani e tv locali ripetendo la frase abbiamo “mantenuto la promessa di risarcire i truffati dalle banche”. Se il riferimento è all’anno corrente ed a quello precedente, l’informazione è infondata.
Infatti, basta limitarsi a leggere il titolo del comunicato diffuso dal MEF venerdì scorso “Tria ha firmato il decreto sulle domande di indennizzo. Al via dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”.

Le richieste di ristoro del danno patito, termine iniziale tuttora ignoto e di conseguenza sconosciuta la data finale, potranno essere presentate per un periodo ininterrotto di 180 giorni. A ieri, 11 agosto, la GU non reca la lieta novella. Ancora una volta, lanciato nell’etere l’ennesimo annuncio di un evento che accadrà, ma che allo stato dell’arte non c’è, il cittadino-truffato guardando il calendario solare appeso in cucina o consultando quello informatico inserito nel cellulare, troverà che avrà tempo fino al Carnevale del prossimo anno. Poi, starà in panchina ad attendere l’esito dello scrutinio della domanda, nonché le ulteriori fasi dell’impegno contabile a suo favore e della liquidazione di quanto spettante. In questi casi, vale il detto “stai sereno” e, se puoi, goditi il Ferragosto.

Ora, quando i sostenitori del Governo che non c’è più parlano di “promessa mantenuta”, il pensiero corre allo sforzo davvero encomiabile profuso per la sequela di atti e procedure complicate, ivi inclusa la prova muscolare contro l’Europa (miseramente persa dall’esecutivo) senza giungere al traguardo finale. Non occorre essere veggenti, per affermare che il “danneggiato” forse chiedeva (chiede) a chi votò a marzo 2018 e confermò a maggio 2019, di avere nel proprio conto corrente l’obolo previsto e classificato come “elemosina “, dal vicepresidente Di Maio nella precedente campagna elettorale.
La promessa fatta ma non mantenuta in un suo “piccolo” dettaglio è l’epitaffio di congedo del governo Giallo-Verde, che va a casa senza aver risarcito i circa 200 mila traditi dalle banche.

L’obiettivo poteva essere colto, se il Governo avesse emanato entro il termine del 31 ottobre 2018 il decreto attuativo votato all’unanimità dal Senato della Repubblica il 6 di agosto 2018, ma come disse un Sottosegretario Veneto in quota Lega commentando quanto accaduto a Palazzo Madama, trattatavisi di “una vittoria di Pirro”. Già, ma chi è più “Pirro”?. Il Governo che a settembre dello scorso anno castrando i propri gruppi senatoriali ha introdotto -con la fiducia- i “paletti” del 30% e del limite fino a 100 mila €, oppure i senatori leghisti e pentastellati che pensavano di risolvere il problema da subito? Il tempo inutilmente consumato e l’attuale crisi, danno ampia testimonianza della perspicacia dei secondi.

Restando in argomento e venendo alle risorse già destinate ad altri soggetti, balza in tutta evidenza l’importante funzione assegnata ad una società statale. Il riferimento è al primo decreto governativo di questa penosa vicenda, ovvero quello annunciato alle stampe da un Sottosegretario animatore dei social media il 4 di maggio, ma apparso in Gazzetta l’11 di giugno, ovvero quasi 40 giorni dopo. In questo provvedimento, tra le altre disposizioni, veniva incaricata la Consap, società ministeriale fatta in casa (in house) dietro compenso onnicomprensivo per tre anni pari ad € 12 milioni e mezzo, necessari per garantire le attività ausiliarie e necessarie per tutta l’operazione messa in piedi.

Sul rapporto qualità/prezzo delle prestazioni già fornite dalla medesima compagine proprio sui conti dormienti in attività similari, la Corte dei conti nel giugno di quest’anno aveva annotato “il costo eccessivo “. Nondimeno, il MEF ha proceduto a confermare l’affidamento a favore della sua ditta partecipata, rispettando la forma, la consuetudine e con generosità di mezzi finanziari.
Tra i compiti espressamente messi in capo alla Consap spa, riguardavano (e riguardano) la realizzazione di una piattaforma informatica da “rendersi operativa entro 20 giorni” dall’11 giugno. Lo scopo era (sarebbe stato) quello di fornire informazioni “chiare e complete circa le modalità di presentazione della domanda e gli adempimenti a tal fine necessari” attivando, inoltre, un “sistema interattivo di ricezione e risposta alle domande provenienti dal pubblico”.  Tralasciamo qui l’altra funzione da espletare entro 45 giorni dalla data anzidetta che concerneva la “presentazione formale dell’istanza …ai sensi dell’art. 4 decreto”, in realtà priva di significato in quanto, come del resto è a tutt’oggi , siamo in attesa del termine iniziale ufficiale – per inciso e contraddittoriamente – richiamato anche dal medesimo atto.

In ogni caso arrivati ad agosto, entrambe le operatività sono state ampiamente disattese. Merita una sottolineatura il mancato confronto/dialogo/ascolto previsto dalla possibilità di interagire direttamente con Consap da parte del truffato (eventuale associazione), ponendo interrogativi puntuali e quesiti dettagliati specie in relazione alla documentazione da allegare, anticipando in modo costruttivo e per tempo ciò che poi dovrà dirimere chi effettivamente è chiamato a decidere, ovvero la Commissione Tecnica. In questi mesi ed anche nel proseguo dell’anno, ci sono state e ci saranno riunioni di “approfondimento” sul territorio, quando invece buona parte del lavoro avrebbe dovuto già avvenire per via telematica e con ampia diffusione delle problematiche sollevate a valere per tutti, evitando inutili ripetizioni, duplicati e pareri di “esperti” più o meno aggiornati sull’argomento.

L’inosservanza dei compiti attribuiti da parte di Consap rappresenta anche un ulteriore insuccesso del Governo liquefatto in tema di trasparenza, cittadinanza attiva, fruizione della tecnologia oggi disponibile. Tutti questi discorsi, sono “cose che si dicono nei talk show, nelle interviste oppure quando si parla al pubblico dei votanti”, metterle in pratica non fa parte del DNA politico-burocratico né il cittadino è abituato a chiederne conto. A proposito di conti, è il caso di ricordare che l’assorbimento di risorse elargite all’azienda di famiglia MEF, rappresenta una detrazione dal fondo pro-truffati pari a 10.137 rimborsi non assegnabili, mentre resta del tutto inesplorata la possibilità che sia irrorata una sanzione di 123 mila € per ogni 24 ore di ritardo accumulato da Consap spa, che servirebbero a ristorare ogni giorno almeno 10 cittadini-danneggiati in più rispetto agli attuali. Il calcolo è fatto sul valore medio riconosciuto ed incassato da 859 truffati, che hanno “visto” i soldi accreditati da ACF/Consob nei primi mesi di quest’anno. Considerando che il primo servizio doveva essere “operativo” già dal 2 luglio scorso, il FIR avrebbe potuto soddisfare, già ad oggi, almeno 40 azzerati.

Enzo De Biasi

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