Friday, 20 September 2019 - 03:25
direttore responsabile Roberto De Nart

Apertura anticipata della caccia

Ago 9th, 2019 | By | Category: Lettere Opinioni, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Apertura anticipata della caccia nel bellunese con permesso, anzi, aperto suggerimento, di sparare a femmine e piccoli di cervo sulla base di censimenti aleatori che non definiscono il numero di animali presenti né quelli da abbattere dando però un lasso di tempo di tre anni ai cacciatori per
verificare poi i numeri degli abbattimenti. Poco importa se, a conti fatti, i danni saranno stati troppi.
Come spesso accade sembra che la sola risposta che l’uomo sa dare, per rimediare ai propri errori, sia la violenza. Non possiamo dimenticare come l’aumento degli ungulati sia dovuto al fatto che sino a qualche anno fa vi fosse una totale mancanza di predatori naturali sul territorio ed ora che
sono tornati, in molti vorrebbero cacciarli anziché lasciare che facciano il loro lavoro in modo equilibrato ed ecologico magari tutelando gli animali da allevamento e zootecnia visto che sul tema gli allevatori sembrano bambini sperduti in preda al panico, incapaci di tutelare i propri animali,
come peraltro la legge prevede.

Il tutto con il consenso di Regione e Provincia che si limitano a prendere i numeri e i risarcimenti senza nemmeno verificare se la predazione è stata compiuta da lupi o cani.
Come sempre l’uomo deve arrogarsi il diritto di essere l’unica specie che può predare a discapito anche della propria. Son ben noti i danni causati dall’attività venatoria; andiamo dal versamento di piombo sul territorio alla violazione della proprietà privata, vergognosamente legalizzata passando
per il clima di paura che si crea a danno degli amanti della vita all’aria aperta e di chi ogni anno si vede la casa impallinata.

Quest’anno poi, l’apertura della caccia in pieno periodo di ferie sarà un
vero toccasana per chi vuole venire nel bellunese a godersi un po’ di pace e di vita sana: magari, tra un pallino e l’altro, potranno tirare il fiato. Davvero complimenti ma d’altronde il “tavolo verde” così definito forse in ricordo di quelli delle bische dei casinò, ha visto la mera partecipazione di
cacciatori ed agricoltori in un palese conflitto d’interesse, mettendo come sempre da parte realtà protezionistiche della flora e della fauna. Evidentemente amano vincere facile.
Sempre in tema di danni provocati dalla caccia non va dimenticato il danno culturale che si provoca insegnando, soprattutto ai giovani, che uccidere è una cosa normale, che è bello e che ci si diverte ad ammazzare un essere vivente indifeso. Il giusto sistema per creare dei mostri. E neanche la pulizia
dei sentieri può giustificare o redimere i cacciatori che, se non praticassero l’ars venatoria sarebbero da tutt’altra parte (e mi sia concesso non dire dove).
A quanto pare la tempesta Vaia non ha insegnato nulla e la mancanza di rispetto per l’ambiente che ci circonda trova, in questa apertura anticipata della caccia, un nuovo esempio di quanto la specie umana sia virale per il mondo in cui vive e di tanto ultimamente abbiamo molti esempi a livello
mondiale.
Cristiano Fant

Share

Comments are closed.