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Chiusura del Ponte Santa Caterina. Berton (Confindustria): “Garantire tempi certi. Carenza cronica di strutture, non possiamo dipendere da un ponte del 1921”

Lorraine Berton

Belluno, 8 agosto 2019 – Sulla annunciata chiusura totale al traffico del Ponte Santa Caterina di Ponte nelle Alpi per un periodo di tre mesi necessari alle manutenzioni, oggi interviene Confindustria Belluno Dolomiti.

«È una partita che seguiremo giorno per giorno per conto dei nostri associati. Per il supporto alle aziende abbiamo messo a disposizione la nostra Area risorse umane e relazioni industriali», afferma la presidente Lorraine Berton, che si augura tempi certi: «Monitoreremo la situazione perché il cronoprogramma venga rispettato. Ci auguriamo che Anas operi con assoluta responsabilità. Parliamo di un’arteria fondamentale di collegamento tra l’autostrada, il capoluogo e le principali aree industriali del territorio. Nulla dovrà essere lasciato al caso».

Ponte Santa Caterina – Ponte nelle Alpi

Nella giornata di ieri, l’Associazione ha informato gli associati con il materiale fornito dalla Prefettura e consigliando a sua volta l’utilizzo condiviso delle auto e i trasporti pubblici. E questo, prima della pausa ferragostana, che per buona parte delle aziende si protrarrà fino al 26 agosto.

«Stiamo chiedendo alle imprese di informare tutti i collaboratori in questi giorni prima delle ferie in modo che tutti siano messi nelle condizioni si conoscere alternative e rischi».

«Siamo a disposizione anche a studiare con le aziende eventuali soluzioni che dovessero rendersi utili nel caso in cui la situazione si riveli più complicata del previsto in modo da evitare i picchi di traffico», sottolinea Berton.

Seguono delle considerazioni che prendono spunto proprio dalle preoccupazioni di questi giorni: «Al di là del cantiere e dei disagi che già mettiamo in conto, è sconcertante che per la chiusura di un ponte – peraltro noto per essere angusto e malmesso – ci sia un serio rischio paralisi per la nostra provincia. Questo la dice lunga su scelte non fatte e su come siamo messi a livello infrastrutturale. Questo deve accelerare le decisioni politiche sia sul piano delle infrastrutture che su quello dei trasporti».

«Ci attendono mesi di passione e noi siamo pronti a pazientare ancora una volta e fare la nostra parte, ma vogliamo vedere che i cantieri per una viabilità nuova ed efficiente vanno avanti e che il piano Marshall, auspicato dallo stesso governatore Zaia per le Olimpiadi (e che non possiamo non condividere), cominci ad attuarsi. Questa provincia non può dipendere da un ponte del 1921. Non lo meritano i bellunesi, non lo meritano le aziende bellunesi che – nonostante una viabilità indecente – riescono ancora a essere competitive, non lo merita il nostro turismo», la conclusione di Berton.

 

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