Sunday, 22 September 2019 - 03:46
direttore Roberto De Nart

“Alberi. Canto per uomini foglie e radici”. Recital teatral-musicale con artisti d’eccezione, a Pedavena, Pian d’Avena (strada di Croce d’Aune), giovedì 8 agosto 2019 ore 20.45

Ago 6th, 2019 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli

Si preannuncia come un evento speciale il secondo spettacolo della Rassegna “Lanciamo il Sasso nello Stagno”, organizzata dal Comune di Pedavena, per tramite della Biblioteca Civica, in collaborazione al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e alla locale Pro Loco, dal titolo “Alberi. Canto per uomini foglie e radici”, previsto giovedì 8 agosto alle ore 20.30 al Pian d’Avena (Area Pic-nic e Punto informativo del Parco, sulla strada di Croce d’Aune).

Speciale per almeno quattro ordini di motivi:

1) la suggestione del tema, gli alberi, che costituiscono una presenza abituale per le genti di montagna, assumendo una tragica attualità con la devastazione causata il 29 ottobre dalla tempesta Vaia: 14 milioni di alberi, 42 mila ettari di foreste abbattute dalla forza del vento nell’arco di 5 ore, in un’area vastissima a ridosso delle Alpi orientali, che va dalla Lombardia al Friuli, con alcune zone particolarmente colpite, il Cadore, l’Agordino, il Primiero, la Val di Fiemme, l’Altopiano di Asiago, il Cansiglio. Senza risparmiare il territorio di Feltre e Pedavena, con migliaia di alberi schiantati e sradicati anche sul Campon e sul Monte Avena.

2) la location, la particolare ambientazione in cui si terrà lo spettacolo (tempo permettendo, altrimenti è previsto il trasferimento alla Sala Guarnieri di Pedavena): Pian d’Avena, un pianoro con grandi prati erbosi, circondati da boschi di splendidi abeti rossi. Non mancano nei pressi dell’area dello spettacolo anche alcune decine di alberi sradicati dal vento, a monito di un disastro che potrebbe ripetersi.

3) la particolare natura dello spettacolo, prettamente artistica e poetica: un percorso di suggestioni letterarie e musicali, nato ben prima dell’arrivo di Vaia (sarebbe stato troppo facile cavalcare la tigre del disastro ambientale), fin dal 2017, in tempi non sospetti. Un progetto, questo scaturito dall’incontro di due noti artisti veneti, una cantautrice e un attore con una comune passione evocativa per gli alberi, oltre che da una condivisa visione poetica del “coltivar arte”. Insieme decidono un giorno di intraprendere un cammino per avvicinarsi “a chi è ben piantato per terra e sa guardare il mondo dall’alto, per chiedere aiuto, per non smarrirsi, per accorciare la distanza tra radice e foglie, per ritrovare il ritmo del mondo”. In cosa ci somigliano gli alberi? In cosa somigliamo noi agli alberi? Cosa ci insegnano se li stiamo ad ascoltare? Da questi interrogativi sgorgano, come da una sorgente copiosa, canti, suoni racconti “nell’intimità di un silenzio che ti reiventa dentro. Solo questo, un’oasi del sentire”. I testi, letti e recitati da Vasco Mirandola, sono tratti da racconti e poesie di Virgilio Scapin, Italo Calvino, Ermanno Cavazzoni, Raffaele Baldini, Jacques Prevert, Fabio Franzin, Mariangela Gualtieri, Nazim Hikmet, Peter Wohlleben. Le canzoni cantate da Erica Boschiero, accompagnandosi alla chitarra acustica, con il supporto di Enrico Milani al violoncello, sono composte dalla stessa Boschiero, con brani aggiunti di Gianmaria Testa, Angelo Branduardi, Fabrizio De André, Victor Jara.

4) Il livello tecnico-professionale ed umano degli interpreti.
Erica Boschiero, cantautrice folk di formazione (ma capace di sconfinare in vari generi dal blues, ai ritmi sudamericani, alla musica leggera) di origini cadorine, trevigiana d’adozione. È stata definita dalla critica specializzata “la nuova Joni Mitchell”, “menestrello fatto donna”, “una delle voci più interessanti della canzone d’autore al femminile nel panorama italiano”. Pluripremiata in vari concorsi canori e di musica. Una sua canzone è stata inserita nella Compilation del Premio Tenco 2013. Ha tenuto concerti in tutt’Europa, esibendosi in varie trasmissioni radiotelevisive su reti pubbliche e private. Ha aperto concerti e duettato con Gino Paoli, Danilo Rea, Paola Turci, Ron, Luca Barbarossa, Neri Marcorè, e tanti altri cantautori. Ha al suo attivo due CD, “Dietro ogni crepa di muro” (Indipendente 2007) e “Caravanbolero” (Bradilogo, 2015) e un concept album sulle Dolomiti “Tornerem a baita” realizzato con Sergio Marchesini e Paolo Cossi, uscito nel dicembre 2018. Da sempre Erica ha cercato raccontare nelle sue canzoni storie di persone dimenticate e problematiche sociali, suonando anche per Amnesty International, Emergency e in altre situazioni di rilevanza sociale.
Vasco Mirandola, attore padovano, poeta, creativo, giocoliere di parole, costruttore di sogni. Da più di quarant’anni è impegnato nel teatro, nel cabaret, in televisione, nel cinema (film con Gabriele Salvatores, tra cui Mediterraneo, premio Oscar come miglior film straniero nel ’92, e successivamente Come Dio Comanda, Il bambino invisibile, Se ti abbraccio non aver paura; diversi film realizzati con Carlo Mazzacurati: Vagabondi, Notte Italiana, il Prete Bello, Il Toro, quest’ultimo Leone d’argento nel ‘95 a Venezia, e con diversi altri registi). Ha pubblicato quattro libri di poesie e di aforismi. Ha lavorato nell’ambito della diversità e del disagio in Italia dirigendo la compagnia dei sordi Muk Teatro del Silenzio. Con il Gruppo musicale Bottega Baltazar ha prodotto vari concerti-poetici, tra cui recentemente Ci sono notti che non accadono mai su Alda Merini e Mostri Miracoli e Misteri su Dino Buzzati. Nei suoi progetti artistici unisce linguaggi diversi dall’espressività della parola, ai suoni e rumori, alla gestualità e ai movimenti corporei, in una visione globale del teatro, dalle forti connotazioni poetiche.

Quattro buoni motivi, dunque, per partecipare ad un concerto-spettacolo, che è anche un momento di meditazione sui nostri modi di vivere, sulla ricerca di equilibrio ed armonia con ciò che ci circonda – che gli alberi conoscono bene – sul nostro rapporto con la natura e l’ambiente. Ingresso a offerta libera.

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