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Le vacche di Mussolini e i cervi dei cacciatori

Ago 3rd, 2019 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Durante il Ventennio fascista, si racconta che, nello sforzo per modernizzare il Paese, da una fattoria modello all’altra venissero sempre fatte vedere le stesse vacche a Mussolini nelle sue visite. L’episodio, vero o falso che sia, è stato stato immortalato dal film Anni Ruggenti di Zampa. E ricorda molto  il censimento dei cervi fatto dai cacciatori.

Ci segnala, infatti, Tamara Panciera che, “A quanto riportato dalla stampa locale i cervi conteggiati dai cacciatori, nella nostra provincia, sarebbero 10.000”!

Ebbene – scrive Panciera –  come fanno a contarli? visto che i censimenti, cui ho partecipato notando una scarsità di animali sul territorio, si effettuano di notte con semplice illuminazione sui prati, per esempio attraverso i fari delle auto.

Capite che non sta in piedi? che non è possibile se si pensa che questi bellissimi animali sono molto simili, praticamente indistinguibili, soprattutto al buio.

Il punto è che più animali i cacciatori, cioè i diretti interessati alla mattanza, dichiarano di aver conteggiato, maggiore è il numero degli abbattimenti che l’ufficio caccia e pesca della Provincia di Belluno concederà loro!

I censimenti devono essere affidati ai Carabinieri Forestali, come venne fatto nel 2013 a seguito delle numerose proteste seguite alla ventilata strage dei cervi in Cansiglio.

E meno male che l’hanno chiamato tavolo verde – sottolinea Tamara Panciera – quello indetto da cacciatori ed agricoltori.  Sovente quest’ultimi a loro volta possessori di doppiette, stessa ‘famiglia’ quindi, perché sarebbe stato più indicato definirlo tavolo “rosso sangue” vista la mattanza di femmine e piccoli di cervo decretata dalla provincia di Belluno a partire dal 18 agosto.

Possibile che non si comprenda la gravità di questa decisione? non solo dal punto di vista dei tanto sbandierati esuberi nonostante i nostri boschi siano stati devastati dall’uragano di ottobre, ma anche dal punto di vista della sicurezza dei cittadini e turisti dato il periodo (e qui mi stupisco di chi ha autorizzato!).

Come si fa a permettere ai cacciatori, che hanno già ottenuto, l’anticipo di qualche mese della caccia a femmine e piccoli, di circolare armati di fucili con gettate di km in pieno periodo turistico e con una vegetazione ancor florida che andrà inevitabilmente a ridurre la visibilità?

Mi aspetto che le strutture turistiche, alberghi, Federalberghi, associazioni sportive, ecc. si facciano sentire e che Prefetto e sindaci  (curiosamente, stando a quanto riportato dalla stampa locale, proprio Franco De Bon sindaco di San Vito di Cadore, giustifica ancora una volta le stragi di animali nei nostri boschi), si attivino affinché la sicurezza delle persone e turisti ignari abbia priorità sull’attività meramente ludica della caccia.

L’incompatibilità fra attività venatoria e turismo è fuori discussione, la politica deve decidere! ”L’anticipo della caccia è stato approvato per 3 anni, poi capiremo se è stato efficace”, si legge, ma intanto sparano!

Per lordare le mani di sangue – conclude Tamara Panciera – non serve imbracciare un fucile, basta anche una penna con cui autorizzare simili mostruosità. I cuccioli di cervo stanno con la madre e i fratelli fino ai 3 anni di età, questo i cittadini e i turisti lo devono sapere, e indignarsi”!

 

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