Tuesday, 17 September 2019 - 10:56
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Crac banche. Il Ministero nasconde i testi e rinvia la data per le domande. Situazione opaca, ma la Regione Veneto potrebbe dare un aiutino ai truffati.   * di Enzo De Biasi – staff tecnico Codacons Veneto

Lug 31st, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Gli speciali di Bellunopress, Riflettore

“Ma come, ci avevano promesso il 100% e ci danno il 30% ed adesso non fissano nemmeno la data di partenza per fare le domande, ma chi abbiamo votato”?

Mi telefona sconsolato Agostino chiedendomi lumi di quel che sta succedendo. Sulla domanda finale soccorre la citazione dantesca, diventata proverbio italiano, “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Sull’incipit iniziale, siamo di fronte non ad un Governo sedicente del Cambiamento, ma ad un Governo che brancola nel buio. A dispetto della semplificazione degli atti e delle procedure e diversamente dalla legge in merito varata dal Governo precedente, la nuova maggioranza Giallo-Verde ha dapprima confezionato norme in contrasto con l’Unione Europea rattoppate successivamente con un decreto-legge che, a sua volta, prevedeva ben 3 decreti attuativi (e forse un quarto) per iniziare la tempistica di rimborso ai truffati. La fantasia della nuova casta al potere, altri direbbero l’incompetenza o l’incapacità, comporta il trascorrere del 2019 senza alcun soldo rimborsato.

Sul piano della produzione governativa, ovvero i 3 decreti necessari, il primo preannunciato il 10 di maggio è apparso in Gazzetta Ufficiale l’11 di giugno, il 26 maggio si votava per le Europee e quindi il messaggio da dare al popolo dei truffati era “ stiamo lavorando per voi”. Il secondo, con la nomina della commissione di valutazione delle domande, è stato pre-annunciato in data 4 luglio, ma in Gazzetta Ufficiale in data 26 luglio è apparso solamente il titolo del provvedimento con uno scarno comunicato stampa in cui si afferma che l’atto “ è consultabile al sito del mef.gov.it”. Il terzo tanto atteso non c’è.

Navigato in lungo ed in largo il sito e scritto al MEF per sapere quale fosse stato il link da digitare per conoscere il testo; la risposta non è pervenuta. Cosi facendo è stato – ancora una volta – consolidato il solco tradizionale e proprio dell’apparato dirigenziale ministeriale, di non rispondere al cittadino. Non è qui il caso di porsi la questione se un atto definito in GU quale reperibile, ma in pratica irreperibile (ad oggi), possa considerarsi valido. Andiamo oltre, il decreto nella sua veste formale su carta intestata del MEF, firma autografa del Prof. Giovanni Tria, codice identificativo della Corte dei conti, parere di regolarità espresso da un dirigente della medesima, è in bella mostra su un sito privato già dal 22 luglio ovvero 4 giorni prima della Gazzetta Ufficiale.

Del resto, il Ministro fa parte di un Governo che ha impedito ai parlamentari Zanettin (Forza Italia) e Ferrazzi (PD) di conoscere la corrispondenza tra Italia e Unione Europea in merito alla vicenda aiuti ai cittadini azzerati ed ora, essendo uno dei più colti e preparati, tralascia la pubblicità e conoscenza per intero di un atto del suo dicastero nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti.

Venendo al merito di quanto è rinvenibile dall’impropria fonte, la Commissione è formata da alti dirigenti statali, qualcheduno a riposo, nonché da esimi professori ed avvocati di chiara fama e lustro. Tutte persone, vista anche l’indennità percepita scelte per intuizione del Ministro stesso. Nondimeno il costo complessivo per tre anni è di € 570.000 sottratti al FIR e di conseguenza ai truffati. Inoltre, come già scritto precedentemente, siffatta Commissione è del tutto sovrabbondante rispetto al compito che dovrà svolgere almeno con riguardo al 90% di coloro che si trovano sotto soglia dei paletti stabiliti dalla legge, dovendo redigere le linee guida, assumere i piani di riparto e certificare i requisiti soggettivi ed oggettivi probabilmente già posseduti dai richiedenti l’accesso al FIR. L’operatività richiesta poteva essere svolta, tranquillamente, da un gruppo di funzionari ministeriali, così come del resto ha suggerito recentemente la Corte richiamando l’attenzione del MEF in occasione del primo focus sulla gestione dei Conti Dormienti. Qui, il bravo economista Prof. Giovanni Tria paga – sul conto collettivo – una commissione per far fare cose che altri sono già pagati per fare. Le faccende di segreteria tecnica e di software strumentale sono affidate, secondo tradizione ed ovviamente senza gara ed in assenza di valutazione dei prezzi più convenienti, ad una società fatta in casa (in house) ovvero la Consap spa al modico prezzo di 12,5 milioni di €. Anche questi spiccioli vanno in diminuzione al Fondo Indennizzi Risparmiatori.

Infine, non si capisce la ratio sostanziale del perché se un avvocato è chiamato far parte di una Commissione Ministeriale di nomina “domestica”, deve percepire un’indennità e deve essere ristorato per vitto ed alloggio se residente fuori Roma; mentre il suo collega che lavora in provincia di Treviso o Vicenza o Ferrara che aiuta il truffato a preparare diligentemente e professionalmente la domanda da presentare al FIR, in ossequio alla legge nr. 145/2018, debba lavorare a gratis come un dipendente pubblico ma, senza stipendio.

Proprio il 26 luglio, giorno della mancata apparizione del terzo decreto in Gazzetta Ufficiale, il Sottosegretario On.le Alessio Villarosa agli azzerati della Carife – Ferrara radunati per ascoltare il verbo governativo disse – via telefono come usava il Berlusconi dei bei tempi – che la visione del provvedimento non ci sarebbe stata causa problemi con la privacy sollevati dal Garante.
In effetti una dilazione di “pochi giorni” alla Villarosa style, ovvero qualche settimana non cambia granché. Ad agosto 2018 il Senato aveva deciso di differire al 31 ottobre il decreto “Baretta” consenzienti anche i grillini ed i leghisti e già ora gli azzerati avrebbero potuto avere il 100% del risparmio perso.
Però a settembre 2018, plaudenti e gaudenti le associazioni vennero introdotti due paletti: 30% del costo d’acquisto per azione e massimo 100 mila €, sovvertendo quello che all’unanimità avevano votato anche i Giallo Verdi al senato e che gli stessi risparmiatori durante la campagna elettorale di marzo 2018 avversavano, urlando ” NO PALETTI” contro il precedente Governo e nelle interviste alle TV.

Calato il sipario delle elezioni, cambiati gli attori sul palcoscenico politico, gran parte delle associazioni applaudirono a scena aperta Villarosa e Bitonci per i nuovi criteri d’accesso al Fondo che pochi mesi prima contrastavano. È noto che, la coerenza non è il criterio guida dei comportamenti umani.
Davvero bravi questi risparmiatori e con il senso del limite, raramente è capitato di vedere una situazione in cui uno ti offre 100 e tu che gli rispondi ” lei è troppo buono, a me bastano 30, non si scomodi oltre”.

Disse il 24 maggio 2018 tal Giuseppe Conte alla delegazione dei truffati “uno dei primi problemi che il Governo del Cambiamento affronterà, sarà il vostro”. Dal quel di i truffati stanno ancora in sala di attesa, ma sono sempre tenuti informati delle “novità” a cura dei loro rappresentanti. Una volta che uscirà il terzo decreto che fisserà la data d’inizio per le domande e trascorreranno i famosi 180 giorni, anche il 2019 è andato a farsi benedire. Ma si sa gli azzerati ascoltano sempre la motivazione dell’ultimo momento, si fidano, confidano ed aspettano fiduciosi.
Al termine, una buona notizia proveniente dalla Regione Emilia-Romagna che ha stanziato 100 mila euro così, da erogare 100 € pro-azzerato utili per le spese documentali in occasione della richiesta di rimborso al FIR. La Regione del Veneto potrebbe prendere buon esempio e mettersi sulla scia, considerato che pur avendo già concorso con 1 milione di euro per sostenere le spese legali dei cittadini danneggiati da Banca di Vicenza e Veneto Banca in riferimento agli onorari degli avvocati, ha azzerato lo stanziamento per l’anno corrente che – infatti – quota 0 €. Prevedere quest’altra tipologia di spesa, di minor costo per il bilancio non è da sottovalutare.

Si sa i truffati, ogni tanto mugugnano, ma sono in realtà, buoni, pacati e pazienti; soprattutto sono sempre riconoscenti a chi dà loro qualcosina, 30% docet.

Enzo De Biasi – staff tecnico Codacons Veneto
31 luglio 2019

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