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domenica, Maggio 31, 2020
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Sedici confraternite si ritrovano a Nate, frazione di Borgo Valbelluna

La prima edizione, giusto un anno fa, aveva avuto un indubbio successo. Scaturito dal pretesto di rinnovare il gemellaggio tra la ‘Piave’ e lo SNODAR, l’incontro aveva visto la presenza di altre sette Confraternite, salite alla sede degli alpini a Nate di Borgo Valbelluna (Belluno). Così, a dodici mesi di distanza, la ‘Piave’ ha pensato di replicare l’appuntamento e di invitare altre realtà venete del mondo delle Confraternite.

Un invito che è stato prontamente accettato dallo SNODAR, dall’Imperial Castellania di Suàvia, dalla Pasta Fresca, dal Circolo Leoniceno dei Colli Berici, dalla Soppressa di Bassano, dalla Polenta di Vigasio, dai Bigoi al Torcio, dalla Corniola, la Dogale della Marca, dal Raboso e dall’Incrocio Manzoni, dai 12 Apostoli, dalla Tavola Veneta, dal Baccalà alla vicentina, dall’Ingorda del Musetto e dai Radici e Fasioi.

Fabio Bona

L’incontro è stato caratterizzato anche da un altro importante momento: una valutazione della legge regionale che ha istituito il Registro delle Confraternite e del relativo regolamento attuativo. Un confronto nobilitato dalla presenza dell’assessore regionale Federico Caner e dei consiglieri Franco Gidoni e Maurizio Conte. Se unanime è stato l’apprezzamento per il contenuto della legge (“Va ricordato – ha commentato Fabio Bona, presidente della ‘Piave’ – che il Veneto è una delle prime regioni a deliberare in questo settore”), qualche osservazione è stata mossa al regolamento, un po’ troppo complesso e forse eccessivamente burocratico. Recependo le osservazioni, l’assessore Caner si è riservato di convocare, dopo l’estate, una riunione per delineare le necessarie integrazioni.

A Nate c’era anche Stefano Cesa, sindaco del neonato comune di Borgo Valbelluna, risultato del referendum di primavera che ha determinato l’unione di Trichiana, Mel e Lentiai. Tempi contenuti per la, davvero molto partecipata, parte ufficiale dell’incontro. Con i saluti delle autorità che hanno posto l’accento sulle potenzialità della rete delle Confraternite nell’ottica di promozione dell’enogastronomia veneta. “E oggi registriamo – ha detto Caner – un altro riconoscimento importante: le Colline del Prosecco sono, infatti, diventate patrimonio mondiale dell’umanità”.

Parole di plauso per l’iniziativa, che rinsalda legami già forti tra le Confraternite venete, sono arrivate da Antonio Bortoli, direttore generale di Lattebusche. Che ha anche, celiando, affermato che “Dobbiamo imparare molto dall’attività della Confraternita del Formaggio Piave dop, perché non è certo facile riunire in questo ambiente un assessore, due consiglieri regionali e il sindaco di uno dei più importanti comuni del Bellunese!”. Dopo la messa c’è stata anche l’intronizzazione di un nuovo confratello della ‘Piave’. Paludamenti, medaglia di san Lucio e forma di Piave sono stati consegnati a Paolo Remini.
Tante Confraternite e uno spartito di particolare spessore. Dalle 10, gli ospiti erano accolti con caffè, dolcetti e stuzzicanti fette di insaccati. Dietro le quinte, intanto, Antonio Roccon e i suoi collaboratori della Radici&Fasioi lavoravano alacremente per preparare la versione estiva (la cipolla in luogo della pancetta rosolata) del piatto ormai conosciuto anche lontano dai confini regionali.

Appena un po’ più appartati, sudavano i responsabili della polenta e dello spiedo, che avrebbero rappresentato il ‘piatto di mezzo’ della giornata. Conclusa con i dolci (una straordinaria passerella di prodotti realizzati dalle sapienti mani delle ospiti; per loro, un piccolo omaggio delle ‘Piave’) e un freschissimo gelato Lattebusche.
Come ricordo dell’incontro 2019, la ‘Piave’ aveva chiesto al proprio confratello, Giuseppe De Lazzer, di realizzare un ‘cuc’. Si tratta, come ha ricordato lo stesso autore, di un fischietto, realizzato in creta, che imitate perfettamente il verso del cuculo. Le abili mani degli artigiani ne realizzavano, soprattutto, in forma di animaletti. Per questa occasione, invece, De Lazzer ha pensato a uno spicchio di formaggio (Piave, ovviamente) nel quale si trova benissimo anche un topolino.

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