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sabato, 28 Marzo, 2020
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Nevegal. Roffarè (Cisl): “Pubblico e privato devono fare la loro parte, dentro una cornice che possono uscire solo da un confronto tra tutti. Una sorta di stati generali del Nevegal”

Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto Cisl Belluno-Treviso

“Intervenire sulla questione del Nevegal, senza fare una proposta concreta per risolvere l’annoso problema del Colle, ci pareva, come organizzazione sindacale, un modo per strumentalizzare una vicenda complessa e di non facile soluzione. Tuttavia, non possiamo non fare alcune considerazioni su quanto sta avvenendo, consapevoli che l’obiettivo è uno solo per tutti: dare una risposta definitiva e credibile ad una delle zone più note e più turistiche della Val Belluna”.

Lo dichiara Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto della Cisl Belluno Treviso.

“Facciamo fatica a fare squadra e a mettere insieme i diversi interessi di privati e pubblico. – prosegue Roffarè –  Manca prima di tutto una visione strategica, con obiettivi ben definiti, che eviti l’eterna disputa “tocca al pubblico, tocca al privato”. Entrambi devono fare la loro parte, dentro una cornice che possono uscire solo da un confronto tra tutti. Una sorta di stati generali del Nevegal.

I privati investono se è ben chiaro lo sviluppo turistico che si vuole dare a questa zona. Infrastrutture, servizi, eliminazione di vincoli vari per definire sia l’utilizzo invernale (sci, campi scuola, iniziative collaterali agli sport invernali), sia per la stagione estiva (mountain bike, corse a piedi, rifugi, parco, camminate e altrettante iniziative collaterali). Solo un’offerta completa di iniziative e strutture può attirare un numero sufficiente di turisti per riuscire a raggiungere un pareggio di bilancio tra gestione e ricavi.

Crediamo e sosteniamo la manifestazione di domani, – conclude Roffarè – ma auspichiamo che per davvero vengano messe da parte le singole posizioni e si ascolti di più chi da anni sta operando nel territorio, sapendo che la lotta contro l’abbandono della montagna e il declino demografico passano per una grande opportunità che abbiamo: la nostra montagna, un esempio di vivere la montagna diverso, sostenibile e più tranquillo dei tempi di vita di altre zone turistiche e della stessa metropoli”.

 

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