Monday, 26 August 2019 - 10:10
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Archeologia. Alla ricerca del foro e dell’urbanistica romana

Giu 19th, 2019 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

In questo periodo che registra, da parte del comune, l’avvio delle fasi di allestimento del Museo archeologico cittadino a palazzo Bembo, potrebbe essere opportuno , anche per legare l’esposizione alle antiche vicende della città capoluogo, partire dalle constatazioni e riflessioni sulla strutturazione urbanistica romana del centro storico, da tempo dimenticata e non più al centro dell’attenzione di studiosi e appassionati. Tralasciando le pervicaci ripetizioni, anche recenti, di qualche trasmissione televisiva nazionale sulla collocazione del foro (il cuore pulsante della vita pubblica di un centro ) in Piazza delle Erbe, vi è da affermare immediatamente di come in diversi anni di assidua e puntuale tutela e ricerca archeologica urbana il sito del foro non sia mai stato scoperto. Tuttavia vi è da sottolineare che vi siano degli indizi rilevanti conseguenti, sia dagli interventi sul campo, ma anche derivanti dalle testimonianze, da unire alle documentazioni trovate negli archivi. Il presidio urbano, condotto per anni con Virginio Rotelli, ha consentito di tutelare ed indagare parecchie zone della città, dentro e fuori le mura. Ebbene proprio le testimonianze emerse in Via 30 aprile, sia lungo la strada, sia all’interno di edifici privati, hanno potuto fornire qualche indicazione che, affiancata alle notizie di testimoni oculari presenti sul posto al tempo delle escavazioni, portano a dedurre di come il foro potesse trovarsi dalle parti di Porta Dante. Pertanto sulla parte sommitale del promontorio che si protende tra l’Ardo e il Piave. Dunque , laddove, nel 1970, scavando per realizzare i sotterranei dell’ex Banca di Roma, vennero messi in luce importanti elementi architettonici , come un notevole capitello corinzio e una base onoraria dedicata a Carminio Pudente (patroni dei fabbri , dendrofori e Catubrini (cadorini)).Tali reperti , convergono, anche per analogia con quanto portato in luce in Piazza Maggiore di Feltre, sotto forma di un podio di tempio, oltre che del lastricato, insieme ad un tronco di statua, verso l’esistenza dell’introvabile foro. Oltre a tutto ciò, bisogna pure aggiungere un segmento di soglia d’abitazione romana ritrovato su di un lato di Via 30 aprile che , probabilmente, doveva affacciarsi su di una antica via, forse il cardo. In ultima analisi, ben vengano, le scenografiche presentazioni del sarcofago di Flavio Ostilio (artistica sepoltura di un nobile romano, ritrovata nel 1480 , durante gli scavi delle fondazioni del campanile della chiesa di S.Stafano), che emblematicamente così recita nella scritta in greco “ Sii desto e godi dei tuoi monti sempre ricordandotene” non dimenticando, tuttavia, il messaggio di 1700 anni fa che richiama alla bellezza dei nostri monti e paesaggi da godere anche non tralasciando studi , ricerche e valorizzazioni del nostro cospicuo patrimonio antico, nel caso di specie, riferito alla città di Belluno.

Eugenio Padovan

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