Monday, 26 August 2019 - 09:22
direttore responsabile Roberto De Nart

Operazione Narkoweb: sequestrati 272 gr di anfetamine, 1,3 Kg marijuana, computer, cellulari, sim, 1500 euro in contanti, 4300 in conti on line, arrestate 3 persone una indagata, 3 assuntori segnalati

Giu 17th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Belluno, 17 giugno 2019  –  Si è conclusa con una serie di arresti e sequestri l’operazione “Narcoweb” condotta dal  Nucleo Investigativo dei carabinieri di Belluno, coordinata dalla Procura delle Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Belluno e della D.C.S.A.-Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, per la repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti acquistate nel Dark/Deep Web.

Questo il risultato dell’operazione
⦁ 2 persone arrestata in flagranza di reato;

⦁ 1 persona arrestata su ordinanza di custodia cautelare al domicilio;

⦁ 1 persona deferita all’autorità giudiziaria;

⦁ 3 persone segnalate alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti;

Queste le sostanze sequestrate:

⦁ 272 grammi di anfetamina;

⦁ 1,3 chili di marijuana;

⦁ vari computer, cellulari, sim, agende con la contabilità dello spaccio, materiali per pesare e confezionare la droga

sono stati sequestrati inoltre:

⦁ 1.500 euro in contanti;

⦁ 4.300 euro in conti correnti on line;

⦁ 2 dollari Usa in conti on line;

⦁ 0,1102 bitcoin in conti on line, pari a circa 910 euro

 

I fatti

L’indagine prende il via nel gennaio del 2018, quando la D.C.S.A. – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga – segnala il sequestro da parte delle autorità delle Dogane tedesche di un pacco contenente 265 grammi di anfetamina diretto ad una persona residente a Belluno.
A seguito di successivi approfondimenti con gli uffici della D.C.S.A. e di Europol, emerge  che le sostanze stupefacenti sono state acquistate nel cosiddetto Dark web (* vedi nota fondo pagina) e pagate con la moneta virtuale bitcoin.
Il pacco contenete anfetamina viene sequestrato in Germania e il destinatario viene identificato. Si tratta di un anziano di origini campane residente a Belluno, ma dagli approfondimenti successivi non emergono elementi riconducibili all’attività di approvvigionamento e spaccio di sostanze stupefacenti. Pertanto gli inquirenti ritengono che l’uomo sia estraneo alla vicenda, e probabilmente nemmeno a conoscenza di quel pacco in arrivo a suo nome.
L’indagine quindi subisce una battuta d’arresto.
Fin da subito, però, gli investigatori dell’Arma ipotizzano il profiling del reale destinatario, il quale doveva avere delle conoscenze informatiche molto avanzate, in particolare delle capacità tali a districarsi nel Dark web e con le monete virtuali, quali i bitcoin. Quindi si fa l’ipotesi di un famigliare/conoscente dell’anziano di origini campane; oppure una persona che ha la  possibilità di maneggiare la corrispondenza prima della consegna al destinatario; oppure una persona orbitante nelle società di corrieri o servizi postali.
La svolta delle indagini avviene nel febbraio del 2018, quando i militari della Stazione carabinieri di Trichiana sequestrano a un giovane di Lentiai (ora Borgo Valbelluna) alcuni grammi di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e Anfetamina. L’attività d’indagine, coadiuvata dal Nucleo Investigativo di Belluno, permette di identificare lo spacciatore, un trentenne residente a Trichiana. Anche il suo profilo coincide, infatti dall’indagine emerge che il 30enne possiede elevate conoscenze informatiche e ha dei precedenti di polizia per truffe attraverso internet. L’uomo lavora, come padroncino, per una società incaricata da Poste Italiane per il trasporto della corrispondenza. L’intuito degli investigatori, insomma, consente di indirizzare l’attività info-investigativa a carico del trichianese.
Nel luglio del 2018 si procede alla perquisizione domiciliare a carico dell’anziano di origini campane residente a Belluno, che permette di acquisire nuovi e validi elementi probatori. Emerge infatti che era stata appena effettuata una consegna di un pacco sospetto. Seguono altre due perquisizione domiciliari a Trichiana a carico di un quarantenne di origini pugliesi, dipendente di Poste Italiane e del trentenne trichianese.  Queste due perquisizioni permettono di rintracciare e sequestrare diversi pacchi spediti dalla Spagna e contenenti, in totale, 1 kg di marijuana, oltre a computer, cellulari, sim card, materiale per pesare, confezionare e quindi spacciare sostanze stupefacenti.
Le due persone residenti a Trichiana vengono arrestate in flagranza di reato per gli articoli 110 C.P. e 73 del DPR 309/90.
Dai successivi sviluppi investigativi si è delineata l’attività di reperimento, consegna e spaccio delle sostanze stupefacenti, proprio a carico del trentenne di Trichiana, divisa in più fasi: l’uomo provvedeva a reperire e reclutare  i destinatari iniziali-corrieri, al cambio valuta in bitcoin, all’acquisto e spedizione delle sostanze stupefacenti e alla consegna a domicilio dei pacchi con lo stupefacente.
Il 30enne di Trichiana intestava schede telefoniche a persone fittizie creando falsi profili whatsapp con i quali contattava delle persone, in risposta a degli annunci nel web, che si candidavano per qualsiasi tipologia di lavoro, fra cui l’anziano pensionato di origini campane residente a Belluno e uno straniero residente in Valbelluna.
Fingendo di essere il responsabile di una società di consegna di corrispondenza privata, realmente esistente in Italia, il 30enne reclutava le ignare persone per il recapito di corrispondenza. Qust’ultime avevano il compito di ricevere dei pacchi indirizzati a loro nome, per poi consegnarli agli indirizzi della Valbelluna, comunicati in un secondo momento dal finto responsabile dell’azienda.
Le ignare persone, per ogni consegna ricevevano dai 15 ai 35 Euro in ricariche PostePay,
Le ricariche PostePay sono stata effettuate in diversi esercenti, quali tabacchini o ricevitorie autorizzate della Valbelluna, lasciando dei nominativi fittizi del ricaricante.
Accedendo nel Dark web e in altri canali, il trentenne ha contattato delle persone italiane, poi identificate ed indagate per riciclaggio di denaro ex articolo 648 bis C.P., per la conversione di Euro in moneta virtuale, quale bitcoin. Nel solo anno 2017 sono stati rintracciati cambi di valuta corrente in bitcoin per un importo pari a 5.600 Euro.
L’acquisto delle sostanze stupefacenti avveniva sempre attraverso il Dark web. Il trentenne contattava i venditori ovviamente anonimi, protetti da nickname, in particolare provenienti dalla Germania, Nord Europa e Spagna. E dopo aver pagato gli stupefacenti con i bitcoin,  faceva inviare la merce agli indirizzi delle persone precedentemente reclutate negli annunci di lavoro. Una volta ricevuto il pacco, le persone individuate negli annunci, venivano contattate dal falso responsabile della società di consegne, che forniva loro il nuovo indirizzo per la consegna al cliente. Appena giunti a destinazione i pacchi venivano recuperati dal trentenne trichianese e, in almeno un’occasione dal quarantenne di origini pugliesi.
Dalle indagini è emerso che il trentenne trichianese ha reperito nel Dark Web, oltre all’anfetamina e alla marijuana sequestrate, anche altre sostanze stupefacenti, quali MDMA, speed (generalmente composto dalla miscela caffeina e anfetamine) e ketamina.
A conclusione dell’attività d’indagine è stata effettuata la perquisizione telematica/informatica nei confronti del trentenne trichianese, dove sono stati trovati e sequestrati diversi conti online contenenti: 4.300 Euro, 2 Dollari USA e 0,1102 bitcoin. Oltre a ciò, l’analisi forense dei dispositivi informatici ha anche permesso di rintracciare le navigazioni nel Dark Web e le transazioni di bitcoin.

(*) Il web che conosciamo rappresenta solo il 4% delle pagine disponibili on line di internet. Esiste infatti anche un web sommerso, che non è direttamente accessibile e che non è indicizzato dai motori di ricerca tradizionali:
⦁ “deep web” (o “invisible web”) – circa il 90% di Internet
⦁ “dark web” (o “dark net”) – circa il 6% di Internet

Deep web
In questo livello ci sono i contenuti che non possono essere trovati attraverso i comuni motori di ricerca, ma ai quali si può accedere tramite un normale browser se si conosce l’indirizzo. Per esempio, si possono trovare i papers accademici e scientifici, i documenti legali, le cartelle mediche, le risorse contenute in database governativi o di aziende private.

Dark web
È un sottolivello del «deep web» e non utilizza il consueto protocollo web «http»; è definito come un insieme di dati e contenuti resi intenzionalmente invisibili e non accessibili dai comuni browser, ma da software per la comunicazione anonima, fra i più conosciuti: Tor e I2P.

Il dark web si compone di pagine con un dominio .onion e al suo interno è cresciuto anche il mercato nero, dove è anche possibile trovare droga, armi, assoldare killer, ecc.

Share

Comments are closed.