Sunday, 20 October 2019 - 23:19
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Altre econStorie, protagonisti, film. Incontro con Stefano Liberti e proiezione del film Soyalism. Venerdì a Soverzene e Tai di Cadore omie.

Giu 16th, 2019 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Meteo, natura, ambiente, animali, Pausa Caffè

Ha preso il via giovedì 30 maggio la rassegna ALTRE ECONOMIE. Storie, protagonisti, film curata dalla cooperativa Samarcanda e realizzata con la collaborazione del Gas El Ceston, l’associazione WOOF Italia, IL Gruppo di Iniziativa Territoriale di Banca Etica (GIT) di Belluno e il patrocinio dei Comuni di Pieve di Cadore e di Soverzene.

La rassegna è un’iniziativa finanziata dai fondi del progetto Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020 “FAIR TRADE II. Costruiamo insieme un’economia più giusta e sostenibile. Un confronto transfrontaliero sul commercio equo e solidale e altre esperienze. Gemeinsam für ein gerechtes und nachhaltiges wirtschaften. Il progetto, che vede come partner oltre a Samarcanda, il Regionsmanagement Osttirol (RMO) di Lienz e le Botteghe del Commerci equo di Lienz e Brunico, è nato con l’intento di favorire azioni di scambio sui temi del commercio equo e solidale e della sostenibilità.
Venerdì 21 giugno il 3° incontro. Un doppio appuntamento:
alle ore 18.30 a Soverzene presso l’agriturismo Terra delle Dolomiti con il giornalista Stefano Liberti che presenterà, aiutandosi con le immagini del suo reportage “ The dark side of italian tomato”, il problema del caporalato nelle campagne italiane.
(Seguirà un aperi-cena (prenotazioni al num. 3494003688) con degustazioni di prodotti locali e equo solidali)
alle 20.30 alla Sala Coletti di Tai di Cadore con la proiezione del docufilm “Soyalism” sulla filiera sporca della produzione della carne di maiale, seguirà dibattito con l’autore.

Stefano Liberti già giornalista del manifesto, ha pubblicato i suoi reportage su diverse riviste italiane (Geo, L’Espresso, Ventiquattro) ed estere (El País semanal, Le Monde diplomatique).
Nel 2004 ha pubblicato insieme a Tiziana Barrucci, Lo Stivale meticcio – L’immigrazione in Italia oggi per i tipi di Carocci Editore.
Nel 2007 è stato il primo giornalista a incontrare i tre tecnici Eni ostaggi del Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger (Mend) in Nigeria. Li ha intervistati e diffuso sul TG1 un video in cui lamentavano di essere stati abbandonati. Nel 2007 ha vinto il Premio Luchetta come miglior giornalista italiano sezione Quotidiani e periodici. Nel 2009 ha vinto il premio Indro Montanelli per la scrittura con il libro “A sud di Lampedusa” (minimum fax), in cui raccontava i suoi cinque anni di viaggio sulle rotte dei migranti dall’Africa all’Europa. Nel 2010 ha vinto il premio L’Anello Debole con il reportage “L’inferno dei bimbi stregoni”, girato a Kinshasa nel maggio 2009 che racconta il fenomeno dei bambini accusati di stregoneria e abbandonati dalle famiglie.
Nel 2011, ha pubblicato per Minimum fax il libro “Land grabbing”, sull’accaparramento delle terre su scala mondiale. Il libro è diventato un caso ed è stato tradotto in tedesco, francese, inglese e spagnolo. Sempre in quell’anno, ha seguito le varie fasi della guerra in Libia e, insieme a una troupe della CNN e ai due colleghi Gabriele Del Grande e Alfredo Bini, è stato il primo giornalista a entrare nella città di Misurata sotto assedio.
Come regista ha lavorato tra il 2007 e il 2008 al programma televisivo C’era una volta di Rai 3. Nel 2012 ha realizzato insieme ad Andrea Segre il documentario “Mare chiuso”.
Nel 2019 insieme a Fabio Ciconte, direttore dell’associazione ambientalista Terra! Onlus e portavoce della campagna FilieraSporca contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, pubblica per Laterza editore il libro “Il grande carrello – Chi decide cosa mangiamo”, un viaggio nella grande distribuzione organizzata del cibo, dando seguito alle inchieste sulle filiere agroalimentari.
Come regista ha co-diretto con Enrico Parenti il documentario “Soyalism”,

“The Dark Side of the Italian Tomato”
“The Dark Side of the Italian Tomato” è un web-documentario del 2014 di Stefano Liberti e Mathilde Auvillain pubblicato in italiano da Internazionale e segnalato nel giro di poche settimane, dalle principali testate del mondo intero. È una storia drammatica e paradossale che ci racconta di sussidi europei, sfruttamento nei campi pugliesi, e contadini africani costretti a lasciare le loro terre (https://www.internazionale.it/webdoc/tomato/)

Soyalism
E’ un documentario che indaga il ruolo che la soia ha acquisito negli ultimi anni nell’industria alimentare e la sua connessione con la produzione di carne. Prodotto dal regista italo-americano Enrico Parenti e dallo scrittore e giornalista Stefano Liberti, autore tra le altre cose anche dell’inchiesta “I signori del cibo”, il film mette al centro dell’inchiesta la situazione della produzione agroalimentare odierna: il suo controllo a livello globale è, senza eccezioni, sempre più in mano a poche, grandissime aziende occidentali e orientali. Tra queste troviamo colossi del calibro di Bunge, Monsanto, ADM, Cargill e Louis Dreyfus. Il tutto, a discapito dei piccoli produttori che vengono tagliati fuori dalla produzione, ma anche a danno del nostro pianeta, sempre più depauperato e sfruttato da un tipo di agricoltura così intensiva e incontrollata. Seguendo la filiera industriale della carne suina, dalla Cina al Brasile attraverso gli Stati Uniti e il Mozambico, il documentario mostra come l’80% della soia oggi viene impiegata come mangime negli allevamenti intensivi e come le 2 cose, allevamenti intensivi e agricoltura industriale, mettono a rischio comunità sociali e ambiente naturale.

 

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