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L’Agordino del futuro. Con Ostirol e Valpusteria si studiano nuove forme di lavoro per i giovani. Berton e Lucchetta: “Persi quasi 1.300 abitanti dal 2011. Ma le occasioni ci sono e anche gli strumenti”

Giu 13th, 2019 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore

Lorraine Berton

Belluno, 13 giugno 2019 – Dal 2011 al 2017 l’Agordino ha perso 1276 abitanti, nessuno dei suoi 16 comuni ha un saldo positivo, eppure le occasioni di lavoro non mancano, dalla manifattura al turismo. Qui più che altrove. Necessario quindi puntare su nuovi strumenti come lo smart working, tema a cui è stato dedicato un convegno organizzato ieri pomeriggio (12 giugno) in Biblioteca Civica ad Agordo da Reviviscar nell’ambito del progetto “Co-working, Smart Working & Laboratorio Urbano“, finanziato nell’ambito di Interreg V-A Italia- Austria 2014-2020 CLLD Dolomiti Live, sottoprogramma gestito dal GAL Alto Bellunese.

«Il nostro è un territorio complesso, dobbiamo far capire ai giovani – ma a tutte le classi di età – che il loro futuro può essere qui», ha detto il presidente dell’Unione Montana Fabio Lucchetta, presente alla riunione.

Chiaro anche il messaggio della presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton: «Il problema riguarda da vicino tutte le nostre valli, ma in Agordino la situazione è ancor più paradossale. C’è un colosso mondiale dell’occhialeria come Luxottica, da sempre sinonimo di internazionalizzazione e innovazione, ma anche aziende piccole e medie molto competitive, senza contare un turismo di qualità con un carosello sciistico invidiabile. Dobbiamo fare una vasta opera di informazione e orientamento sulle opportunità straordinarie di questa vallata. Lo spopolamento si combatte anche con la conoscenza del territorio e con nuovi strumenti».

Tra questi strumenti c’è per l’appunto lo smart working, una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro che conferisce ai dipendenti una maggiore flessibilità organizzativa, possibilità di scelta degli spazi e degli orari per meglio conciliare i tempi di vita e di lavoro, senza trascurare gli obiettivi aziendali ma semplicemente utilizzando una diversa impostazione.

«Lo smart working può essere una formula innovativa per fermare la fuga di cervelli e manodopera verso il fondovalle o l’estero ma anche un modo per attrarre dall’esterno i profili più richiesti e specializzati», ha affermato Francesco Seghezzi, presidente di Adapt, società che si occupa di ricerca sulle tematiche del lavoro.

«In questo modo si possono superare anche le difficoltà legate alla logistica», ha proseguito Seghezzi, portando l’esempio di aziende e Pubbliche amministrazioni che già operano “in rete”, consentendo ai dipendenti il lavoro agile da casa o mediante semplice connessione su smartphone.

Un cambio di mentalità innanzitutto che non coinvolge non solo le imprese ma anche la Pubblica Amministrazione, come ribadito da Lucchetta. «In questi anni abbiamo fatto dei passi in avanti, mettendo a disposizione dei comuni degli applicativi standardizzati, facendo rete tra i municipi. Lo stesso segretario dell’Unione Montana gestisce altri 5 enti e riesce a lavorare anche da fuori sede in modo efficace. Vogliamo procedere su questa strada».

«Certo, servono le infrastrutture: ma anche qui finalmente stanno partendo tutti quei lavori necessari per portare la fibra ottica», anticipa Lucchetta.

Il progetto vede Reviviscar collaborare, in un’ottica transfrontaliera, con lo Spazio Laboratorio Urbano del Comune di Lienz e con l’Agenzia Sviluppo Città di Brunico.

Ieri ad Agordo era anche presente una delegazione del comune di Lienz guidata da Jasmina Steiner, mentre a rappresentare il Gal è stata Iolanda Da Deppo, che ha illustrato come – grazie al DolomitiLive – siano stati già attivati sul territorio dell’Alto Bellunese una trentina di progetti.

«Mettersi in rete con le altre aree alpine è un valore aggiunto: la stessa zona di Lienz», spiega Berton. «ha gli stessi nostri problemi di spopolamento e di turn-over. Insieme possiamo trovare delle soluzioni per i nostri territori, molto più vicini di quanto possa sembrare».

Nel frattempo, saranno attivati – in via sperimentale – dei percorsi di formazione sul tema dello smart working per tutte le imprese con sede o unità operativa nei comuni dell’Alto Bellunese. I corsi – che saranno assegnati in base all’ordine di arrivo delle richieste – potranno essere effettuati sia a distanza che in loco a seconda delle esigenze aziendali.

 

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