Wednesday, 26 June 2019 - 16:09

Crac banche venete: pubblicato il primo dei tre decreti per l’avvio dei rimborsi ai truffati. Confermato per ora il 30% di ristoro con tetto di 100mila euro

Giu 12th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Società, Associazioni, Istituzioni

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri (Serie generale n.135), 11 giugno 2019 il primo dei tre decreti attuativi necessari all’avvio della procedura di ristoro dei risparmiatori truffati dalle banche.

Si conferma, per ora, il rimborso del 30% del capitale investito con tetto di 100mila euro. Quindi parliamo di capitali investiti in azioni dell’importo massimo di 333.333 euro. Una somma già rilevante, considerato che i dati esaminati dalle associazioni di consumatori rivelano che il 70% dei truffati aveva acquistato azioni per un controvalore che non superava i 50mila euro e solo 1,5% aveva investito somme superiori ai 100mila euro. E dunque con lo sbarramento dei 333mila euro andrebbero ricompresi la maggior parte dei risparmiatori. Chi ha investito in azioni di banche venete somme superiori ai 333mila euro non avrebbero diritto ad accedere alla procedura di ristoro, perché evidentemente la norma non li ritiene risparmiatori, ma investitori che come tali si assumono dei rischi operando nel mercato azionario. Eppure la partita non è ancora chiusa, perché i grossi investitori sono anche quelli meglio rappresentati politicamente e potrebbero essere ripescati con l’innalzamento del tetto. Si parla di un raddoppio per capitali investiti fino a 666mila euro. Se così fosse, posto che la torta da spartire rimane sempre la stessa, i grandi investitori andrebbero ad assottigliare le somme ristorate ai piccoli. C’è, per contro, l’altra ipotesi avanzata dalle opposizioni in Parlamento che vorrebbero invece elevare la percentuale del 30% del capitale investito, fermo restando il tetto dei 333mila euro, così da dare qualcosa in più ai piccoli risparmiatori rimasti intrappolati nel crac delle banche venete.

Nei prossimi mesi, con l’uscita degli altri due decreti,  e Europa permettendo, si vedrà cosa prevarrà.

Per ora attendiamo la pubblicazione del secondo decreto che dovrà stabilire la composizione della commissione che avrà il compito di esaminare le domande. E poi del terzo decreto, che dovrà fissare i termini e dire da quando si potranno presentare le domande.

Ad una prima lettura, una cosa è certa, l’articolo 4 del decreto pubblicato ieri (che riproduciamo di seguito), che stabilisce le modalità di accesso alla procedura di rimborso e la presentazione dei documenti, è un percorso ad ostacoli percorribile solo dalle associazioni che rappresentano i risparmiatori, non certo dal privato cittadino che voglia cimentarsi nel fai da te, con il rischio dell’esclusione.

In ogni caso, considerata la pausa estiva e la pubblicazione di altri due decreti, per vedere i rimborsi si dovrà attendere il 2020.

(rdn)

 

art. 4.
Istanza e documenti
1. Gli aventi diritto o loro rappresentante possono chiedere l’erogazione dell’indennizzo da parte del FIR presentandone istanza, debitamente sottoscritta nelle forme che verranno indicate con delibera della Commissione
tecnica dall’art. 7 del presente decreto, indirizzata alla stessa Commissione tecnica. L’istanza indica:
a) nominativo o denominazione, codice fiscale, residenza e eventuale elezione di domicilio, degli aventi
diritto e dell’eventuale rappresentante degli aventi diritto;
b) quantità e tipo, costo di acquisto, data di acquisto, codici identificativi degli strumenti finanziari oggetto
della istanza;
c) i «successori» e i «familiari» di cui al comma 1 dell’art. 3 indicano anche i dati richiesti dalle lettere a) e
b) del presente articolo pertinenti ai «risparmiatori» di cui allo stesso art. 3 dai quali hanno acquisito gli strumenti
finanziari oggetto della domanda;
d) la banca in liquidazione che ha emesso gli stessi strumenti finanziari;
e) dati necessari per il pagamento mediante bonifico al conto corrente bancario o postale degli aventi diritto
(codice IBAN);
f) dichiarazione di conformità all’originale in possesso degli aventi diritto dei documenti richiesti dal seguente comma 2, che possono essere trasmessi in copia semplice;
g) qualsiasi dato o informazione utile per chiarire o integrare quanto richiesto nelle lettere precedenti del presente comma;
h) assenso al trattamento dati personali in conformità alla normativa vigente e secondo l’apposita informativa pubblicata nel procedimento finalizzato alla erogazione delle prestazioni del FIR.
2. Sono allegati all’istanza i seguenti documenti:
a) copia fronte-retro del documento di riconoscimento valido degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante e dei relativi codici fiscali;
b) copia di documentazione idonea a dimostrare l’acquisto degli strumenti finanziari ed il relativo prezzo
pagato; documentazione che per «successori» « e familiari» dimostri il trasferimento degli strumenti finanziari da
parte di «risparmiatori»;
c) copia di eventuale documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale utile ai fini dell’accertamento
delle violazioni massive del T.U.F. che hanno causato il danno ingiusto ai risparmiatori;
d) copia di eventuali pagamenti, nelle forme di indennizzi, ristori, rimborsi o risarcimenti comunque denominati, ricevuti dagli aventi diritto per il pregiudizio subito in ordine agli stessi strumenti finanziari, recanti i
soggetti pagatori e gli importi incassati;
e) delega o procura speciale con firma autenticata, in caso di domanda presentata tramite rappresentanza volontaria; copia dell’eventuale provvedimento di rappresentanza legale;
f) dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante firma autenticata di tutti gli aventi diritto interessati, attestante che i
dichiaranti:
f1) dal 1° gennaio 2007, non hanno avuto, nella banca in liquidazione emittente gli strumenti finanziari
oggetto della istanza di indennizzo, incarichi negli organi di amministrazione, di controllo, di revisione previsti
dall’art. 1, comma 505, della legge n. 145/2018;
f2) non sono parenti ed affini di primo e di secondo grado di amministratori, di controllori e di revisori previsti dall’art. 1, comma 505, della legge n. 145/2018;
f3) non sono controparti qualificate nè clienti professionali previsti dall’art. 1, comma 495, della legge
n. 145/2018;
f4) non hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento relative agli stessi strumenti finanziari oggetto della domanda di indennizzo, oppure hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro,
rimborso o risarcimento, specificando l’importo e la causale rispetto a ciascuna azione o obbligazione subordinata
di cui è indicato il codice identificativo e la Banca in liquidazione emittente;
f5) sono consapevoli delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti a
norma dell’art. 76 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000;
g) in caso di successione, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante firma autenticata, attestante:
g1) la data di decesso del risparmiatore;
g2) i dati anagrafici di tutti i successori per causa di morte e le rispettive quote ereditarie spettanti;
g3) l’esclusione che vi siano altri successori;
g4) la sede dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente per la dichiarazione di successione;
g5) la consapevolezza dei dichiaranti delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e
falsità negli atti a norma dell’art. 76 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000;
3. Nel caso di richiesta di indennizzo forfettario previsto dal comma 502 -bis dell’art. 1 della legge 30 dicembre
2018, n. 145, l’istanza è formulata secondo quanto previsto dai commi 1 e 2 del presente articolo, con esclusione
degli atti indicati nella lettera c) del medesimo comma 2.

All’istanza deve essere allegata dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,
n. 445, recante firma autenticata, attestante:
a) la consistenza del patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100.000
euro, calcolato secondo i criteri e le istruzioni approvati con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, Direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle
finanze, Dipartimento delle finanze del 13 aprile 2017, n. 138 , recante approvazione del modello tipo di dichiarazione sostitutiva unica (DSU), nonché delle relative istruzioni per la compilazione, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, oppure l’ammontare del reddito complessivo dell’avente diritto ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro
nell’anno 2018;
b) la consapevolezza dei dichiaranti delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti a norma dell’art. 76 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000.
4. La Commissione tecnica può chiedere ulteriori informazioni, dati e documenti necessari in relazione alla
peculiarità della fattispecie.
5. La Commissione tecnica pubblica in apposita pagina informatica dedicata al FIR del proprio sito internet, gli
atti che disciplinano le procedure di indennizzo ed i relativi modelli per istanze e dichiarazioni.
6. Qualora la presentazione di idonea documentazione di completamento da parte degli istanti non avvenga entro
sessanta giorni dalla ricezione della richiesta dalla Commissione tecnica, l’istanza di indennizzo di cui al comma 1 viene rigettata, salvo comprovato ritardo dovuto a terzi in possesso esclusivo della documentazione richiesta dalla accennata Commissione.
7. Le banche in liquidazione, le banche cessionarie e il FITD forniscono, senza oneri per i richiedenti, entro
trenta giorni dalla richiesta degli istanti i documenti in loro possesso.
Art. 5.
Misura degli indennizzi
1. L’indennizzo è determinato nella misura del 30 per cento del costo di acquisto delle azioni, ivi inclusi gli oneri fiscali, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun avente diritto. Da detta misura dell’ammontare dell’indennizzo sono detratti gli eventuali importi ricevuti dagli aventi diritto in relazione allo stesso
strumento finanziario a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque denominato.
2. Per le obbligazioni subordinate che non hanno beneficiato delle prestazioni del Fondo di solidarietà, l’indennizzo è determinato nella misura del 95 per cento del costo di acquisto delle stesse, ivi inclusi gli oneri fiscali,
entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun avente diritto. Da detta misura dell’ammontare
dell’indennizzo sono detratti gli eventuali importi ricevuti dagli aventi diritto in relazione allo stesso strumento
finanziario a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque denominato nonché
la differenza, se positiva, tra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato di un
buono del Tesoro poliennale di durata equivalente comunicata dal FITD, determinata ai sensi dei commi 3, 4, 5
dell’art. 9 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito dalla legge 30 giugno 2016, n. 119.
3. Nel caso di operazione di investimento congiunta di più investitori, in mancanza di disposizioni diverse, le
quote dei crediti dei partecipanti si intendono uguali.
4. Gli aventi diritto provvedono all’aggiornamento di dati, informazioni e documenti in caso di variazione di
quelli precedentemente presentati.

 

 

 

 

 

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