Saturday, 24 August 2019 - 21:57
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Crac banche venete. I grandi passi raccontati dall’onorevole D’Incà per i rimborsi si tradurranno in una ulteriore attesa di oltre 6 mesi

Giu 8th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Qualche giorno fa l’onorevole D’Incà, del Movimento 5 Stelle, aveva dato notizia alla stampa, con toni trionfalistici “per i grandi passi avanti verso la restituzione dei soldi ai truffati delle banche venete“, in relazione alla registrazione del primo Decreto ‘Fir’ da parte della Corte dei Conti a favore dei risparmiatori truffati dalle banche.

Ebbene, l’annuncio del “decreto attuativo” era già stato dato l’indomani della firma, ovvero l’11 maggio 2019. Finalmente, dopo quasi un mese, ecco il nuovo annuncio del “primo decreto” (che però ad oggi non si trova pubblicato in Gazzetta Ufficiale) sulle modalità d’accesso e sul funzionamento della Commissione, cui dovrà seguirne un secondo con cognomi, nomi e compensi delle 9 persone, quindi un terzo decreto che fisserà da quando e fino a quando si potranno presentare le domande, tra l’inizio e la fine il periodo dovrà essere di 180 giorni ed oggi siamo all’8 giugno. Basta guardare il calendario solare per capire che arriveremo a gennaio 2020. Tutto questo era già noto dal 01.01.2019 con la finanziaria e a giugno i 5 stelle scoprono che occorrono 3 decreti (se non addirittura 4),  già previsti dalla finanziaria da loro votata a dicembre.

Una volta presentate le richieste, queste dovranno essere esaminate, quindi tra il riparto dei soldi spettanti a ciascheduno e l’effettiva liquidazione passeranno almeno 20 /30 giorni e saremo a primavera in occasione delle regionali 2020. Sempre che i decreti  2 e 3 escano entro la fine di giugno, altrimenti si slitta ancora.
Il governo è obbligato a convertire il decreto legge entro il 30 di giugno, mancano una ventina di giorni, e quindi staremo a vedere come esce il testo convertito in legge.

“Mancano ancora pochi passaggi per raggiungere finalmente il traguardo – dichiara l’onorevole D’Incà – senza però precisare che i soldi veri, le famiglie coinvolte nel crac delle banche venete li vedranno non prima del prossimo anno. Eppure la campagna elettorale è finita!

(rdn)

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