Saturday, 24 August 2019 - 21:57
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Battuta d’arresto sul Nevegal, la Regione dice no all’ingresso nella nuova società. De Moliner: “Non ci sono più scuse, la Regione dica cosa intende fare”

Giu 8th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Roberto De Moliner

Il Partito Democratico di Belluno e il gruppo Consigliare del Pd con il segretario dell’Unione comunale Roberto De Moliner, intervengono dopo la brusca frenata della Regione Veneto rappresentate dal consigliere regionale bellunese Franco Gidoni.

“Tanti proclami, e quando serve la Regione fa un passo indietro fregandosene del territorio e ad ancora una volta fregandosene della montagna, un po’ come successo con il Referendum bellunese sull’Autonomia”. Il Partito Democratico si indigna davanti alle dichiarazioni del consigliere regionale Franco Gidoni (Lega).

“Gidoni dimostra ancora una volta non solo di non conoscere il Nevegal – dichiara Roberto De Moliner segretario dell’Unione Comunale del Pd –  ma di non amare il proprio territorio nel quale è stato eletto. La proposta avanzata dall’Amministrazione Comunale è una proposta concreta che necessita dell’apporto anche della Regione. E se 500.000 euro sono pochi (oltre agli altri 500mila derivanti dalla vendita del legname ndr), caro consigliere, come minimo la Regione dovrebbe stanziarne il doppio o forse il triplo. Ritenere che i fondi destinati al rilancio da parte del Comune di Belluno siano quisquilie, è un atto di irriverenza”.

Erika Dal Farra

“Se si crede veramente al rilancio del colle”- aggiunge la consigliera comunale di Belluno Erika Dal Farra – urge quanto prima la costituzione di una cabina di regia che veda al suo interno tutti gli attori: Comuni, Provincia, Regione, Operatori. Non è accettabile che la Regione faccia un passo indietro e se lo farà dovrà prendersi ogni responsabilità.

“Gidoni lamenta la mancanza di strategie e di progetti – conclude De Moliner – convochi subito il gruppo #progettaNevegaldomani e si faccia illustrare i contenuti dell’agenda strategica che ha coinvolto il gruppo di lavoro che è riuscita, con un percorso unitario per più di un anno a mettere nero su bianco strategie, azioni ed obiettivi. Non ci sono più scuse, la Regione dica cosa intende fare; se poi parla di progetto, per quanto riguarda gli impianti e il comprensorio sciistico pare abbia in mano, come letto sulla stampa oggi, almeno un paio di business plan. Le soluzioni si trovino senza più giri di parole vuote, servono i fatti e non per un’urgenza ma per sempre. Ora i giochi nascosti sono finiti ed è l’ora della responsabilità.”

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