Wednesday, 26 June 2019 - 16:34

Lettera aperta dalle associazioni Liberi dai veleni ai candidati alle elezioni amministrative nei comuni bellunesi

Mag 22nd, 2019 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

Le associazioni aderenti alla campagna Liberi dai Veleni colgono il momento di cambiamento che a fine maggio coinvolgerà una parte dei comuni del bellunese per stimolare i candidati alle prossime amministrative sul tema del modello di sviluppo agricolo per il nostro territorio, che vorremmo divenisse centrale nei programmi politici.
L’argomento infatti è complesso e ricco di implicazioni potenzialmente positive se governato con competenza e capacità di visione. Difficile infatti parlare di agricoltura senza toccare il tema del rispetto delle peculiarità naturalistiche e dell’integrità ecologica dell’ambiente o trascurando il nesso tra tipo di modello agricolo e cura/perdita del paesaggio, inteso come lungo e profondo processo di adattamento dell’uomo all’ambiente e alle risorse disponibili, ormai troppo spesso cancellato, anche nel bellunese, a colpi di benna. È ormai innegabile infatti il ruolo a livello sociale e culturale, oltre che agricolo, di quelle attività le cui scelte aziendali si fondano sulla tutela dell’ambiente che le accoglie, la conservazione della biodiversità, e sul rispetto. Rispetto della terra, rispetto dei frutti che offre, rispetto di chi li compra e non di meno rispetto dell’agricoltore stesso. Uomini e donne, ragazzi e ragazze che hanno scelto uno stile di vita sobrio esteriormente e ricco di competenza, passione e soddisfazione, e che sanno leggere e difendere la vocazione di questa terra.

L’agricoltura in provincia non riveste ancora un ruolo economico e produttivo di rilievo, è penalizzata dal clima rigido e dalle difficoltà legate alla scarsità di terreni pianeggianti oltre che dalla frammentazione fondiaria. Tuttavia si leggono segnali positivi nel ritorno di giovani all’agricoltura con visioni imprenditoriali innovative, spesso con elevata scolarizzazione ed una maggiore consapevolezza del ruolo della agricoltura come strumento di conservazione del paesaggio e di sviluppo economico anche connesso ai servizi alla comunità, all’accoglienza e al turismo.
Va sottolineato che il territorio gode della presenza di un istituto agrario attivo e aperto agli stimoli esterni e di realtà cooperative che possono diventare l’alleanza tra i piccoli agricoltori di montagna.
D’altro canto, lo sviluppo agricolo che ha compromesso altri territori, anche vicini, e che rappresenta una minaccia non ha ancora intaccato le molte potenzialità del bellunese, lasciando un’occasione alle nuove generazioni.
L’agricoltura bellunese, infatti, non può competere con altre realtà agricole, come ad esempio la pianura padana, fondate su produttività e quantità; lo sviluppo va centrato su prodotti ad alto valore aggiunto perché di elevata qualità e perché intimamente correlati alla costruzione del territorio e del paesaggio, carta da giocare anche sul piano del turismo. Una visione integrata del territorio deve infatti mirare in via prioritaria alla conservazione della biodiversità piuttosto che al supporto dello sviluppo di singole colture (o peggio, monocolture) totalmente estranee al sistema strutturale locale.
Anche la popolazione può e deve fare la propria parte nel costruire un modello di sviluppo davvero sostenibile per il nostro territorio: il patto tra chi produce secondo criteri di sostenibilità e chi acquista con consapevolezza è la base per la sopravvivenza del sistema locale. I cittadini vanno coinvolti attraverso reti sociali in grado di aiutare a riconoscere il valore delle produzioni locali e delle filiere corte (come ad esempio i gruppi di acquisto solidale).

Liberi dai Veleni è convinta che il biodistretto rappresenti il progetto prioritario per fare sintesi di questi obiettivi e per lasciare in concreto ai nostri figli ed alle generazioni future una opportunità di vivere e lavorare in questo territorio.

Ai candidati sottoponiamo queste richieste:
si prosegua nella adozione dei regolamenti di polizia rurale che limitino l’utilizzo dei pesticidi e vietino quelli cancerogeni e nocivi per la salute, secondo la proposta presentata dalla campagna Liberi dai Veleni, per i comuni che ne sono ancora sprovvisti
le amministrazioni dei comuni dotati di regolamento lavorino per la migliore attuazione di tutte le attività in esso previste (ad es. stop ai diserbi chimici nei centri abitati e lungo strade e ferrovie) e nella sistematizzazione delle attività di controllo
le amministrazioni si impegnino a sostenere lo sviluppo dell’attività agricola secondo tecniche di coltivazione sane e sostenibili (agricoltura biologica, biodinamica, sinergica, permacultura, ecc per cui in questi anni si sono moltiplicate le occasioni formative sul territorio), e per il recupero delle colture tradizionali e del patrimonio genetico bellunese, in primis con la costituzione e promozione del Biodistretto della Provincia di Belluno
le amministrazioni si attivino per rafforzare il consumo di prodotti locali nelle mense pubbliche (scolastiche, case di riposo, ecc) stringendo patti con i produttori del territorio
promuovere bandi per la assegnazione di terreni pubblici ad aziende agricole che li conducano nel rispetto di disciplinari rigorosi e valorizzando la biodiversità locale (recupero di sementi antiche, riproduzione razze autoctone)
le amministrazioni avviino un percorso, anche in sinergia fra diversi comuni e con altri enti, per la riduzione e il contenimento della frammentazione fondiaria.

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