Wednesday, 26 June 2019 - 16:39

Sicurezza dei trasporti e sorveglianza sanitaria dei lavoratori. Ecco perché accadono certi incidenti

Mag 21st, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

La notizia di qualche giorno fa dei due macchinisti del Freccia Rossa sorpresi apparentemente ubriachi alla conduzione del treno, andava a fare il paio con quella di qualche tempo prima del conducente dello scuolabus che trasportava bambini che era già stato condannato per guida in stato di ebbrezza e che era tranquillamente al lavoro, tanto da dirottare e minacciare gravemente i minori trasportati.
Le due notizie hanno colpito l’opinione pubblica e messo in dubbio la sicurezza dei nostri trasporti.

Ci si chiede allora, perché non vengono fatti i controlli?

Sembra banale che le persone cui affidiamo la nostra vita e quelle dei nostri figli siano sottoposte a controlli sanitari periodici ed efficienti per impedire che si pongano alla guida in stato di ebbrezza alcolica o peggio sotto l’influenza di sostanze stupefacenti di mezzi che trasportano anche centinaia di persone!
Scopriamo invece che non è così.
Come mai?
Presto detto. Le norme ci sono ma vengono male interpretate o direttamente disapplicate!
Sapete cosa accade? Molti medici cCompetenti sui quali grava la sorveglianza sanitaria sui lavoratori, nell’adottare i Protocolli sanitari, utilizzano protocolli ormai superati ed inefficaci quali l’Audit C e CAGE (meramente soggettivi – formulari a risposta dell’interessato su domande quali: bevi? fai uso di sostanze stupefacenti ? ecc.).
Figuratevi che valenza può avere chiedere ad una persona dedita all’uso continuativo di alcool se beve! E’ evidente che se il lavoratore fa l’autista di autobus (solo per citare uno dei lavori ) vi dirà evidentemente che non beve! Come altrettanto farà chi usa sostanze stupefacenti!
Tali protocolli non hanno quindi alcuna valenza scientifica e rendono la stessa sorveglianza sanitaria sull’uso di sostanze alcoliche e stupefacenti, fatta inutilmente.
La cosa grave è che tale metodologia di esecuzione della sorveglianza sanitaria alle volte è tacitamente sostenuta dagli stessi Organi di Controllo e da qualche Regione o Provincia Autonoma!!(mentre altre: Piemonte , Toscana, Friuli Venezia Giulia , hanno adottato norme che adempiono al dettato della 81/08 e vanno nella direzione del rispetto dello spirito della legge e del principio di cautela e prevenzione).
Qualcuno ha evidentemente interesse ad un sistema di controlli blando ed inefficace.
Le norme invece ci sono e sono chiare:
basti in proposito dire che il D.Lgs. 81/08 e s.m.i., considera infatti penalmente rilevante la stesura dei Protocolli sanitari quando questi non contengano l’applicazione degli indirizzi scientifici più avanzati!
Quindi, ad essere sanzionata, non è solo la violazione della programmazione della sorveglianza sanitaria e/o l’omissione dell’effettuazione della stessa, ma altresì la stesura di Protocolli non coerenti con la Valutazione dei rischi o la mancata applicazione di Protocolli che tengano in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati.
Tale assunto è rimarcato anche nel Codice Etico ICOH cui dovrebbero attenersi anche i medici competenti che recita: Sorveglianza sanitaria 8. “Gli obiettivi di medicina del lavoro, i metodi e le procedure di sorveglianza sanitaria dovranno essere definiti con chiarezza, dando priorità all’adattamento del luogo di lavoro al lavoratore, che dovrà essere informato a questo riguardo. La rilevanza e validità di tali metodi e procedure dovranno essere in linea con l’evidenza scientifica e relative buone prassi”.
Va anche detto che sul punto è intervenuta anche la Cassazione Penale, Sez. 3, 14 febbraio 2017, n. 6885 con la sua sentenza che recita:
“… Sulla base della normativa di cui al d.lgs. n. 81 del 2008, il medico competente programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all’art. 41 attraverso protocolli sanitari definiti in ragione ai rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati, sicché i protocolli sanitari, in tema di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, non escludono che il medico aziendale possa prescrivere accertamenti più approfonditi di quelli necessari che, in quanto prescritti dalla buona arte medica, sono perciò contemplati in linee guida o protocolli accreditati dalla comunità scientifica”.
Sulla base di tale assunto la Cassazione ha condannato il medico competente che non ha adottato protocolli approfonditi e scientifici in grado di evitare che alla guida di mezzi di trasporto sui quali noi e i nostri figli saliamo tutti i giorni , vi siano persone dedite all’uso di sostanze alcoliche e di stupefacenti!

Fabrizio Righes

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One comment
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  1. Peccato che per la privacy non si possano controllare neanche le fedine penali