Tuesday, 23 July 2019 - 22:40

L’animale femmina di Emanuela Canepa. Venerdì alla Libreria Tarantola

Mag 12th, 2019 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Venerdì 17 maggio, alle ore 18.30, nell’ambito della Rassegna “Donne e scrittura”, la Libreria Tarantola ospiterà nella sede di Belluno in via Psaro 13, la presentazione del volume L’animale femmina (Einaudi editore) della scrittrice Emanuela Canepa.

La rassegna Donne e scrittura è organizzata in collaborazione con il Comune di Belluno e la Biblioteca Civica di Belluno e il Soroptimist Club Belluno-Feltre e con il sostegno di Unifarco per la Cultura e Sest.

L’autrice
Emanuela Canepa, romana di nascita e padovana di adozione,vive e lavora in mezzo ai libri.
Ha conseguito prima la laurea in Storia Medievale, poi quella in Psicologia e ad oggi lavora come bibliotecaria all’Università di Padova.
Nel mio immaginario, le bibliotecarie somigliano tutte a quella che ha frequentato la mia infanzia:
donne asciutte,con lo sguardo severo, la voce sussurrata e la punta del naso perennemente cavalcata da occhiali rigidi, che ti scrutano per indovinare se sei degno di ricevere uno dei loro preziosi volumi, o se lo sporcherai con le mani appiccicose di gelato. E invece no,lei è tutt’altro.
Emanuela è una donna che sa ciò che vuole, sa dove andare e percorre la sua strada con coraggio,
consapevolezza e quel pizzico di leggerezza sorridente che non guasta mai.
Il suo primo romanzo,intitolato L’animale femmina,le è valso la vittoria della 30° edizione del Premio Italo Calvino;
approdato per direttissima nelle fucine della casa editrice Einaudi, è uscito in libreria il 30 aprile.
L’animale femmina, animato da personaggi incisivi, ben disegnati e indagati con cura,
racconta la storia di una donna che attraverso un percorso tutto personale impara a conoscere se stessa.
È un libro che molte donne dovrebbero leggere; ma ancora di più, mi permetto di dire andando controcorrente,
dovrebbero leggerlo gli uomini.

I libro
Animale femmina – Einaudi Editore
Emanuela Canepa mette a nudo non solo le contraddizioni delle donne, ma anche la fragilità degli uomini.
E scrive un’educazione sentimentale in cui le dinamiche di potere si ribaltano, rivelando quanto siamo inermi,
tutti, di fronte a chi amiamo.
Rosita è scappata dal suo malinconico paese, ed al controllo asfittico della madre, per andare a studiare a Padova.
Sono passati sette anni e non ha concluso molto. Il lavoro al supermercato che le serve per mantenersi
l’ha penalizzata con gli esami e l’unico uomo che frequenta, al ritmo di un incontro al mese,è sposato. Ma lei è abituata a non pretendere nulla.
La vigilia di Natale conosce per caso un anziano avvocato, Ludovico Lepore. Austero, elegante, enigmatico,
Lepore non nasconde una certa ruvidezza, eppure si interessa a lei.
La assume come segretaria part time perché possa avere più soldi e tempo per l’università.
In ufficio, però, comincia a tormentarla con discorsi misogini,esercitando su di lei una manipolazione sottile.
Rosita la subisce per necessità, o almeno crede. Non sa quanto quel rapporto la stia trasformando.
Non sa che è proprio dentro una gabbia che, paradossalmente, si impara a essere liberi.

 

 

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