Monday, 20 May 2019 - 14:33

Paola Patron, la manager di ferro: “Vi spiego perché fare l’imprenditrice del ferro è un lavoro da donne”

Apr 16th, 2019 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Paola Patron è presidente della di Belluno, l’azienda di famiglia che gestisce insieme alle tre sorelle, un figlio e un nipote. Fondata a Belluno nel 1954 dal papà Renzo Patron, l’azienda si occupa di commercio e lavorazione di prodotti siderurgici, come travi, lamiere, ferro, tondo e rete per l’edilizia e metalli. Dal 1974 ha sede in via degli Agricoltori, 8 vicino al centro commerciale La Veneggia.

Come è nata la Patron srl e quando ha iniziato a lavorare in azienda?
“Diciamo che il capostipite è stato mio nonno Luigi Patron, che a Castelfranco Veneto nell’immediato dopoguerra ha iniziato insieme ai tre figli il recupero dei rottami bellici. Poi, a seguito di quella che oggi avremmo chiamato “ricerca di mercato”, il nonno decise che mio padre, essendo il figlio più vecchio, doveva cercarsi un nuovo bacino d’utenza perché Castelfranco era satura. E’ così che mio padre arriva a Belluno, dove conosce e sposa mia madre che, con grande intuito imprenditoriale lo aiuta nella nuova attività commerciale.
Il mio ingresso in azienda avviene nel 1983, appena dopo il diploma conseguito all’Istituto tecnico commerciale “Calvi” di Belluno”.

Ha avuto delle difficoltà ad inserirsi in un settore ritenuto prettamente maschile come quello del ferro?
“Sì, all’inizio sia i clienti che i dipendenti che erano tutti uomini di molta esperienza e di una certa età; guardavano me e le mie sorelle con scetticismo, perché erano convinti che questo non fosse un lavoro da donne. Il pregiudizio c’era eccome. La donna deve sempre dimostrare di essere capace, ciò che invece non accade per l’uomo. Oggi la situazione è certamente migliorata, l’istruzione ha consentito di superare questi vecchi stereotipi. In qualsiasi attività ora ci possono essere delle donne ai vertici. A me capita spesso e volentieri di trattare con altre donne manager. A Castelfranco è rimasto il ramo originario dell’azienda della famiglia Patron, portato avanti da due nostre cugine, (anche lì donne manager!). Con loro lavoriamo strettamente, creando una sinergia molto femminile.

Le donne a suo parere gestiscono in modo diverso le aziende rispetto agli uomini?
“Sì, nella maggior parte dei casi l’uomo è conservatore, mentre la donna è più aperta all’innovazione e proiettata al futuro”.

Nella sua carriera come ha affrontato la scelta della maternità?
“Il nostro è un caso particolare. Eravamo e siamo quattro donne a condurre l’azienda e quindi ci siamo aiutate in perfetta armonia nel conciliare lavoro e figli. In altre situazioni immagino che vi siano sicuramente grosse difficoltà per le donne. Consideri comunque che io ripresi a lavorare quando mio figlio aveva tre mesi. Ma l’avrei fatto anche da dipendente. E’ stata una sfida vinta, perché abbiamo dimostrato che, anche se donne, potevamo fare il lavoro del figlio maschio che non è arrivato ai miei genitori”.

Com’è la sua giornata lavorativa?
“Inizio generalmente alle 8 del mattino, ma può capitare la necessità di essere qui alle 7.30 o alle 7.00. Sono sempre reperibile. Ho autisti che mi chiamano anche di notte. Molto spesso salto il pranzo, mangio qualcosa al volo in azienda. E finisco alle 6 e mezza di sera. Diciamo che però posso decidere le mie ferie.”

La sua è una vita di corsa, ha una ricetta contro lo stress?
“Le persone in carriera sono inevitabilmente stressate, perché hanno delle responsabilità. Che la crisi economica ha ulteriormente accentuato in questi ultimi anni. Il mio sfogo è il ballo, sono maestra di latino americano. Quando sono in pista è l’unico momento in cui riesco a non pensare al lavoro”.

Crisi economica e gestione dell’azienda. Come avete affrontato questi ultimi anni?
“C’è stato un accordo tra noi sorelle di reinvestire sempre gli utili in tecnologie e certificazioni (ISO 9001, EN1090-1 con classe di esecuzione EXC1, EXC2 EXC3). Abbiamo ampliato l’offerta con materiali di nicchia, come la lamiera corten, e prodotti complementari nell’edilizia come recinzioni, cancelli, materiali d’arredo ecc. Determinante nella nostra azienda è il rapporto con i dipendenti: il necessario spirito collaborativo deriva dall’ambiente familiare che abbiamo instaurato. Solo così si possano raggiungere i migliori risultati”.

Un’ultima domanda. Com’è il polso del mercato nel suo settore?
“Abbiamo avuto un 2018 positivo, ma all’inizio del 2019 c’è stato un rallentamento. Come di attesa rispetto alla ridefinizione del quadro politico”.

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