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Finalmente il Governo si è dato una mossa. Forse, da domani sarà approvata la norma per risarcire i risparmiatori truffati, usando i soldi che provengono dai conti dormienti dimenticati dai privati  * di Enzo De Biasi

Nel corso della convocazione di ieri tenutasi a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio dei Ministri ha insegnato ad Ugone (Associazione noi che credevamo nella b.p.vi) come ci si comporta in termini civili in una riunione istituzionale. Peraltro, in questo contesto l’esimio avv.to prof. Giuseppe Conte nel rispondere ad Ugone ha espresso un concetto non del tutto esatto. Il riferimento è al miliardo e mezzo messo a disposizione dei truffati dalle banche, “trovato” dal Governo.

In realtà tali risorse esistevano già a settembre 2017, ma non potevano esser utilizzate nel 2018 in toto perché doveva scadere la prescrizione tombale sulla esigibilità delle stesse da parte dei titolari (o loro legittimi eredi) dei conti dormienti. La quantità accertata a fine 2017 (1.575 milioni di €) e resa disponibile a partire da gennaio 2019, è inferiore di quella acclarata alla fine del 2018 che risulta incrementata di ulteriori 97 milioni di € in considerazione del netto versato al Tesoro una volta dedotte sia le spese di gestione di Consap che la restituzione agli aventi titolo.

Per effetto della legge Tremonti del 2005 solamente dal corrente anno si poteva provvedere alle vittime da reati finanziari, anche se si è preferito ripartire l’erogabile in tre anni. Comunque sia, i soldi provenienti dai conti dormienti e finora prescritti non sono più reclamabili da chicchessia.

Inoltre, la somma ereditata dallo Stato in quanto dimenticata da cittadini privati non deriva né da imposte o tasse o tributi od avanzi di amministrazione né, infine, concorre a formare il deficit sotto osservazione della UE.

L’attuale Governo e Parlamento, ma così avrebbe operato qualunque altro Esecutivo anche di differente colorazione, non hanno fatto alcuna fatica nel reperire le fonti di finanziamento in quanto la provvista era già stata incassata dal Ministero del Tesoro da tanto tempo.

L’unico atto volitivo è stato quello di prendere i soldi già in cassetto e renderli fruibili, dovendo in questo osservare le regole di bilancio pubblico italiane e quelle vigilate dalla UE quando i beneficiari sono, tra gli altri destinatari, anche microimprese o cittadini.

Sul rispetto delle regole vigenti, l’attuale Governo è rimasto impaludato per contraddizioni interne alla compagine Giallo-Verde da un anno ed ha perso altri due mesi rispetto alla data di emanazione del decreto ministeriale previsto entro il 31 gennaio 2019.

Superate, si spera, le beghe tra i due soci contraenti il contratto di Governo, restano tutte da esplorare le vie per risarcire il mancante 70%, dato che con questa prima tranche verrà data una percentuale del 30% sul danno patito che, in tante situazioni, sta nella fascia 20.000,00-60.000,00 ovvero da 6.000,00 a 18.000,00 €. Va da sé poi che in sede di liquidazione ministeriale, quanto già percepito da chi ha aderito all’offerta pubblica di transazione esperita a suo tempo dalle due banche venete, dovrà essere sottratto a quanto stabilito in modo “automatico” per chi ha fino a 35.000,00 € o 100.000,00 € di azioni/obbligazioni.

Sarà il caso di chiedere il resto a chi nella pregressa campagna elettorale di primavera scorsa, ebbe a dire “.. vi stanno comprando con delle mance …noi la loro elemosina non la vogliamo…abbiamo chiesto il risarcimento del 100%”, parole di Luigi Di Maio, attuale Vicepremier. Ora chi sta al Governo, confermi e proceda nel solco tracciato dove ha raccolto tanto grano pardon suffragi.

Video tratti da Vicenza più

  1. intervento Premier Conte rinvenibile in :

https://www.vicenzapiu.com/leggi/giuseppe-conte-sblocca-gli-indennizzi-alle-vittime-delle-banche-e-mostra-il-rosso-a-luigi-ugone/

  1. Luigi Di Maio “ ….abbiamo chiesto il 100%

https://www.vicenzapiu.com/leggi/alessio-villarosa-luigi-di-maio/

Enzo De Biasi – Codacons Veneto

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