Thursday, 25 April 2019 - 10:08

Gusto in scena. Estero migliori pagatori, il dato inconfessabile dei produttori italiani di vini

Mar 26th, 2019 | By | Category: Eventi enogastronomici, Pausa Caffè

, 25 marzo 2019 – Si è conclusa la IX edizione di , la rassegna enogastonomica ideata e curata dal 2008 da Marcello Coronini, scrittore e giornalista tenutasi il 24 e 25 marzo nella spettacolare location duecentesca veneziana della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.

Una formidabile due giorni con il primo congresso sul prodotto di qualità con relatori i produttori stessi, che hanno raccontato la loro esperienza e le eccellenze dell’enogastronomia italiana.

Sul palco domenica, oltre all’intervento di Bruno Vespa, abbiamo ascoltato le varie storie della nascita di aziende, e dei loro prodotti, come la PuntoZero, di Marcella Toffano, o quella del fagiolo gialet, il fagiolo dei papi, raccontata da Laura Solinas.

Quello dei vignaioli, del resto, è un settore che ha saputo difendersi molto bene dalla crisi economica. La produzione infatti, si è spostata progressivamente dal mercato interno che soffriva dell’incalzare della recessione a quello estero. Un esempio per tutti, il prosecco italiano a Londra secondo The Guardian, già nel 2015 supera lo champagne  facendo schizzare le vendite a un +72%.  Ma l’impennata alle esportazioni non riguarda solo le bollicine, ma anche i grandi vini italiani del calibro dell’amarone.

E il dato comune raccolto, passeggiando tra gli stand  e chiacchierando con i produttori è inequivocabile. Si va da esportazioni del 50% in su, fino a punte dell’85% di eccellenze verso l’Unione europea, principalmente Gran Bretagna e Germania e anche negli Stati Uniti. Non è vero, insomma, che all’estero si beve di tutto. Si va affermando sempre di più anche un’attenzione particolare alla qualità del prodotto Made in Italy.

Ma il dato inconfessabile che abbiamo raccolto è anche quello squisitamente economico. I clienti stranieri sono degli ottimi pagatori, che con i tempi che corrono non è poco. Pagano anticipato, nessun insoluto.  Un paradiso, insomma per produttori e commercianti. Ciò che ahimè non avviene nel mercato interno, dove i pagamenti a 30, 60, 90 giorni non è detto che vadano tutti a buon fine. E nel Bel Paese, sappiamo quanto sia difficile rientrare dei crediti.

(rdn)

 

 

 

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