Friday, 22 March 2019 - 14:44

Piazza dei Martiri affollata dagli studenti per il Fridays for Future, la manifestazione contro il riscaldamento globale

Mar 15th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Belluno, 15 marzo 2019 – Gli studenti delle scuole bellunesi sono scesi numerosi in piazza questa mattina per manifestare e chiedere ai governi di tutto il mondo di dare prova del loro impegno per la giustizia sociale e climatica. Lo hanno fatto insieme ai giovani di altri 200 Paesi di 1.700 città per l’appuntamento del 15 marzo con il “Fridays for Future”. In Italia i cortei hanno interessato oltre 180 piazze da Nord a Sud. Una mobilitazione, insomma, che non si vedeva da anni. A livello provinciale l’iniziativa è stata promossa dalla Consulta Provinciale degli Studenti in collaborazione con le Scuole in Rete per un Mondo di Solidarietà e Pace, l’ufficio Scolastico di Belluno e la Prefettura di Belluno. A fine manifestazione gli studenti hanno consegnato la lettera aperta al Prefetto di Belluno.

Tutto è nato dalla protesta iniziata nell’agosto del 2018 da Greta Thunberg, la ragazzina di Stoccolma oggi 16enne che ogni venerdì mattina si recava di fronte al Riksdag, il parlamento svedese, con il cartello “Skolstrejk för klimatet” sciopero scolastico per il clima. La protesta diventa virale, al punto che a dicembre Greta partecipa alla Cop24, la 24ma conferenza sul clima che si è tenuta a Katovice, in Polonia, dove tiene il famoso discorso che rimbalza su tutti i social.

Ma come può una ragazzina 15enne in pochi mesi diventare un’attivista per il clima famosa a livello internazionale e riuscire a condividere il podio con il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres?

A chiederselo è Mats Skogkär, editorialista del giornale svedese on line Sydsvenskan, che propone anche alcune interessanti osservazioni.

Uno dei primi a prestare attenzione allo sciopero scolastico di Greta Thunberg per il clima – scrive Skogkär – è stato Ingmar Rentzhog, fondatore di Laika Consulting, che si occupava di comunicazione finanziaria, una società che ha venduto questa primavera per entrare nella Wedonthavetime AB, una società il cui obiettivo – secondo Skogkär – è usare il potere dei social media per mettere i leader politici nelle aziende responsabili dei cambiamenti climatici.
Non basta. C’è un altro giornalista svedese,  Andreas Henriksson, che sostiene che Rentzhog sia lo “stratega pr” dietro la campagna di lobbying di Greta Thunberg e lo sciopero scolastico per il clima. Con mezzo milione di follower globali nei social media, è evidente che Rentzhog abbia avuto un ruolo. E’ il suo lavoro diffondere le cose a livello globale.

Nel suo discorso davanti al capo dell’Onu Guterres, Greta Thunberg ha concluso dicendo: “I nostri leader politici si comportano come bambini”, e il messaggio è piaciuto molto anche agli adulti.  “La parrocchia di Limhamn a Malmö  – scrive l’editorialista dello Sydsvenskan –  ha anche indicato la quindicenne come l’erede di Gesù”.

I media di tutto il mondo hanno attirato l’attenzione su Greta Thunberg e il suo sciopero scolastico. È una storia irresistibile, costruita quasi come una storia classica. Come nella fiaba di Hans Christian Andersen dove il ragazzino è l’unico che osa dire ad alta voce ‘Il re è nudo’

Ma l’immagine del bambino solitario, dagli occhi luminosi, che dice la verità che gli adulti non osano o non vogliono pronunciare, non è vera. Intorno al bambino ci sono gli adulti. I suoi ben noti genitori per cominciare, ma molto più di questo. Un sacco di adulti. Persone con molta influenza e molti contatti. Una rete, un’organizzazione.
Certo, questo non rende la minaccia climatica meno seria. Ma i movimenti che vogliono influenzare la politica e la società dovrebbero essere trasparenti.

Concludo con le prescrizioni di un’amica medico di Verona sulle cose pratiche da fare per aiutare il clima:

Mangiare meno carne, che così vi risparmiate pure il cancro del colon.

Mollare l’auto e andare più spesso a piedi in bici o in tram, che così abbassate anche il colesterolo.

Spegnere il riscaldamento di notte che così vi conservate più a lungo.

E non dire ma noi non possiamo fare nulla è un problema dei governi.

Chissà se tutti i manifestanti adottano già questi comportamenti.

Roberto De Nart

 

Lettera aperta degli studenti

A tutti gli adulti
A tutti gli attori politici ed economici della Provincia
Al Presidente della Repubblica

cari adulti, decisori e attori del destino delle nostre vite e dei vostri e nostri figli, ci avete educati al rispetto degli altri e alla programmazione delle nostre vite.
Forse oggi le cause e gli effetti del riscaldamento climatico sono talmente evidenti che i negazionisti sono finalmente pochi, anche se purtroppo molto importanti.
Forse oggi appare con sufficiente evidenza la relazione tra i cambiamenti climatici globali, le malattie, le guerre, le migrazioni, gli estremi metereologici, le alluvioni, le siccità e le carestie.
Forse oggi appare più importante che a scuola si parli anche di attualità e di futuro.
Forse oggi il mondo dei media e della politica parlerà un po’ più del futuro, che è anche il nostro futuro: “Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello planetario”! Grazie signor Presidente Mattarella per aver sintetizzato in una piccola frase tutto ciò che la politica e l’azione concreta di ognuno devono fare: collaborare per cambiare strada, ciascuno facendo la propria parte.
Non vogliamo qui ricordare tutte le prove che gli scienziati producono a ritmo sempre più incalzante sui rischi del riscaldamento climatico e dell’inquinamento, responsabile, ad esempio, di un quarto delle morti premature del pianeta, per citare solo l’ultimo studio dell’ONU uscito due giorni fa; magari ricordiamo solo che i ghiacciai delle Dolomiti sono destinati a scomparire e lasciamo agli scienziati e ricercatori, che abbiamo sentito direttamente anche nei percorsi che abbiamo seguito con le Scuole in Rete o sentito anche oggi in piazza dei Martiri dalla viva voce dei ricercatori del CNR descrivere meglio di noi con dati reali cause, conseguenze e interazioni dei complessi fenomeni che governano il clima e l’ecologia.
Greta Thumberg vi direbbe: “Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.”
Noi vogliamo solo dire che ci avete educati al rispetto degli altri, della conoscenza e della scienza, e alla programmazione delle nostre vite.
Noi vogliamo che alla luce della scienza ciascuno programmi il proprio spazio di futuro per cambiare strada, visto che sappiamo dove va quella che stiamo percorrendo: come dice Greta o si cambia il sistema o si cambia sistema.
Vogliamo, per essere concreti, visto che ciascuno deve fare la propria parte, proporre alla nostra realtà provinciale di imboccare la strada che la porterà ad essere una delle prime province Carbon Neutral.
Vogliamo che I prossimi mondiali e le Olimpiadi possano fregiarsi del titolo di primi mondiali Carbon Neutral e che le olimpiadi siano assegnate a Cortina perché si trova in una Provincia Carbon Neutral.
Come ci ha spiegato il prof. Simone Bastianoni dell’Università di Siena, provincia già carbon neutral, alla nostra provincia basterebbe poco per fregiarsi di questo titolo, che potrebbe essere ampiamente sfruttato per la promozione turistica e quindi per un ritorno economico, d’immagine e forse per l’assegnazione delle Olimpiade.
Ma il ritorno più importante sarà per la nostra vita e quella dei nostri figli.
Chiediamo al signor Prefetto di organizzare in questa sala un prossimo incontro tra un mese con gli attori politici ed economici più importanti della nostra provincia che volessero confrontarsi con noi, perché possano illustrarci i loro obiettivi e progetti concreti che intendono mettere in atto per contribuire al raggiungimento di questo obiettivo comune.
Cominciamo da questa provincia, signor Prefetto!
Chiediamo al Presidente Mattarella che, forte dell’impegno che prenderà la nostra provincia, possa stimolare il governo e i decisori politici ed economici del livello nazionale ad aggiustare il sistema o a cambiare il sistema, seguendo piuttosto la scienza che lo storytelling.
Sappiamo che il problema è complesso e globale, ma proprio per questo è necessario che tutti da ora facciano la propria parte.
Sperando di poterci ritrovare qui più numerosi tra un mese, ringraziamo tutti per l’attenzione nei nostri confronti.

Simone Garavana
Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Belluno

 

 

 

 

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