Friday, 22 March 2019 - 15:31

Crac popolari e decreto spezzatino. “In settimana arrivano i soldi” dissero a Vicenza. La settimana è finita e la tragi-commedia continua * di Enzo De Biasi

Feb 16th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

L’incontro tenutosi al Ministero dell’Economia e della Finanzia (in sigla MEF) nel giorno di San Valentino, è stata l’ennesima messa in scena di pubblicità ingannevole a cura del governo giallo verde per prendere e perdere altro tempo. I fatti precedenti. Sabato 09 febbraio al palasport di Vicenza incontrando “il popolo dei truffati”, previamente selezionati, censiti ed accreditati da un’organizzazione privata fiancheggiatrice dei due “padroni” dell’esecutivo in carica, Luigino Di Maio affermò “in settima scriviamo i decreti e cominciamo a rimborsare i truffati”. Il pubblico presente batte calorosamente le mani.

Non possono unirsi ai battimani dal vivo ed al coro “che bravi, finalmente so che avrò il 30% non proprio il 100% promesso in campagna elettorale, ma piuttosto di niente, meglio piuttosto”, le oltre 12 associazioni degli azzerati cui era stato impedito di partecipare e quindi rimaste fuori a protestare e fischiare. Tutte queste sigle escluse a Vicenza sono state invitate alla riunione di giovedì 14 febbraio tenutasi in Roma e tranne poche eccezioni, si sono pagate una trasferta nella capitale pur di sentire la voce del padrone, pardon del Governo. Che comportamenti bizzarri! I politici nazionali vengono sul territorio ma i rappresentanti delle associazioni non li possono incontrare, viceversa, appena gli esclusi dall’accesso del soglio del potere sono chiamati da chi comanda corrono a sentire le “novità”. Giusto per segnalare un minimo di disappunto sull’affronto patito, bastava farsi rappresentare da un referente appositamente delegato da parte di tutti. Troppo semplice.

Il giorno prima, mercoledì 13, alla Camera dei Deputati un onorevole vicentino di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, prende sul serio le affermazioni dello show man grillino e stende un ordine del giorno in cui chiede al Governo di assumere il decreto attuativo entro il giorno 16 02, ultima data utile nella settimana indicata da Di Maio. Gli altri gruppi di opposizione, in primis Pd e Leu, lo fanno proprio e la sollecitazione pressante rivolta ai due Capi di Lega e 5 Stelle seduti a Palazzo Chigi viene messa in votazione. La richiesta è bocciata perché il Governo si oppone e la maggioranza giallo verde che lo sostiene respinge “il dover fare”. Oramai da più di un mese, come scrupolosamente segnala alla pubblica opinione la testata on line di Vicenza più, l’Unione Europea ha inviato una lettera con la quale chiede spiegazioni sulle norme votate a dicembre, solleva dei dubbi sulla procedibilità delle stesse in ragione dei criteri di terzietà, sollecita copia del decreto in itinere e chiede di sapere quando lo stesso entrerà in vigore, tutte domande alle quali chi governa oggi avrebbe dovuto rispondere entro il 31 gennaio scorso. Casualmente trattasi della stessa scadenza prevista dalla legge nr. 145/2018 per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo, ciò significa che le risposte all’Europa dovevano essere fornite prima. Auto proclamandosi il Governo del Cambiamento, nei fatti e con il comportamento tenuto esso conferma l’assenza di risultati che non ci sono, al di là della narrazione trasmessa ai e dai media.

Venendo alla riunione di giovedì scorso presso il Ministero al termine della quale ai convenuti, accorsi numerosi come si conviene al popolo che partecipa alla sagra del paese nel giorno di festa, è consegnata una “bozza di decreto” in forma cartacea e neppure scritta su carta intestata del ministero. Stupisce che nell’era digitale, dell’on-line, del “siamo tutti connessi” e dove tutti quelli che rappresentano qualcheduno/qualcosa hanno moderni smartphone, un giovane sottosegretario di stato consegni ai rappresentanti dei truffati un “pezzo di carta”. Chissà se egli conosce gli obblighi inerenti le funzioni svolte e quelli di cortesia istituzionale nel distribuire documenti a fonte certa e certificata. Inoltre, ognuno degli invitati ha il suo indirizzo di posta e-mail e magari se dal MEF veniva spedito il documento in anteprima in formato word, gli esimi presidenti di associazione avrebbero potuto essere già preparati all’incontro, invece di spedire al mittente entro lunedì prossimo le loro osservazioni, per il tramite della posta o del telegrafo o del computer?

In merito al documento “ufficiale” si scopre che differentemente da quanto sancito, a dicembre 2018 nella legge di bilancio in corso, il testo pervenuto – proprio per accelerare e venire incontro alle aspettative dei truffati – spacca la norma in due pezzi diluendo i tempi di attuazione. Il comma 501 art. 1 della legge nr. 145/2018 pubblicata in Gazzetta Ufficiale statuiva e stabilisce che il Ministro dell’Economia assume in uno unico decreto le decisioni afferenti: a) criteri e modalità d’accesso al fondo d’indennizzo, b) nomina di una commissione di esperti per la valutazione delle domande. Il provvedimento era da assumersi “entro trenta giorni”, già trascorsi inutilmente. Ciascun esperto, poi, costerà al Fondo Indennizzo Risparmiatori, € 133.333,333 ad anno e per tre anni. Ieri al MEF da parte dei nuovi (s)governanti, come ai tempi di Achille Lauro – noto politico monarchico napoletano degli anni Cinquanta del secolo scorso – è stata distribuita metà mela, peraltro bacata in assenza della risposta alle osservazioni all’Unione Europea. Fra un po’, chissà se un mese prima delle elezioni europee, verrà data da assaggiare l’altra metà i cui effetti, però, si vedranno dopo la consultazione elettorale.

Il Capo Politico dei 5 Stelle assicurò a Vicenza “scriviamo ed eroghiamo eccetera eccetera”. Quando, in pratica, il truffato sarà effettivamente rimborsato?

La spiegazione è data dall’art. 10 della bozza datata 14 febbraio 2019. Per ottenere i soldi persi occorre presentare una domanda, le cui modalità di presentazione non stanno in questa prima mezza mela taroccata in quanto mancano ancora le risposte alle osservazioni dell’Unione Europea. In questa seconda fase del decreto, saranno individuati gli esperti, la cui procedura di nomina non è nota e solo dopo la pubblicazione di questa secondo decretino inizieranno a decorrere i 180 giorni al termine dei quali saranno, in primis, risarciti coloro che hanno redditi certificati ISEE ed a seguire tutti gli altri “aventi titolo”. Lo stato dell’arte è il seguente, la legge vigente – prevedeva e prevede- esclusivamente un (1) decreto che i creativi al Governo del Paese hanno spaccato in due: il decreto numero 0 indica le regole per accedere al Fondo, condizione necessaria ma non sufficiente per dare i soldi, il secondo atto ,01, dirà chi valuta cosa nonché la modulistica appropriata e solo dopo 6 (sei) mesi dall’apparizione in GU di questo secondo pezzo di decreto una volta esaminate le richieste, potranno avere inizio le operazioni di rimborso. Il calendario 2019 del mese di febbraio nella settimana apertasi con lunedì 11 e terminata con la giornata odierna, registra un nulla di fatto come di consuetudine. Proseguendo su questo scenario è attendibile affermare che i primi risarcimenti, soldi in tasca al risparmiatore, saranno liquidati a dicembre corrente anno o nel 2020.

La tempistica sopra descritta iniziata l’altro ieri al MEF con un misero straccio di documento è, comunque, un’ipotesi allo studio. Se si accettano le richieste UE il quadro normativo potrà ancora radicalmente mutare, allungando i tempi; se invece “si tira diritti e l’Europa se ne farà una ragione”, frase sempre in bocca agli attuali Capi Popolo, il rischio nei prossimi anni è che il rimborso ottenuto dai truffati debba -in futuro- essere restituito, sanzioni quote latte ai coltivatori diretti insegnano. In conclusione, l’importante non è prendere i soldi, ma partecipare alle riunioni convocate presso il Ministero e valutare il bicchiere mezzo pieno, anzi osservare ancora da lontano il 30% di ristoro del danno patito, poiché l’altro 70% sta, probabilmente, nel regno dei cieli. Dopo il decreto dignità che non crea posti di lavoro, avanti tutta con il decreto spezzatino che non eroga soldi.

Enzo De Biasi

Enzo De Biasi – team tecnico Codacons Veneto

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