Tuesday, 19 March 2019 - 10:58

Il Consiglio nazionale dei geologi e gli Ordini regionali scrivono all’assessore Bottacin e alla Regione Veneto

Feb 8th, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Il Consiglio dell’Ordine dei Geologi del Veneto, unitamente al Consiglio Nazionale dei Geologi e con la condivisione di tutti gli Ordini Regionali dei Geologi, ha sottoscritto una nota, indirizzata all’assessore all’Ambiente e Protezione Civile della Regione del Veneto Gianpaolo Bottacin, al presidente della Regione Luca Zaia in difesa del ruolo e della professione del geologo.

Nella lettera, si evidenzia con rammarico che, ancora una volta, era già successo nell’agosto 2017, vengono rilasciate dichiarazioni sulla stampa che ledono la professionalità del geologo che svolge il proprio lavoro, con serietà e dedizione.

La lettera nasce dalle dichiarazioni dell’assessore riportate nell’articolo “Bries, dopo la grande paura la Regione scende in campo”, pubblicato su Il Gazzettino il 4 febbraio 2019, dove si legge testualmente: “Forse non serviva che i privati incaricassero un geologo. Spero che almeno non debbano pagarlo perché a lavorare per loro, 24 ore su 24, ci sono le Istituzioni commissariali e la Regione”.

I privati cui fa riferimento Bottacin sono quei 266 abitanti di Toccol, Prompicai, Parech, Val di Frela, via IV Novembre e via Raffaele Costa che a seguito dell’enorme masso che ha sfiorato di pochi metri un’abitazione a Bries (Agordo), finendo in mezzo alla strada regionale 203 fortunatamente senza coinvolgere nessuna persona, hanno commissionato una perizia a un geologo poi inviata agli enti interessati.

 

di seguito la lettera del Consiglio nazionale dei geologi, sottoscritta anche da tutti gli Ordini regionali

Egregio Assessore Ing. Gianpaolo Bottacin,
l’Ordine dei Geologi della Regione del Veneto, unitamente al Consiglio Nazionale dei Geologi, e con la condivisione degli altri Ordini Regionali dei Geologi, con molto rammarico legge, ancora una volta, era già successo nell’agosto 2017, dichiarazioni sulla stampa che potrebbero ledere la professionalità del geologo che svolge il proprio lavoro, con serietà e dedizione, a favore di cittadini che si sono sentiti in pericolo a causa del dissesto idrogeologico nel bellunese e che sono liberi di rivolgersi a professionisti di propria fiducia per ogni valutazione del caso.

Questa l’affermazione testuale che ha colpito di più, pubblicata su Il Gazzettino 4 febbraio 2019, nell’articolo titolato Bries, dopo la grande paura la Regione scende in campo: “Forse non serviva che i privati incaricassero un geologo. Spero che almeno non debbano pagarlo perché a lavorare per loro, 24 ore su 24, ci sono le Istituzioni commissariali e la Regione”.

Dichiarare pubblicamente, attraverso la stampa, la non indispensabilità del conferimento di un incarico ad un professionista geologo davanti ad un evento franoso e l’auspicio che il collega incaricato “non sia pagato” riteniamo risulti poco riguardoso nei confronti di una categoria che ha tra i propri obiettivi di legge la tutela del territorio e, comunque, in contrasto con l’obbligo normativo di riconoscere un adeguato compenso al professionista geologo che sia stato incaricato.

In merito alla sopra riportata dichiarazione ci attendiamo, quindi, una rettifica, anche perché Lei è un ingegnere e ci chiediamo quali reazione avrebbero suscitato in Lei equivalenti affermazioni nei confronti della Sua professione.

Evidentemente la necessità del cittadino di “affidarsi” a un tecnico di fiducia scaturisce dalla percezione di insicurezza e dalla legittima necessità di avere risposte in tempi rapidi. Avviene spesso, purtroppo, che le segnalazioni di situazioni di pericolo o di interventi preventivi sul territorio richieste dai cittadini alle Autorità competenti siano disattese.

Nel caso specifico, l’esigenza che geologi dipendenti della Regione o facenti parte delle Istituzioni commissariali e liberi professionisti incaricati dai cittadini operino congiuntamente è, inoltre, rafforzata dal fatto che l’area di Bries è nota da tempo per la sua pericolosità dovuta alla presenza di masse instabili a monte e nel Piano di Assetto Idrogeologico è una zona di attenzione a lato di aree a pericolosità P3 e P2.

Operare con visione futura e nell’ottica della prevenzione significa, infatti, pianificare e agire in sinergia, con azioni ad ampio respiro in termini di impegno di risorse economiche e di figure professionali, nella consapevolezza che le “Istituzioni commissariali e la Regione” stanno operando 24 ore su 24, come Lei dichiara, per inseguire l’ennesima situazione di emergenza, ricorrendo anche ai pochissimi tecnici che all’interno dell’amministrazione regionale possiedono adeguate competenze geologiche per operare in casi come quelli che si sono verificati.

Questa volta è andata bene, ma bisogna smettere di sfidare la sorte o sperare che quando avvengono questi eventi non ci siano perdite umane (se la traiettoria del masso del volume di ben 14 m3 fosse stata turbata e deviata di pochi metri sulla destra le conseguenze sarebbero potute essere ben diverse per la presenza di una casa … ).

È per questo che è necessario avviare azioni di prevenzione e di manutenzione del territorio, censimento cartografico delle zone instabili e di pericolo, progettazione di opere di mitigazione del rischio, azioni costanti e pianificate, coinvolgendo, per tempo e con le dovute risorse economiche, liberi professionisti che abbiano le dovute competenze ed inserendo negli organici della PA figure tecniche specialistiche, come quella del geologo, attualmente estremamente carenti.

In attesa della rettifica sopra indicata, La invitiamo in futuro a valutare meglio certe affermazioni e auspichiamo che la Regione, in primis con i suoi rappresentanti politici, possa correttamente considerare la figura del professionista geologo.
Distinti saluti.

Il Presidente
del Consiglio Nazionale del Geologi
Dott. Geol. Francesco Peduto

La Presidente
dell’Ordine dei Geologi Regione del Veneto
Dott.ssa Geol. Tatiana Bartolomei

Documento condiviso e sottoscritto dai tutti i Presidenti degli OORR, di seguito elencati:

dott. Geol. Nicola Tullo
Presidente Ordine Geologi Regione Abruzzo

dott. Geol. Dino Colangelo
Presidente Ordine Geologi Regione Basilicata

dott. Geol. Alfonso Aliperta
Presidente Ordine Geologi Regione Calabria

dott. Geol. Egidio Grasso
Presidente Ordine Geologi Regione Campania

dott. Geol. Paride Antolini
Presidente Ordine Geologi Regione Emilia Romagna

dott. Geol. Francesco Treu
Presidente Ordine Geologi Regione Friuli V.G.

dott. Geol. Roberto Troncarelli
Presidente Ordine Geologi Regione Lazio

dott. Geol. Carlo Civelli
Presidente Ordine Geologi Regione Liguria

dott. Geol. Gaetano Butticè
Presidente Ordine Geologi Regione Lombardia

dott. Geol. Piero Farabollini
Presidente Ordine Geologi Regione Marche

dott. Geol. Giancarlo De Lisio
Presidente Ordine Geologi Regione Molise

dott. Geol. Salvatore Valletta
Presidente Ordine Geologi Regione Puglia

dott. Geol. Giovanni Capulli
Presidente Ordine Geologi Regione Piemonte

dott. Geol. Giancarlo Carboni
Presidente Ordine Geologi Regione Sardegna

dott. Geol. Giuseppe Collura
Presidente Ordine Geologi Regione Sicilia

dott. Geol. Riccardo Martelli
Presidente Ordine Geologi Regione Toscana

dott. Geol. Mirko Demozzi
Presidente Ordine Geologi Regione Trentino A.A.

dott. Geol. Filippo Guidobaldi
Presidente Ordine Geologi Regione Umbria

dott. Geol. Paolo Castello
Presidente Ordine Geologi Regione Valle D’Aosta

 

La replica di Bottacin

Venezia, 8 gennaio 2019
“Ho letto con attenzione quanto scrittomi dai presidenti degli Ordini nazionale e veneto dei geologi e meditavo di rispondere a mia volta alla lettera datata 7 febbraio con una riflessione scritta rivolta direttamente a loro. Essendo peraltro tale nota stata diffusa anche tramite stampa, anticiperò  pubblicamente anch’io il tenore del mio riscontro”. A dichiararlo è l’assessore alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, relazione alle polemiche legate ai danni del maltempo di fine ottobre 2018.
“Premetto da subito che non è mia intenzione rettificare alcunché – aggiunge Bottacin – di quanto da me affermato poiché non vi era alcun intento denigratorio nei confronti della categoria dei geologi, dipendenti o liberi professionisti, anzi se qualcuno avrà la bontà di rileggere con attenzione le mie pubbliche dichiarazioni del giorno 3 febbraio e anche quelle del 2017, citate nella lettera dei due presidenti, potrà ben constatare che ciò che loro affermano è assolutamente lontano dalla verità”.
“La Regione Veneto, conoscendone il prezioso ruolo, ha al suo interno numerosi geologi – specifica l’assessore -, ma all’occorrenza si è avvalsa, si avvale e continuerà ad avvalersi anche di ulteriori tecnici esterni. Basti pensare, per fare un solo nome, al coinvolgimento del prof. Casagli, geologo di fama internazionale, massimo consulente del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e di indiscussa capacità, da me personalmente contattato per conto dell’amministrazione regionale anche a seguito dell’ultima emergenza. Proprio il prof. Casagli nel corso di un sopralluogo in Cadore, avvenuto circa un anno fa, aveva speso parole di elogio nei confronti della Regione Veneto per la gestione di situazioni particolarmente delicate come per esempio la frana di Perarolo”.
“Nelle mie affermazioni prosegue Bottacin – non vi era pertanto alcuna intromissione verso l’utilizzo dei geologi da parte di un comitato di cittadini, più semplicemente si voleva rassicurare i medesimi che gli enti competenti, con in testa la Regione, vigilano e operano H24, anche tramite il prezioso lavoro dei geologi, che come dissi pure nel comunicato del giorno 3 febbraio mandiamo in giro dappertutto a fare valutazioni e rilievi, in molte occasioni anche precedentemente al verificarsi di eventi calamitosi e proprio per valutare possibili situazioni di pericolo”.
“Proprio un libero professionista come il dott. Salti, per citare un altro tecnico appartenente alla categoria dei geologi fa presente l’Assessore – in diverse pubbliche occasioni ha sottolineato il fondamentale lavoro posto in essere dalla Regione per la prevenzione. Il dott. Salti ha infatti dichiarato che grazie alle opere di prevenzione realizzate da Regione e Provincia, si sono evitati danni ben peggiori. La Regione infatti da anni si è dotata del piano predisposto dal professor ingegner Luigi D’Alpaos per garantire la sicurezza del territorio veneto; un piano da circa 3 miliardi di euro che nasce con l’intento non solo di dare adeguate risposte ad eventi già accaduti, ma soprattutto prevenirne di nuovi, pur sapendo che il rischio zero non esiste. Un piano già parzialmente realizzato con opere di mitigazione del valore di quasi un miliardo di euro. E per fare queste opere ci siamo avvalsi anche del preziosissimo apporto di molti geologi dipendenti pubblici, ma non solo”.
“Trovo quindi imbarazzante – dice ancora – che gli ordini professionali di categoria sembrino, con la lettera inviatami, creare figli e figliastri all’interno del loro ordine. Sembra che si voglia tutelare solo i liberi professionisti senza riconoscere l’enorme impegno dei numerosi geologi dipendenti o incaricati dalla Regione e dalle Province, tutti estremamente qualificati. Gli ordini professionali, a uno dei quali sono iscritto anch’io, credo dovrebbero infatti difendere e tutelare tutti i loro iscritti indistintamente”.
“Per tutte le ragioni esposte respingo categoricamente ogni addebito – conclude Bottacin – e sono io invece ad attendere dai due presidenti rettifica su alcuni passaggi della loro nota in cui in maniera impropria si afferma che la Regione Veneto “inseguirebbe le emergenze” e avrebbe strutture di geologi “carenti”. Dichiarazioni che lasciano semplicemente basiti”.

 

 

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