Saturday, 23 March 2019 - 06:29

Diamanti e spie a Belluno ai tempi della Guerra fredda

Feb 7th, 2019 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Università Politecnica di Timisoara

Non tutti sanno che Belluno (e paesi limitrofi) , sono stati il terreno dove si è combattuta di una guerra di spie. Siamo negli anni della Guerra Fredda , 1970 -1975. Un gruppo di industriali bellunesi si reca in visita nei paesi della Cortina di Ferro. Il tour prevede anche una visita della Romania. Giunti a Bucarest (il Paese è sotto il tallone del dittatore Ceausescu) vengono avvicinati da una persona la quale fa loro sapere che vi è un noto fisico nucleare rumeno, docente all’Università di Timisoara, che è intenzionato ad espatriare chiedendo asilo politico all’Ovest.

Il gruppo di industriali non si perde d’animo e in maniera rocambolesca organizza la fuga dello scienziato all’Ovest.
La fuga avviene di notte, prima a piedi attraverso boschi in una lontana zona di confine con la Jugoslavia, allora governata dal non allineato Tito, e da lì in auto fino al confine con l’Italia che viene attraversato di nuovo a piedi sui sentieri dei contrabbandieri sul Carso.
Nel fuggire lo scienziato porta con sé la sua compagna.
I due giungono quindi a Belluno. In segno di gratitudine verso gli industriali che tanto hanno fatto per farlo fuggire e portarlo in Occidente, lo scienziato afferma di essere in grado di produrre diamanti sintetici con una innovativa tecnica che solo lui conosce.
Gli industriali allora attrezzano un laboratorio a Sedico e lì iniziano, sotto la sua supervisione, la costruzione di un reattore.
Dentro questo reattore, in un plasma di gas Argon, confinato da campi magnetici, si raggiungono temperature altissime (oltre 30.000 gradi!) e la grafite immessa si trasforma in diamanti!
A fare da aiutante dello scienziato vi è un giovane bellunese ed è a lui che dobbiamo il racconto di questa incredibile storia.
Ma la temperatura non sale solo entro il reattore, ma anche fuori, a protezione dello scienziato (e dei suoi segreti ) stanno i servizi segreti occidentali i quali hanno il loro daffare dato che il regime di Ceausescu non si rassegna alla perdita del loro scienziato.

La “guerra di spie” termina a Belluno, quando lo scienziato decide di trasferirsi in Germania, per lavorare nel laboratorio di una notissima fabbrica di automobili.
Due bellunesi lo seguono, ma visto che la guerra di spie non è finita ma ha solo mutato il suo terreno di scontro, dopo poco decidono di tornare in Italia.
Nel frattempo il laboratorio era stato dismesso anche perché si era acquisita la tecnologia e quindi venne realizzata altrove una struttura più moderna.
Del fisico si persero le tracce sino al 1985 quando uno dei due assistenti lo rivide a Monaco, dove viveva con grande agio e dispendio di denaro, i diamanti infatti forse non fanno la felicità, è indubbio però che la agevolano molto!

Fabrizio Righes

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