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Spettacolo puro e commozione per la centesima gara di Coppa del mondo a Cortina: Goggia si inchina a Vonn per la sua ultima gara. Shiffrin raccoglie il testimone della sua capitana

Gen 20th, 2019 | By | Category: Riflettore, Sport, tempo libero

Goggia e Vonn

Cortina d’Ampezzo, 20 gennaio 2019 – Sofia Goggia si è inchinata a Lindsey Vonn quando la statunitense, uscita più o meno a metà tracciato, è arrivata al traguardo, e le ha regalato un mazzo di fiori. Poi un abbraccio commovente fra le due, che lo scorso anno si dividevano le vittorie. È stata l’ultima gara a Cortina per la star americana che sull’Olympia è salita venti volte sul podio in carriera ottenendo dodici trionfi. Un omaggio ad una campionessa straordinaria: “Sono molto contenta di essere qui ai piedi dell’Olympia, non era nelle mie previsioni – ha spiegato Sofia Goggia -Ma stamattina mi sono svegliata alle 6.30 e mi sono detta che non potevo non assistere all’ultima gara sull’Olympia di Lindsey Vonn, penso di aver perso tutti i punti della patente perché sono arrivata quassù velocissima. Io la adoro, così sono venuta a respirare un po’ il clima di Coppa del mondo, poi la settimana prossima testerò il mio piede nelle prove di Garmisch e vedremo come va, ma vivo molto nel qui ed ora”.

Goggia si emoziona parlando del suo idolo: “Lei piangeva al traguardo, poi Cortina è la sua pista preferita. Noi non ci rendiamo conto dell’icona sportiva che è Lindsey Vonn, ha vinto 82 gare di Coppa del mondo e noi abbiamo avuto la fortuna di competere con un mostro sacro di questo sport, potremo raccontarlo tra cinquant’anni. La guardo sempre con gli occhi della bambina che la ammirava in televisione, anche se l’anno scorso abbiamo battagliato insieme in Coppa del mondo e le ho soffiato la coppetta all’ultima gara. Ho visto le immagini dell’omaggio che le ha fatto Cortina e ho sentito la sua emozione. A me manca molto lo sci, mettere il pettorale, sentire lo sci in curva, sentirlo nella sua anima, aprire il cancelletto. Ma per fare questo, voglio prima essere sicura di essere nella condizione giusta”.

Una gara – la centesima di Coppa del mondo a Cortina – che ha registrato the “passage of the torch”, come dicono gli americani, un passaggio di consegne più bello non poteva esserci. Nel giorno dell’ultima gara di Lindsey Vonn a Cortina, con le lacrime che cadono dagli occhi della campionessa statunitense, sull’Olympia trionfa Mikaela Shiffrin, la sua straordinaria erede. Due atlete completamente diverse che hanno in comune la cosa più importante: la vittoria. Vonn arrivata ai saluti al suo grande pubblico, e Shiffrin che proprio oggi sale a 54 success, eeguagliando Herrmann Maier e rimandendo ad un passo da Vreni Schneider. Mikaela ha 23 anni e sembra destinata a superare nei numeri la grande capitana.

Nel superG la leader della classifica generale regala una prova perfetta: limita i danni sul piano iniziale, adatto alle atlete più potenti, poi fa la differenza nelle curve, lei che è slalomista e gigantista. Uno show di eleganza senza errori che strappa la gioia del primo successo stagionale a Tina Weirather, partita con un pettorale più basso e anche lei bravissima nell’interpretare il difficilissimo tracciato disegnato proprio dall’allenatore di Lindsey Vonn, così difficile da indurre la stessa Vonn all’errore, mentre sembrava in netta ripresa. Sul podio finisce anche Tamara Tippler, a distanza di quasi tre anni dall’ultima volta, chiudendo ad appena 18 centesimi da Shiffrin.

La migliore azzurra è Federica Brignone, che chiude undicesima con 85 centesimi di distacco: come sempre l’azzurra è praticamente perfetta nella parte tecnica, ma perde tanto nel finale dove c’è bisogno di scorrevolezza. In ripresa Elena Curtoni, che sfiora il miglior risultato stagionale con il 14° posto a 1″22, mentre Francesca Marsaglia paga una piccola sbavatura nella parte centrale e alla fine è 17esima. A punti anche Nadia Fanchini (27esima), di poco fuori Marta Bassino e l’esordiente Nadia Delago, 32esima a 2″25. La sorella maggiore Nicol, invece, ha sbagliato nello stesso punto in cui era uscita nella discesa di venerdì e non è arrivata al traguardo, così come Anna Hofer e Federica Sosio.

Con Shiffrin che allunga su Tina Weirather nella classifica di specialità (300 punti contro 236) e prende il largo nella generale (1494 contro gli 898 di Petra Vlhova e i 637 di Wendy Holdener), la Coppa del mondo torna la prossima settimana con un’altra classica, Garmisch, con la discesa di sabato 26 e il superG di domenica 27.

Parola alle protagoniste:

Lindsey Vonn: “Ieri sera in centro è stato tutto speciale, tanti omaggi da parte di Cortina. Non me l’aspettavo, è qualcosa che va oltre lo sci. Per me significa molto e sono ancora frastornata dalle emozioni. Mi sono congratulata con Mikaela. È meraviglioso il fatto che ci sia un’altra americana sul gradino più alto del podio. Per quello che mi riguarda, ho affrontato molti incidenti nella mia carriera, ma probabilmente ora il mio fisico non riesce più ad essere reattivo”.
Mikaela Shiffrin: “E’ stata una giornata incredibile. Molto fredda questa mattina, ma poi con un sole meraviglioso. Io ho cercato come sempre di spingere al massimo sui miei sci e il risultato è stato fantastico, anche se ci sono pochi centesimi fra me e Tina, che è seconda. Su questa pista devi essere sempre molto attento e spingere sempre al massimo. E’ molto bello il paesaggio, sempre con il sole”.
Elena Curtoni: “Ho sbagliato un po’ linea prima del Rumerlo, sono stata un po’ abbondante. Pian piano sto tornando al mio livello, in allenamento lo sono già, devo solo riportarlo in gara sempre. Passi avanti ne sto facendo, ora ho bisogno di concretizzare, di vedermi sorridere al traguardo e di vedere che posso farcela. Lo so che posso, ma quando si ha il risultato in mano ci si libera più facilmente”.
Federica Brignone: “Non sono tanto soddisfatta. Sono quei superG che ti lasciano l’amaro in bocca, di quelli che o interpreti perfettamente o ti viene la voglia di andare su e rifarlo. Sono quei tracciati un po’ anonimi. C’era spazio tra le porte, tutta la parte tecnica era davvero molto facile tranne una porta, dove sono uscite la Stuhec e le altre: c’era il tornante, se vuoi passare devi frenare, a me sembra di aver sciato abbastanza bene nella parte tecnica, mi è venuto tutto facile, ma sono quei superG che se ti vengono facili è perché non sei abbastanza veloce. Poi c’è una neve aggressiva dallo Scarpadon a Rumerlo, è quella neve che ti prende e ti scappa e non capisci cos’hai sotto i piedi, lì ho fatto un mezzo testacoda prima di Rumerlo, dove è uscita Nicol Delago, e mi sono giocata tutta la velocità nella parte finale dove ho perso tantissimo come sempre. Dipende tutto da quanta velocità prendi dallo Scarpadon a Rumerlo, fino allo Scarpadon era andato tutto bene, poi c’è stato questo testacoda e a Rumerlo ero lentissima e quasi non salto neanche”.

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