Friday, 15 November 2019 - 05:13
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Quota 100. In provincia di Belluno nel 2019 potrebbero raddoppiare le domande di pensione. Roffarè: “Bene la maggiore flessibilità pensionistica, ma serve più coraggio su discontinuità lavorative e previdenza integrativa”

Gen 16th, 2019 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto Cisl Belluno-Treviso

Quota 100, la corsa alla pensione è già iniziata: alla riapertura dopo le festività natalizie gli accessi agli uffici dei patronati Inas Cisl della provincia di Belluno sono aumentati del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La richiesta rivolta agli operatori è sempre la stessa: la verifica della posizione contributiva per capire se, sulla base dei nuovi parametri previsti dalla legge di Stabilità, si sono raggiunti i requisiti per andare in pensione. E, stando ai dati diffusi oggi dalla Cisl Belluno Treviso, sulle base della riforma voluta dal Governo giallo-verde, il numero di domande di pensione potrebbe raddoppiare rispetto al 2018.

“La legge di stabilità prevede la possibilità di andare in pensione con Quota 100, cioè sommando 62 anni di età e 38 di contributi. È fondamentale valutare tutti gli aspetti del proprio percorso lavorativo e previdenziale per effettuare la scelta migliore – spiega Stefano Gris, responsabile dell’Inas Cisl di Belluno -. Per accedere, però, saper fare la somma non sarà sufficiente”.

In questi giorni sono moltissimi i cittadini che si stanno rivolgendo al patronato della Cisl per capire se possono andare in pensione con il nuovo meccanismo. Dall’inizio dell’anno, gli accessi delle persone che chiedono la verifica della posizione contributiva sono già aumentati del 20%. “Siamo a disposizione di tutti coloro che vogliono saperne di più di Quota 100 – prosegue Gris -. Per tutte le persone che si rivolgono a noi confezioniamo uno studio personalizzato della posizione contributiva, per verificare la soluzione pensionistica più conveniente e per inoltrare la domanda di pensione”.

Gli uffici dell’Inas hanno già effettuato un monitoraggio degli estratti contributivi dei lavoratori che si sono rivolti all’Inas negli ultimi mesi per capire l’effettiva portata della riforma: in provincia di Belluno sono ben 346 i lavoratori già inseriti nei database dell’Inas che quest’anno matureranno i requisiti necessari per andare in pensione secondo i nuovi parametri. Se si tiene conto che complessivamente nel 2018 sono stati 400 i lavoratori che hanno presentato domanda di pensionamento tramite il patronato Cisl, è evidente che con Quota 100 il numero delle persone che potranno lasciare il lavoro nel corso dell’anno appena iniziato è destinato a raddoppiare.

“Quota 100 – sottolinea il segretario generale aggiunto della Cisl Belluno Treviso Rudy Roffarè – è sicuramente un passo avanti da noi auspicato e rivendicato per una maggiore flessibilità pensionistica ai lavoratori; serve però maggior coraggio in quanto chiediamo il riconoscimento dei 41 anni di contributi, il riconoscimento delle discontinuità lavorative come il lavoro di cura delle donne e i periodi non lavorati dai giovani e maggior sostegno alla previdenza integrativa. Tuttavia, come sempre, la Cisl sta nel merito delle questioni e con la competenza del nostro patronato Inas Cisl siamo pronti a dare tutto il supporto necessario affinché i nostri iscritti e utenti abbiano risposte corrette e veloci”.

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