Sunday, 26 May 2019 - 05:04

L’etica dell’indipendenza  

Gen 3rd, 2019 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

Sgombriamo subito il campo da un errore del pensiero prevalente sull’indipendentismo veneto: esso si rivolge alla regione omonima per comodità relazionale e mediatica. In realtà il territorio delle genti Venete è molto più ampio e sarà raggiunto sempre meglio dal messaggio indipendentista.
Un altro errore associa la volontà di auto-determinazione del Popolo Veneto ad una nostalgica restaurazione storica. Ciò è falso nel fine, ma indispensabile nei mezzi. I Veneti esistono da 3200 anni e, come tutti i Popoli, hanno una storia importantissima che ne caratterizza il percorso. A nessuno interessa tornare ad aggirarsi per le calli veneziane col tricorno in testa, ma la consapevolezza del passato è il primo passo verso un futuro di apertura al mondo.

Gli spettri di ottusità, isolazionismo, egoismo che vengono associati al movimento indipendentista dalla propaganda unionista italiana, sono paravento. Il motivo di tanta contro-informazione è che l’Italia vuole i nostri soldi. Per farlo è disposta ad addebitarci qualunque nefandezza, comprese taccagneria sociale ed evasione fiscale (per inciso, la regione Veneto primeggia nelle classifiche di solidarietà sociale ed è terz’ultima in Italia per evasione fiscale).

Josè Mujica, già Presidente dell’Uruguay, ha sintetizzato in un bell’aforisma il tema che rende squallido il sistema Italia: “”Quando io compro qualcosa non lo faccio con il denaro, ma con il tempo di vita che ho dovuto utilizzare per guadagnare quel denaro”.
I 20 miliardi di euro di residuo fiscale annuo del Veneto, non sono solo un’immensa mole di denaro. Sono almeno 1 miliardo di ore di lavoro estorte ogni anno. A parità di tutto, ciascun lavoratore Veneto dovrebbe lavorare un’ora e mezza in meno al giorno. 90 minuti da dedicare a sé, alla famiglia, ai suoi interessi, per migliorare la qualità della propria vita. Ed invece l’Italia lo schiavizza per un’ora e mezza quotidiana senza ritornargli nulla, tranne il diritto di essere cittadino con oneri ed onori (tasse e servizi equivalenti) per le rimanenti 22 ore e mezza del giorno.

Ecco, signor Salvini, questo è davvero sbagliato ed eticamente inaccettabile. C’è da chiedersi perchè lei, sig. Zaia, tolleri un sistema baro e vile che perpetra con metodo questo crimine contro l’umanità Veneta. Ciascuno può perseguire i propri fini politici come meglio crede, anche a suon di “pane e Nutella” o di “formidabili pacchi-dono autonomistici sotto l’albero di Natale”. Ci deve però essere un progetto.
Questo progetto non si vede, perché passano i mesi e gli anni, ma la quotidiana dose di schiavitù italiana continuiamo a subirla, senza che nessun rappresentante eletto senta, incontenibile, la necessità di fermare questa immorale schifezza!

Massimo Vidori – Indipendentista Veneto

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