Wednesday, 23 January 2019 - 01:41

Vittorio Feltri al Miramonti diverte il pubblico con gli aneddoti della sua vita professionale. Gennaro Sangiuliano annuncia l’uscita del suo nuovo libro sul premier cinese

Dic 28th, 2018 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Riflettore

Un Re Mida della stampa, capace di far più che raddoppiare le copie vendute della testata giornalistica di cui assume la direzione. Vittorio Feltri, fondatore e direttore del quotidiano «Libero», già direttore de «L’Europeo», «L’Indipendente», «il Giornale» e il «Quotidiano Nazionale» «il Resto del Carlino», «La Nazione» e «Il Giorno». E’ stato ospite ieri sera (27.12.2018), per la rassegna culturale Una montagna di libri fondata da Francesco Chiamulera, al Miramonti Majestic Grand Hortel di Cortina alla presentazione del suo ultimo libro autobiografico dal titolo “Il Borghese”.

Insieme a lui c’era anche Gennaro Sangiuliano, direttore Tg2 Rai che ha concordato con la scelta editoriale nel titolare il Borghese il libro. “Il borghese – ha detto Sangiuliano – è l’antitesi del radical chic. Feltri è un autentico borghese, di quelli che non se la bevono, un irregolare”. E Ario Gervasutti, caporedattore centrale del Gazzettino di Venezia, come moderatore dell’incontro.

“Sono l’unico ateo non laico e nemmeno anticlericale” aggiunge Feltri, iniziando a raccontare la sua formidabile vita professionale per aneddoti dagli inizi, a Bergamo con il priore monsignor Angelo Meli per maestro. “Fu lui a raccomandarmi all’Eco di Bergamo dove iniziai come collaboratore. Facevo la critica cinematografica senza capire niente di cinema, e con questa regola sono arrivato a 75 anni”. Seguono gli anni a La Notte come praticante con direttore Nino Nutrizio. “Mi prese in prova per tre mesi – racconta Feltri – e mi assunse prima dellla scadenza della prova. Quando morì ero direttore de Il Giornale, la vedova mi portò un pacchetto in regalo che Nino aveva preparato per me, conteneva la sua penna con la quale scriveva i suoi editoriali”.

“Feltri ha creato uno stile – sottolinea Gennaro Sangiuliano – il non conformismo, feroce con i potenti finché sono in sella al comando, per diventare poi amico quando sono caduti. Feltri è un anarchico conservatore che intuì il successo di Berlusconi, la vittoria di Trump e le potenzialità di Salvini”.
“E’ difficile essere conservatori in un Paese dove non c’è nulla da conservare. – replica Feltri – Ad irritarmi sono i progressisti salottieri, il politicamente corretto, quelli che vogliono fare la guerra al vocabolario italiano, che chiamano non vedenti i ciechi, e gli stitici come li dobbiamo chiamare”?
Feltri racconta del suo incontro fortuito con Oriana Fallaci al Corriere della Sera quando rimase senza sigarette. “le diedi un pacchetto di Muratti, dopo un’ora l’aveva finito e tornò a chiedermi ancora qualche sigaretta. Era una donna instancabile, precisa, pignola, che tradotto, per chi lavorava con lei nelle redazioni significa una rompiballe. Quando la ritrovai da direttore di Libero si ricordò e mi disse ‘tu sei quello delle Muratti’. Quando pubblicavamo un suo pezzo le vendite di Libero superava le 100mila copie”.

Nell’ultimo periodo della sua vita, quando la Fallaci torna in Italia a curarsi, sarà proprio Feltri che le presterà la sua casa a Milano.
Feltri, che non ama le nuove tecnologie, tablet, smatphone, conclude spiegando che i tweet li usa per verificare la reazione del pubblico. “Se trovo 400 cuoricini nei primi 20 minuti, allora è un buon titolo”.

Al termine della serata Gennaro Sangiuliano anticipa l’uscita del suo nuovo libro su Xi Jinping, segretario generale del Partito comunista cinese dal 15 novembre 2012 e presidente della Repubblica popolare cinese dal 14 marzo 2013.

(rdn)

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