Tuesday, 21 May 2019 - 09:26

Europei più soggetti alla calvizie: i geni responsabili e l’importanza di una corretta alimentazione

Dic 13th, 2018 | By | Category: Prima Pagina, Sanità

Diventare calvi è un pensiero che preoccupa molti, questo problema colpisce infatti un’alta percentuale degli uomini già a partire dai 30 anni. Se c’è chi vive questo cambiamento con serenità e sfoggia il suo nuovo look, per altri può diventare difficile accettare questa nuova immagine di sé. Ecco perché oggi approfondiremo questa tematica indagando i legami genetici alla base della calvizie.

Predisposizione genetica
Iniziamo proprio parlando della predisposizione genetica e di come uno studio abbia dimostrato che gli europei sono più soggetti a questo problema.

I risultati di quest’analisi hanno svelato che i geni multipli e le variazioni della sequenza del DNA influenzano la propensione di una persona alla perdita di capelli. Lo scopo del team di ricerca era proprio stabilire un metodo per predire la calvizie maschile analizzando il DNA e i geni dei soggetti.
L’alopecia androgenetica è più comunemente indicata come calvizie maschile (MPB), ed è una condizione progressiva ereditaria che può essere trasmessa da entrambi i lati della famiglia.

Andando ad indagare le varie differenze genetiche sono emerse delle particolarità legate alla provenienza etnica. In sostanza i capelli degli uomini europei differiscono dai quelli asiatici e afro: le percentuali parlano chiaro, la Cina è il paese con la minor percentuali di calvi al mondo (19%), mentre il primo posto di questa classifica all’inverso è della Repubblica Ceca con il 42%, con l’Italia che si ferma (fortunatamente) al 7° posto con il 39%.

In ogni caso va ricordato che, per chiunque abbia una predisposizione alla calvizie ereditaria in famiglia, ci sono misure preventive e proattive che possono essere prese. L’ideale sarebbe intervenire applicando dei prodotti anticaduta specifici per i capelli dell’uomo (come quelli studiati da Bioscalin), in modo da combattere i primi segni del diradamento e stabilizzare la diffusione stimolando la ricrescita.

Ora passeremo ad illustrare l’importanza di una corretta alimentazione, al fine di preservare e rinforzare la nostra chioma.

Il ruolo dell’alimentazione
Per quanto riguarda la caduta dei capelli, se uno dei primi step è quello di cogliere i primi segnali e intervenire utilizzando prodotti specifici, dall’altro lato non va sottovalutata neanche l’alimentazione e l’apporto strategico di elementi come la caffeina.

Una ricerca condotta all’interno della Johns Hopkins University ha dimostrato come la dieta occidentale (ricca di cibi grassi) sia tra le cause del diradamento e della caduta dei capelli. Un altro elemento da tenere particolarmente sotto controllo è proprio il colesterolo, e tra i cibi a cui fare attenzione troviamo prima di tutto i cibi da fast food, i formaggi e latticini grassi (mascarpone, panna e burro) oltre a carni grasse e insaccati.

La vitamina A invece sembra favorire una sana produzione di sebo nel cuoio capelluto e aiuta anche la crescita dei capelli: si trova in verdure a foglia verde scure, peperoni rossi dolci, mango, papaia ecc. Inoltre la vitamina B12, presente nel latte e nei prodotti lattiero-caseari, è utile per rinforzare la nostra “testa”.

Così, anche se la caduta dei capelli è una questione genetica legata alla nostra provenienza, possiamo prestare alcune attenzioni a ciò che mangiamo per cercare di contrastare questo fenomeno in grado di impensierire tanti uomini.

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