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Oltre l’emergenza, prevenzione e grandi opere * di Luca De Carlo

Nov 27th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Luca De Carlo, deputato

Quando Frank Delano Roosvelt venne eletto presidente le comunità che vivevano nella valle del Tennessee lungo un fiume che attraversa sette degli stati dell’Unione erano tra le più povere di tutti gli Stati Uniti. Le frequenti piene che straripavano senza argini divoravano la terra fertile mentre i boschi lasciati all’incuria erano sovente devastati da enormi incendi. Per la gente della Vallata c’era poco altro che la miseria, un reddito di meno di 100 dollari all’anno e il continuo bisogno dell’assistenza pubblica per sopravvivere.

È La storia di territori da risanare, di lavoro da creare e di una filosofia politica ispirata alla “chirurgia etica” sul capitalismo che aveva portato alla Depressione: come non vedere profonde similitudini con la questione dell’oggi e della nostra terra. Lo sfacelo causato dal disastro meteorologico che ha messo in ginocchio la montagna bellunese racconta sicuramente gli effetti di un evento straordinario ma ci ricorda anche che il territorio va curato e protetto. Ma la disperazione di questi giorni di sofferenza per tanta della nostra gente ci pone anche davanti all’obbligo di andare oltre l’emergenza della ricostruzione e guardare avanti, occupandoci soprattutto di prevenzione. Che significa una diversa e più saggia gestione della montagna. Grandi opere e lavoro, tanto lavoro non solo per riparare il danno ma per realizzare progetti che permetteranno di prevenire almeno in buona parte disastri come quelli dello scorso ottobre.

Il new deal della Montagna, a Belluno ma servirebbe anche altrove, è l’occasione per un patto sociale di rilancio e di vera lotta alla disoccupazione: non con il pasticciato scarno reddito di cittadinanza grillino ma mettendo le basi per distribuire ricchezza vera, non il sussidio parassitario, clientelare e assistenzialista. Davanti allo scempio dei nostri boschi e alla fragilità delle nostre comunità la risposta di un governo serio che guardi oltre all’immediatezza degli aiuti per tamponare il disastro dovrebbe essere quello di mettere i miliardi che serviranno per l’assurdo reddito di cittadinanza in un programma di opere e interventi sul e per il territorio che genererebbero migliaia di posti di lavoro. Dalle nostre parti ce n’è da tirarsi su le maniche, non dico per un decennio ma poco ci manca. Per fare tutto quello di cui la nostra montagna ha bisogno ce n’è di gente da assumere, gente che vuole lavorare per guadagnare uno stipendio, gente vuole imparare anche un mestiere che rimarrà il suo patrimonio spendibile per tirare su una famiglia, gente di montagna , gente genuina e per bene che invece di mancette elettorali vuole la dignità di uomini e donne disposte a fare la propria parte per l’Italia e non vuole la carità di un partito assistenzialista e bugiardo.

Mi sembra di sentirli i miei cittadini, termine ad alcuni molto caro, è prima un brusio poi un grido chiaro, unanime univoco: LAVORO NON MANCETTE, DIGNITÀ NON CARITÀ
Ora dobbiamo scegliere: i sussidi dal sapore elettorale o costruire qualche cosa che duri. Dicevano i nostri vecchi che “quel che maio prepara, setembre cata su”. Adesso dobbiamo decidere se seminare opportunità o mietere il solito vecchio assistenzialismo.

On. Luca De Carlo

 

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One comment
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  1. ???? Della serie paga pantalone? Bene, lei che è onorevole, faccia arrivare bei soldoni perchè fino ad ora …. se ne sono visti pochi. Inoltre sarebbe bello sapere quanti alberi arrivati nei greti dei fiumi sono schianti del 2014, non rimossi dai legittimi proprietari.