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 Focus sugli spazi educativi alla chiusura della rassegna “Voglio diventare grande”

Nov 21st, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Scuola, Società, Associazioni, Istituzioni

Si è chiusa ieri, martedì 20 novembre, la rassegna “Voglio diventare grande” che per 10 giorni ha animato il capoluogo con incontri, mostre e spettacoli sui temi dell’infanzia.
Tra le tante proposte del giorno di chiusura, particolare importanza ha avuto l’incontro sugli spazi educativi, organizzato in Sala Bianchi: «Abbiamo chiuso in bellezza questa rassegna, che abbiamo deciso di concludere proprio in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. – commenta l’assessore alla politiche educative e dell’istruzione, Valentina Tomasi – Abbiamo voluto riflettere sullo “spazio educativo”, su come deve essere costruito e quale deve essere la sua funzione».

L’esperienza di Reggio Emilia
Dopo i saluti introduttivi dell’assessore Tomasi e del dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Gianni De Bastiani, è toccato a Raffaella Curioni, assessore all’istruzione, scuole e nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, raccontare l’esperienza del capoluogo emiliano: «La nostra città ha una lunga storia, partita quasi 60 anni fa, che vede al centro i diritti dei bambini, i loro percorsi educativi e di apprendimento. – sottolinea – C’è una grande attenzione da parte della cittadinanza e delle famiglie attorno alle politiche per i più piccoli, e c’è anche un grande impegno, politico e finanziario, da parte dell’amministrazione: ogni anno, infatti, il Comune di Reggio Emilia investe 30 milioni di euro per le scuole, in maggior parte per la scuola dell’infanzia, perché crediamo che, oltre ad essere un servizio fondamentale per le famiglie, sia dalla scuola dell’infanzia che inizi un percorso pre-scolastico che possa garantire pari opportunità a tutti».

Il progetto R.I.C.E.
Ad illustrare il progetto R.I.C.E. – Rete Internazionale delle Città Educative è stata Michela Possamai, dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia: «Il progetto R.I.C.E. è un progetto che unisce le città che scelgono l’educazione come modello di coalizione tra tutte le forze in campo, dal mondo politico a quello associazionistico, fino alle scuole e al settore no profit. – spiega – Si fonda sull’idea che “costruire” una città a misura di bambino significa lavorare su un progetto di co-educazione che unisce politica, amministrazione e cittadini, e tra questi ci sono anche i bambini che vengono coinvolti ed ascoltati sui temi che li coinvolgono, come gli spazi, i percorsi, sui luoghi a loro destinati. Il calo demografico che coinvolge anche questa provincia dovrebbe indirizzare gli amministratori e i formatori a seguire verso scelte di questo tipo».
Il Comune di Belluno è infatti prossimo ad aderire al progetto R.I.C.E., andando così ad unirisi alle altre 150 “città educative” a livello europeo.

La “nuova” Gabelli
Uno “spazio educativo” importante per la città di Belluno è la scuola Gabelli, e a chiudere la tavola rotonda sono stati gli architetti dello studio Mario Cucinella Architects di Bologna, incaricati della realizzazione del progetto esecutivo per il recupero dello storico edificio scolastico: «È stato un intervento di grande responsabilità, vista l’importanza per la città e l’interesse storico e artistico della costruzione. – evidenzia l’architetto Laura Mancini – Abbiamo realizzato il progetto tramite un percorso partecipato che ha coinvolto l’amministrazioni, gli insegnanti e i bambini; abbiamo voluto riqualificare l’edificio, mantenendo il concetto iniziale di “edificio educante”: sarà un centro civico dove ci sarà anche uno spazio espositivo per i reperti dell’edificio storico, degli spazi per la ricerca del progetto R.I.C.E. e locali per l’associazione “Cittadini per il recupero della Gabelli”».
La ristrutturazione prevede un costo di 6.650.000 euro, 3.483.944 dal Bando Periferie e i restanti 3.166.056 dalle casse comunali. In attesa di novità da Roma sul Bando Periferie, l’obbiettivo resta il taglio del nastro nel 2020.

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