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Disturbi alimentari. La senatrice Maria Rizzotti, prima firmataria di un disegno di legge che consenta di oscurare i siti che istigano al suicidio

Nov 21st, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

Maria Rizzotti, senatrice

Può sembrare inverosimile, ma nel web vi sono circa 300mila siti in lingua italiana che inducono all’anoressia e quindi alla morte e alla bulimia, in gergo “ana” e “mia”.   Per questa ragione, la senatrice Maria Rizzotti, membro della Commissione Igiene e Sanità del Senato, è intervenuta con un disegno di legge mirato ai disturbi del comportamento alimentare.  «Prevedere il reato di istigazione al suicidio per chi inneggia ai disturbi alimentari – sostiene la parlamentare – consente alla polizia postale di oscurare questi siti pro anoressia  e pro bulimia. E offrire un piano di cura multidisciplinare ai pazienti di tutta Italia, senza distinzioni territoriali».

«Il mio disegno di legge – prosegue la senatrice – contiene una modifica dell’art. 580 bis del codice penale, che permetterebbe di punire l’istigazione al suicidio con un anno di carcere. Pena da commutare in un soggiorno obbligatorio in un luogo di cura, nel caso in cui il soggetto in questione fosse un individuo che soffre egli stesso di disturbi alimentari. Spesso, infatti, accade che siano proprio dei malati di anoressia o di bulimia a promuovere siti del genere. Non dimentichiamo che di anoressia si muore».

«Sono molto sensibile a questo argomento – ha concluso la senatrice Rizzotti – perché, come medico, ho avuto modo di approfondire queste patologie. Si tratta di un fenomeno dilagante che riguarda più di tre milioni di persone. Mentre una volta era la prima causa di morte tra le persone tra i 15 e 24 anni, con una prevalenza tra le ragazze, oggi l’età si è molto ridotta: si parla addirittura di maschi intorno ai 10 anni».

 

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