Friday, 20 September 2019 - 07:22
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Schianti degli alberi e nuova Politica agricola comunitaria. Dorfmann: “Servono fondi e coordinamento tra gli enti”

Nov 20th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

L’europarlamentare Herbert Dorfmann ha ricevuto lunedì mattina a Bolzano alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale ed agricolo bellunese, accompagnati da una delegazione del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti.
Al centro della discussione, le strategie di approccio alla gestione del territorio nel dopo alluvione e il futuro della Politica Agricola Comunitaria – PAC, che ha visto l’europarlamentare altoatesino relatore per la riforma al Parlamento Europeo.

«Martedì scorso, in occasione della Seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, sono intervenuto a nome del Partito Popolare Europeo chiedendo l’attivazione del Fondo di Solidarietà Europeo per le zone d’Italia colpite dall’alluvione e dal maltempo, in particolare le province di Belluno, Trento e Bolzano. – ricorda Dorfmann – Per l’attivazione, è necessaria una stima della valutazione dei danni superiore ai 3 miliardi di euro sul territorio nazionale, e guardando quanto accaduto solo tra le Dolomiti, senza pensare al Friuli Venezia Giulia, alla Liguria o alla Sicilia, è purtroppo una cifra facilmente raggiungibile».

Il problema urgente, per i boschi bellunesi, è ora quello della pulizia e del recupero degli schianti: «Il Piano di Sviluppo Rurale della Provincia autonoma di Bolzano prevede una misura specifica per il recupero degli schianti, mentre per la pulizia del bosco potrebbero essere reperiti fondi dal secondo pilastro della PAC. – spiega Dorfmann – Anche in quest’ottica, potrebbe essere utile un coordinamento tra le province di Belluno, Trento e Bolzano».

L’attenzione degli agricoltori bellunesi si è poi concentrata sugli sviluppi del dibattito sulla nuova PAC 2021-2027, dopo l’approvazione dello scorso maggio del report presentato dallo stesso Dorfmann: «Quello era un documento politico, ora si è passati alla stesura del testo di legge e c’è tempo fino al 3 dicembre per presentare emendamenti. – spiega l’eurodeputato – Come ho già detto più volte, la nuova PAC dovrà prevedere meno burocrazia e prestare grande attenzione all’agricoltura di montagna: deve darsi obiettivi ambiziosi, soprattutto incoraggiando le nuove generazioni di agricoltori, sostenendo la dimensione familiare dell’agricoltura dei nostri territori con un sistema di pagamenti che preveda quote maggiori per le piccole aziende, riducendo la remunerazione basata sulla superificie. Sul secondo pilastro, quello che finanzia i Piani di Sviluppo Rurale e che sostiene i progetti agricoli soprattutto in montagna, mi batterò per la creazione di distretti biologici e sostenibili».
Resta ancora aperta la questione della dotazione finanziaria, che a causa della Brexit potrebbe prevedere un taglio al bilancio agricolo del 5%, pari a 20 miliardi di euro in 7 anni: «Stiamo cercando di chiudere il lavoro finanziario e legislativo della nuova PAC entro fine legislatura, per non perdere tutto quanto fatto finora e costringere il nuovo Parlamento Europeo a ripartire da zero».

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