Wednesday, 23 January 2019 - 01:50

Lettera aperta alle Associazioni    * di Mauro De Carli – Cgil Belluno 

Nov 13th, 2018 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Lettere Opinioni, Prima Pagina

Mauro De Carli – Segretario generale Cgil Belluno

Siamo a pochi giorni dai terribili giorni in cui, prima con il fuoco a Taibon Agordino, poi con il vento e l’acqua, tutta la nostra provincia ha subito danni di rilevanza eccezionale e che probabilmente non si riusciranno a quantificare, se non in modo approssimativo.
E’ logico che ora la prima preoccupazione vada alle infrastrutture da ricostruire, strade in primis per un ipotesi di costi intorno a 100 milioni (dato Veneto Strade), collegamenti telefonici e elettrici che dovrebbero essere interrati per garantire una loro futura incolumità rispetto a nuovi e futuribili eventi di questa portata e pericolosità.

Siamo tesi a ripristinare condizioni minimali di vivibilità, in particolare nelle “terre alte”, garantire la sicurezza di un minimo di collegamenti, pulire da fango e detriti case, alberghi e uffici pubblici, ripristinare l’agibilità di una vita sociale e pubblica che esca dall’emergenza forzata.

Le associazioni, lo stesso presidente della Regione mandano due tipi di messaggi, il primo di una popolazione provata, di una terra sconvolta che ha bisogno di grandi finanziamenti pubblici (e di tanta solidarietà!) per riemergere, e finora le cifre stanziate dal governo centrale sembrano effettivamente inadeguate rispetto al cataclisma; in seconda battuta un messaggio di una terra che non si arrende e vuole far ripartire da subito ed in pieno le attività economiche che erano state programmate. In particolare si dovrebbe garantire la partenza della stagione sciistica invernale, con un pieno innevamento, con impianti di risalita efficienti e con un contesto turistico perlomeno normale.

Come CGIL siamo allora preoccupati di due ulteriori elementi: la prima riguarda la ripresa attuale e futura delle micro attività, quell’insieme di piccole iniziative imprenditoriali, che già oggi non sono coperte di ammortizzatori sociali per coprire le giornate di fermo obbligato (nei giorni del 29 e 30 ottobre e successivi), e forse non hanno ancora verificato in quali modi riprenderanno l’attività normale. In aggiunta la domanda che ci poniamo è se sia stata fatta una indagine circa le attività turistiche stagionali- alberghi e ristoranti- che storicamente riaprirebbero i battenti nel prossimo mese di dicembre; nessuno ha verificato che effettivamente lo possano fare.
Lo si dice poiché il fattore innevamento richiede il dispendio di grande potenza elettrica, che credo i generatori attuali non possano garantire, mentre le società elettriche parlano di possibili minimi quattro mesi per garantire la messa in opera della rete preesistente. Stesso dicasi per gli impianti di risalita, e quindi siamo in ansia circa l’effettiva riapertura dell’insieme delle strutture necessarie alla realizzazione della prossima stagione turistica, con ricadute sull’occupazione.

Ci potremmo trovare con una quantità di posti di lavoro “sospesi” o non “avviati”, perché in attesa della reale ripartenza stagionale, e che rischiano di essere numericamente importanti per questa provincia. Perdere una stagione puo’ essere pericoloso anche per far ripartire anche quelle dei prossimi anni, perdere o non coprire economicamente i lavoratori rischia di non averli a disposizione anche per le stagioni successive. Da qualche giorno si legge in più articoli come l’alluvione del 1966 generò le chiusure di tante piccole attività e negli anni successivi inizio’ pesantemente una fase di spopolamento delle valli più lontane; credo che questa volta dovremmo intervenire.

Come, quando e con quali ripercussioni per i lavoratori, riprenderanno le attività “minori” del nostro territorio? Questa è una analisi che chiediamo alle associazioni dei datori di lavoro, dell’industria, soprattutto dell’Artigianato e del Servizi, perché dovremmo trovare le formule per sostenere i redditi dei lavoratori ed insieme sostenere le attività e la ripresa delle aziende.

Mauro De Carli – CGIL Belluno

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