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Animali, la strage di cui nessuno parla

Nov 8th, 2018 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Ragiona in positivo la Regione Veneto, ma fa i conti senza l’oste. Sembra quasi una vittoria per i nostri politici l’aver contato pochissimi morti in questi giorni di maltempo.  Ma i conti, si sa, vanno fatti per bene.

A farlo notare è l’Associazione Siamo tutti animali onlus, Movimento antispecista bellunese.

Se da una parte possiamo rallegrarci (mi si passi il termine) per aver avuto pochissime vittime tra gli umani, dall’altra non possiamo (anche se in Regione lo fanno) scordare che il maltempo che si è abbattuto sulla provincia bellunese ha portato un’ecatombe di animali di proporzioni spaventose. Cervi, caprioli, tassi, galli cedroni, lupi, scoiattoli uccelli di varie razze, giusto per citarne alcuni.
Si contano a centinaia le vittime di ogni specie ma a considerarle siamo in pochi.
Interi habitat spazzati via, rifugi sugli alberi, tane sottoterra, buche sul terreno, nidi sugli alberi: gli animali del bosco si ritrovano senza protezione, spaventati, con i cuccioli indifesi e senza cibo.

A quanto pare chi non ha minimamente risentito del maltempo sono i praticanti l’attività venatoria che, nonostante il divieto imposto dal governatore della Regione, anche nell’ultimo weekend hanno sparato senza vergogna (come sempre, direbbe qualcuno).
Lo confermano le decine di telefonate ricevute dall’organizzazione Siamo Tutti Animali, le segnalazioni sui social e le lamentele di moltissimi cittadini. Un atteggiamento che dimostra due cose: una totale mancanza di rispetto per il dolore e la paura di esseri viventi che hanno visto il loro mondo distrutto in poche ore e la totale mancanza di rispetto verso chi (vigili del fuoco, protezione civile e volontari di ogni tipo) si muove in mezzo alla natura per disboscare e soccorrere e corre il rischio di venire colpito da una categoria che, in questa già triste e sanguinosa stagione venatoria, hanno già fatto innumerevoli morti e feriti in tutta Italia.

Ad aggiungersi a questo, il divieto posto dal governatore veneto che si ferma, in modo ridicolo, all’11 novembre, come se dal giorno dopo i boschi magicamente riprendessero vita (non vorrei deluderlo ma non sarà così). Un divieto alla caccia imposto peraltro alle sole provincie di Belluno e Vicenza, una scelta comica, che rispecchia una pessima conoscenza della natura, come se i selvatici si fermassero a guardare i confini del loro mondo, mentre percorrono chilometri per cercare rifugi sicuri (e mi immagino file di cacciatori ai confini del loro territorio con l’arma puntata e la bava alla bocca).
La provincia bellunese ha perso una percentuale altissima de suo patrimonio faunistico e la risposta della Regione, sulla pressione, l’ennesima, del consigliere Berlato, è “continuate ad ammazzare”.
A quanto pare la politica dei nostri politici è accontentare i propri politici (mi si permetta il gioco di parole) anziché preservare le ricchezze presenti sulle nostre montagne.

La salvaguardia degli animali selvatici, patrimonio dello Stato e di tutti noi – sottolinea l’Associazione Siamo tutti animali – , ha così cessato di esistere (e già non era un granché prima), lasciando il posto alla smania di morte di chi non ha il cuore di fermarsi nemmeno davanti alle tragedie. La compassione, se mai è stata presente nei cuori di certe persone, ha lasciato il posto alla crudeltà e alla dissolutezza, alla cieca bramosia di portarsi a casa l’ennesimo trofeo, sicuramente più facile da ammazzare in un mondo, quello dei boschi, che si è disintegrato, che non può più dare rifugio e sicurezza a chi, grazie all’essere umano, non ne mai conosciuta abbastanza.

Le vittime silenziose e impotenti del maltempo che ci ha colpiti non sono state nemmeno considerate da chi dovrebbe farlo, da chi ha il dovere di gestire il territorio a lui affidato, guardandolo tutto, considerandolo appieno.
Più semplice farsi i giri sui luoghi dei disastri, a spese dei cittadini, per stringere mani, per ricevere applausi e poi tornare al caldo nel proprio, sicuro rifugio.
Gli animali ringraziano; nel loro silenzioso terrore, persi in un mondo che non è più il loro, senza riparo, senza requie, sentitamente ringraziano.

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