Saturday, 17 November 2018 - 14:56

Sesso, estorsioni, evasione fiscale, nel romanzo “Un amore del Seicento” di Sante Rossetto da oggi in libreria

Nov 7th, 2018 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

C’è anche Belluno nel saggio storico scritto con la forma del romanzo scritto dal giornalista , uscito in questi giorni, con il titolo “” per le edizioni Canova. L’autore, noto per i suoi studi sul secolo di ferro, ha analizzato tutti i numerosi documenti disponibili del periodo che va dalla primavera del 1695 allo stesso periodo dell’anno seguente.
Perché proprio quest’anno? Vi è una curiosità documentaria che ha mosso lo studioso trevigiano. La notte del 30 aprile 1695, un sabato, il benestante salumiere Santo Rampazzo è pizzicato nella camera di una ragazza sua vicina di casa. La faccenda non si è risolta con il matrimonio o con il pagamento della dote della giovane. Santo è finito in carcere e il tutore della ragazza muore per l’affronto sociale ricevuto. Il processo che ne è seguito assolve il giovane che esce dalla cella dopo parecchi mesi. E fin qui il documento non dice nulla che non abbiano detto altri non pochi processi simili.
Ma a suscitare la curiosità e l’interesse dello storico arriva la cronaca del barbiere trevigiano Zuanne Mestriner che racconta anche lui il fatto. Con particolari che la fredda sentenza non contempla. Anche perché non rientrava nei suoi compiti. E il barbiere ci dice che la notte brava del salumiere gli è costata migliaia di ducati. In pratica si è rovinato per ottenere la remissione di querela della controparte. E qui ci sarebbe da interrogarsi se i documenti che consultiamo in archivio dicano la verità o ne dicano soltanto una parte.
Partendo da questi due documenti Rossetto, usando la forma dialogica, ci descrive lo scorrere della vita quotidiana nella città del Sile, ma anche di altre provincie del Veneto, nel corso del periodo che Santo ha trascorso in carcere. Ed allora incontriamo tredici debitori del dazio della muda del Cadore, tra cui anche un paio di nobili veneziani di case rispettabili. Sempre in tema di quella che oggi chiameremmo evasione fiscale anche la comunità di Mel è in arretrato con il pagamento dei dazi della macina e del pestrin. Infine non manca la presenza di un fatto di cronaca nera con un manovale di Feltre, che lavorava a Treviso, bandito dalla podesteria trevigiana perché in possesso di porto d’arma proibito.
Un anno di avvenimenti raccontati su una scrupolosa documentazione d’archivio. C’è la visita pastorale del vescovo Sanudo, c’è la relazione del podestà Soranzo che lamenta la continua evasione fiscale dei contribuenti (praticamente ogni podesteria era in debito), e ancora le liti dei vari ceti sociali, le processioni della Santissima Crosetta e del Corpus Domini, le angherie degli esattori fiscali (una riguarda un povero fornaio di Conegliano e due villici di Ponzano), le pubblicazioni editoriali dell’epoca che sono state tra le più cospicue della storia tipografica trevigiana. Il tutto senza dimenticare lo scenario internazionale con le guerre tra Venezia e i turchi.
L’autore, grazie alla acribia giornalistica del barbiere, segue la vicenda umana del salumiere fino alla conclusione, che avviene il 6 gennaio del 1718. Un libro che si legge con la stessa curiosità che avremmo oggi se prendessimo in mano un quotidiano del XXI secolo.

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