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Alluvione. Belluno in ginocchio, determinare i danni e prevedere stanziamenti specifici. Interrogazione del deputato bellunese De Menech

Ott 31st, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Roger De Menech, deputato Pd

Roma, 31 Ottobre 2018 _ Il deputato bellunese Roger De Menech ha depositato ieri pomeriggio un’interrogazione al Ministro dell’ambiente, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministro dell’economia e delle finanze per sapere se intendono trovare una soluzione ai problemi delle linee elettriche e di tutti i collegamenti, stradali, ferroviari, telefonici, radiofonici e dati danneggiati dall’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla provincia di Belluno tra il 28 e il 30 ottobre. De Menech chiede inoltre di determinare i danni e di prevedere stanziamenti adeguati per il ristoro già nella legge di bilancio attualmente in discussione.

La provincia di Belluno è devastata dagli eventi di questi giorni, scrive il deputato che ha redatto un elenco sommario dei danni subiti in tutto il territorio. «Ad oggi ci sono ancora grandi parti del territorio non raggiungibili, paesi isolati, senza corrente, a causa della caduta dei tralicci tranciati dal vento o dagli alberi caduti sui fili, senz’acqua, perché le frane hanno scardinato le reti idriche dei paesi, senza linee telefoniche e radiofoniche. Il fiume Piave ha raggiunto il massimo della piena in provincia. Nella notte tra lunedì e martedì, tra la mezzanotte e l’1, il fiume è transitato a Busche con una portata di 2.500 metri cubi di acqua al secondo. A Belluno, alle 23 di lunedì, è arrivato a un livello di 5,16 metri. La pioggia scesa ha raggiunto un record storico: quello dei 667,4 millimetri per metro quadro rilevati a Soffranco.

Il sistema idraulico sull’asta del Piave ha retto, il fiume è esondato al parco di Lambioi a Belluno, cancellandolo completamente; il Cordevole ha distrutto invece un’azienda in località Mas di Sedico. Le piste ciclabili sono state quasi totalmente cancellate dall’acqua, molte case sono state allagate, le auto piene di fango e ghiaia. Da tre giorni sono al lavoro migliaia di persone, la protezione civile, vigili del fuoco, il soccorso alpino, volontari, operai dei comuni, di Veneto Strade, di Anas, di Enel e di Terna. È arrivata anche la colonna mobile nazionale ANA, e da ieri è operativo nel territorio provinciale il Genio Militare.

Non essendoci la possibilità di garantire la sicurezza durante e dopo il maltempo delle scuole di ogni ordine e grado, il prefetto ha ordinato la sospensione delle attività didattiche per i tre giorni; gli edifici scolastici sono serviti anche come luoghi di raccolta e dislocazione logistica delle forze che stanno operando e degli sfollati.

Ad oggi ci sono ancora 55 mila utenti al buio e si stima che per riparare l’80 per cento dei guasti ci vorranno altre 16-18 ore; dieci cabine primarie sono fuori uso e questo comporta l’interruzione non solo della linea di media tensione ma anche quella di alta tensione. I due ospedali di Agordo e Pieve di Cadore sono alimentati con generatori a carburante che hanno un’autonomia di 20 ore.

Sono oltre duecento gli sfollati in tutto il territorio provinciale; numerose le zone evacuate tra cui la zona industriale di Longarone; molte le aziende che hanno subito danni.

La linea ferroviaria ha subito danni a causa dei numerosi alberi finiti sui binari. Un treno è rimato bloccato poco lontano dalla stazione di Quero-Vas.

La viabilità, principale e secondaria, ha subito gravi danni, molti i tratti stradali e i ponti ancora chiusi; nella parte alta del Bellunese molte zone sono ancora irraggiungibili».

L’interrogazione è stata sottoscritta anche dal deputato Dario Bond.

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