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sabato, Luglio 4, 2020
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Alluvione. A rischio di isolamento le aziende agricole del Bellunese. Alessandro de Rocco (Coldiretti): “E’ stato di calamità per l’agricoltura”

“Non lasciamo isolate le aziende agricole del Bellunese”. L’allerta è rinnovata dal presidente di Coldiretti Belluno, Alessandro de Rocco che chiede lo stato di calamità per l’agricoltura bellunese messa allo stremo dall’eccezionale ondata di maltempo.

“Non è ancora nemmeno possibile quantificare i danni che stiamo subendo e per difetto possiamo affermare che siamo già oltre i dieci milioni di euro (danni alle strutture, serre divelte, benessere animale a rischio), ma quello che è allarmante è il rischio di isolamento per intere aree del bellunese dove non si riesce a raggiungere le aziende nemmeno con il telefono e dove manca completamente l’energia elettrica – aggiunge il presidente di Coldiretti. Coldiretti Belluno, inoltre, esprime il proprio cordoglio per la vittima sulla Culiada a Feltre.

Alberi killer, 564 milioni di metri quadrati senza cure

Il verde urbano pubblico in Italia è aumentato del 3,7% in un quinquennio ed ha raggiunto nei capoluoghi di provincia oltre 564 milioni di metri quadrati che corrispondono ad una disponibilità media di 31,1 metri quadri per abitante. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat in occasione della forte ondata di maltempo che ha provocato vittime anche a causa della caduta di rami e alberi killer favorita dalla ridotta e improvvisata manutenzione. Il verde pubblico è giustamente – sottolinea la Coldiretti – uno dei parametri che vengono utilizzati per valutare la vivibilità di un territorio e l’attenzione di una amministrazione per il benessere dei propri abitanti, ma questa valutazione non può essere disgiunta – sostiene la Coldiretti – dalla verifica delle risorse economiche e delle professionalità che vengono investite per la manutenzione e la corretta gestione di queste aree. Troppo spesso – precisa la Coldiretti – vengono realizzate aree a verde senza una adeguata scelta delle essenze più adatte a quel clima o a quel terreno o a quella posizione, di dimensioni inadeguate o sesti di impianto e distanze dal pronto effetto ma problematiche per la manutenzione.

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