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giovedì, Maggio 28, 2020
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L’Italia è un contribuente netto dell’Unione Europea.

Risulta particolarmente significativa per un indipendentista veneto questa asettica definizione utilizzata dai sovranisti italiani per accreditare la loro posizione contrattuale con l’U.E. Ogni anno l’Italia versa oltre 14 miliardi di euro all’Europa per riceverne indietro 11 in termini di servizi, finanziamenti, agevolazioni.
Sono quindi 3 i miliardi di saldo positivo che dovrebbero consentire al Governo di alzare i toni nell’interlocuzione con la Commissione Europea , infischiandosene delle regole e dei patti sottoscritti. Giusti o sbagliati che siano, non entrerò nel merito, ma sono convinto che i governi seri e le persone per bene, se abbiano preso degli impegni li rispettino, eventualmente discutendoli democraticamente. Tutto il resto è bullismo.

Tornando al tema economico, ribalto sul Veneto la prospettiva. Da anni si parla del nostro “residuo fiscale” con l’Italia: esso quantifica il differenziale tra quanto versiamo di tasse complessive (circa 70 miliardi all’anno) e quanto riceviamo complessivamente in termini di servizi, finanziamenti, agevolazioni (circa 50 miliardi all’anno). Ebbene il Veneto è un contribuente netto dell’Italia per circa 20 miliardi all’anno: 7 volte tutta l’Italia in Europa.

Qui entrerò nel merito perché sono inevitabili alcune considerazioni.
Innanzitutto: praticamente “i diritti” per stare in Europa all’Italia li paga il solito“Pantalon” Veneto!
Poi: visto che possiamo pagarli per tutto il carrozzone si dimostra matematicamente che il Veneto indipendente non avrebbe alcun problema a stare in Europa. Anzi, in Europa potremmo alzare i toni ben più credibilmente di questa banda di bulli italiani che sbatte la scarpa sulla scrivania del commissario europeo rappresentando un Governo evidentemente non serio.
Infine: se 3 miliardi di euro potessero mai giustificare tutto questo, cosa potrebbe fare il sovranismo veneto nei confronti di un oppressore fiscale e culturale qual è l’Italia?
Per fortuna questi manifestazioni cialtronesche non rappresentano chi, come me, persegua l’indipendenza veneta in applicazione del diritto di autodeterminazione dei popoli. Persone che rispettano le regole, che venerano la democrazia e si confrontano pacificamente. Persone che pretendono un referendum per esprimersi, sapendo di avere i titoli per farlo. Persone per bene, non bulli.

Massimo Vidori
Indipendentista Veneto

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