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Autonomia. De Moliner: “Regione e governo prendono in giro i bellunesi, la Provincia si mobiliti”

Ott 23rd, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Roberto De Moliner

Belluno, 23 ottobre 2018  –  “Ieri, lunedì 22 ottobre, si è mestamente celebrato il primo anniversario del referendum provinciale per l’autonomia del territorio bellunese. L’Unione Comunale del Partito Democratico della Città di Belluno coglie con immenso dispiacere come i sindaci abbiano disertato l’incontro proposto dal Presidente Roberto Padrin per fare il punto della situazione, come appreso dalla stampa locale che parla solamente di 21 sindaci su 63 presenti”.

Lo sottolinea in una nota stampa il segretario dell’Unione comunale Pd Città di Belluno Roberto De Moliner

“Rammarico inoltre – prosegue la nota –  per la defezione del sindaco di Belluno Jacopo Massaro, giustificato dagli impegni di giunta, la cui presenza in quanto primo cittadino del Comune Capoluogo è sempre importante per via del ruolo di guida al quale deve necessariamente adempiere.

In questo contesto già così frammentato, stupisce l’assoluto menefreghismo da parte dei parlamentari e consiglieri regionali leghisti, che a parole fanno gli autonomisti mentre in realtà sono talmente centralisti da preferire i diktat del proprio partito piuttosto che il bene del proprio territorio. Parole come “ La Regione non è badante della Provincia” o “Bisogna cambiare le leggi a Roma” suonano, oltre che come un’offesa alla volontà popolare tanto cara alla Lega, anche come una presa in giro nei confronti dei cittadini.

Ricordiamo a chi in campagna elettorale, come i parlamentari eletti della Lega, oggi esponenti della maggioranza, parlava dell’autonomia come “il loro cavallo di battaglia” di dare concretezza alle parole di difendere gli interessi dei bellunesi, prima di quelli del loro partito.

Ricordiamo inoltre che il Partito Democratico Provinciale, pur apprezzando il riconoscimento dato dalla legge Delrio in Costituzione rispetto ai territori interamente montani come Belluno, anche ieri ricordato da esponenti delle più diverse estrazioni politiche come un elemento positivo da non dare per scontato, fin dall’approvazione della riforma ha chiesto sia di mantenere per le aree interessate l’ente provinciale di primo livello, ma anche di accordare a queste un’ampia autonomia, politica, amministrativa e finanziaria. Questo a maggior ragione vale oggi, visto che quella riforma si inseriva in un contesto di revisione costituzionale più ampio, bocciato dagli elettori il 4 dicembre 2016 e necessario quindi di una revisione.

Pertanto – conclude Roberto De Moliner –  chiediamo che chi oggi ha ruolo di governo, a partire dal Presidente di Provincia, passando per il Sindaco del Comune Capoluogo e tutti i parlamentari bellunesi, si batta per far si che nell’intesa prossima che verrà firmata dal governo e dalla Regione Veneto per la concessione di maggiori forme di autonomia, come previsto dell’articolo 116, sia inserita anche una sola riga in cui venga riconosciuta alla Provincia di Belluno ciò che gli spetta per legge: senza questo passo tecnico e formale, la palla rimarrà alla volontà politica della Regione, che continua a mettere all’ultimo posto i cittadini bellunesi, disattendendo le disposizioni della legge 25/2014 che riconosce la specificità del nostro territorio nello Statuto Regionale (art.15).

 

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2 comments
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  1. E te ne accorgi solo ora? Per fortuna che abbiamo un esercito di onorevoli che avrebbero cambiato le cose 🙂 …. dicevano

  2. Invece il PD ha fatto tanto, tipo la Legge Delirio.