Saturday, 17 November 2018 - 15:18

Animali. Una provincia da medioevo

Ott 19th, 2018 | By | Category: Lettere Opinioni, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Belluno provincia autonoma? No grazie. Alla luce di quanto stiamo cercando di digerire ultimamente in tema di benessere animale, preoccupa non poco l’idea che questa nostra bella ma malgestita provincia diventi un ente autonomo.
La mancanza di servizi a favore di animali incidentati, la leggerezza nel controllo delle segnalazioni di maltrattamento e il disservizio sanitario stanno preoccupando le migliaia di residenti in provincia che vivono nel rispetto delle altre specie.

Sono decine le telefonate che Siamo Tutti Animali riceve ogni settimana da parte di persone che chiedono informazioni riguardanti eventi che appaiono come tipici di un profondo Sud ma che stanno diventando attuali in quello che una sconsolata quanto attiva veterinaria e amica ha chiamato giustamente “profondo Nord – Est”, nell’accezione più negativa del termine.
Animali selvatici incidentati abbandonati ad agonizzare ai bordi delle strade, animali da compagnia gestiti con una leggerezza ormai tipica in tema di tutela del benessere animale, nessuna prevenzione nè informazione data ai cittadini riguardo qualsivoglia specie (dagli animali da compagnia ai grandi predatori). La pressoché totale mancanza di strutture che va dai rifugi per cani e gatti, ai CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) spariti completamente da una provincia come la nostra così ricca di patrimonio faunistico e con un territorio ben più vasto di quello ad esempio della provincia di Treviso (che un CRAS attivo e funzionante lo detiene), tutte realtà volute dalla normativa nazionale e regionale; nessuna clinica veterinaria che effettui servizio 24h, mancanza di strumentazione diagnostica e di personale specializzato per interventi di pronto soccorso ai selvatici, il servizio veterinario pubblico ridotto a fare il minimo necessario (a volte anche meno) in una provincia che pretende molto di più.

L’unica cosa nella quale davvero sembriamo bravi è la prontezza nel gridare “al lupo, al lupo” ad ogni avvistamento di un canide che gira libero o di un animale predato. Ed anche in questo caso la dissolutezza degli organi preposti ai controlli salta agli occhi quando leggiamo di conferme delle predazioni da parte di organi di polizia giudiziaria senza che il fondamentale test del DNA le abbia confermate. In tutto questo lo squallido e pressapochista giornalismo di serie Z va a nozze, prendendo per buona qualsivoglia notizia sul tema lupi con il solo scopo di vendere qualche copia in più.
A fare le spese di tutto ciò sono, una volta di più sono gli animali, vittime innocenti dell’incapacità umana, quella parte della popolazione che ha la forza ed il coraggio di indignarsi dinnanzi ad eventi intollerabili, le associazioni protezionistiche ed i volontari animalisti indipendenti che, pur con grandi sforzi, lavorano quotidianamente per cercare di smussare gli angoli di un sistema che sembra aver deposto il rispetto per la vita e per le normative vigenti, in fondo ad un cassetto.

Siamo Tutti Animali da anni denuncia detenzioni di maltrattamento di animali e mancanze degli organi preposti ai controlli e alla prevenzione. La situazione è scandalosa e non permetteremo che le cose continuino così. Auspichiamo una collaborazione tra le realtà associative affinchè si possa rendere più forte la voce di chi non accetta che gli animali vengano ancora considerati con leggerezza ma abbiano il giusto trattamento previsto dalla legge. Pretendiamo risposte a domande chiare che sono state poste agli organi preposti ai controlli e alla tutela animale.
Sulla base di tanto l’organizzazione antispecista ha recentemente chiesto alla magistratura l’apertura di un’inchiesta riguardante la movimentazione della segugia Daisy (la cui foto ha fatto scalpore data la magrezza dell’animale), di cui tanto si è parlato sui media e sui social, entrata nel canile sanitario di Belluno e uscita poche ore dopo in quella che è parsa come un’azione effettuata con leggerezza. Vi sono aspetti della faccenda che andavano approfonditi, così come pretende l’attuale normativa. Non intendiamo accontentarci delle risposte date dal settore veterinario pubblico e chiediamo un approfondimento giudiziario. Si tratta di un caso che è divenuto di pubblico interesse e ci sembra doveroso che, le centinaia di persone che hanno chiesto chiarimenti da tutta Italia, abbiano delle risposte in merito. Dopotutto si tratta di un servizio pubblico, pagato abbondantemente dalla popolazione. Pretendere delle risposte da parte di chi lavora, stipendiato dalla gente, sembra essere il minimo.
Cristiano Fant

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