Tuesday, 20 August 2019 - 14:14
direttore responsabile Roberto De Nart

Incidenti stradali Rapporto Aci-Istat 2017: aumentano i morti, diminuiscono gli incidenti. La provincia di Belluno in linea con i dati nazionali. Distrazione e alta velocità le cause nel 50% dei casi

Ott 15th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Incidentalità stradale 2017 in Italia: aumentano i morti (3.378 contro i 3.283 del 2016, diminuiscono incidenti (174.933 rispetto ai 175.791 dello scorso anno) e feriti (246.750 rispetto ai 249.175 nel 2016), stabili i feriti gravi (oltre 17.000).  I costi sociali sono stimati in 19,3 miliardi di euro (1,1% del PIL nazionale). A livello regionale i decessi sono diminuiti (301 contro 344 del 2016: – 12,5%), così come sono diminuiti i feriti  (18.984 contro 19.142) e gli incidenti (13.844 contro 14.034) sempre rispetto al 2016.

In Provincia di Belluno aumentati i decessi, in controtendenza rispetto agli ultimi anni (14 nel 2017 rispetto agli 11 nel 2016), diminuiti i feriti (640 contro 665) e gli incidenti (441 contro 451).
L’ambizioso obiettivo della “Decade of Action for road safety” (2011-2020) proclamato dall’O.N.U., cui ha aderito anche la Federation International de l’Automobile (F.I.A.) (riduzione in 10 anni del 50% dei morti registrati nel 2011) non sarà raggiunto. Nel 2011 i morti furono 3.860 e i feriti 292.019. Né è stato raggiunto nel 2017 l’obiettivo vision zero per i bambini
(anni 0-14). Infatti si sono registrati a livello nazionale, fra i bambini, 25 morti e oltre 8.000 feriti.

Fra le cause degli incidenti non c’è il maltempo visto che oltre l’80% degli incidenti avviene con tempo sereno. I dati nazionali sono in linea con i dati locali.

Nella nostra Provincia 367 incidenti (su 441) si sono registrati col tempo sereno; come col tempo sereno, sempre nel nostro territorio, si sono registrati 12 morti su 14. Cause maggiori di incidenti: guida, distrazione e velocità (50% dei casi) Con riferimento specifico ai dati della Provincia di Belluno, 231 incidenti su 441 sono avvenuti su strada urbana o entro l’abitato (su questa tipologia di strada si sono avuti 7 morti su 14; i rimanenti su strade provinciali, provinciali e statali fuori abitato).

“I risultati dicono che c’è ancora tanto da fare. I costi “d’affetto” e sociali per morti e feriti da incidentalità stradale è un prezzo ancora troppo alto per un Paese civile quale deve essere l’Italia – dichiara l’avv. Giorgio Capuis, il Commissario Straordinario dell’Automobile Club Belluno – ACI Belluno, come l’ente federante ACI, condivide le linee del documento della Commissione Europea “L’Europa in Movimento” del 17 maggio 2018, che segnala tre priorità per la decade 2020-2030: monitoraggio e manutenzione della rete stradale; applicazione obbligatoria a tutti gli autoveicoli dei sistemi di sicurezza di guida assistiti, i cosiddetti ADAS; crescita della cultura della sicurezza stradale”.

Share

Comments are closed.