Saturday, 20 October 2018 - 19:06

Sabato 13 ottobre alle 21 al Teatro Comunale di Belluno, proiezione del film “Tre Cime di Lavaredo: la Trinità delle Dolomiti” di Giovanni Carraro

Ott 11th, 2018 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

L’ultima serata di cinema della rassegna Oltre le vette 2018 è in programma sabato 13 ottobre alle 21 al Teatro Comunale di Belluno con la proiezione del film Tre Cime di Lavaredo. La Trinità delle Dolomiti del regista e scrittore Giovanni Carraro.

Tre Cime di Lavaredo (foto Nicola Grandesso)

Queste montagne, vero simbolo delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità e visitate ogni anno da decine di migliaia di turisti provenienti dal mondo intero, sono le protagoniste del nuovo lavoro del regista e scrittore Giovanni Carraro, realizzato con il sostegno del Comune di Auronzo. Auronzo, che nel 2009 ospitò la cerimonia di intitolazione delle Dolomiti a Patrimonio UNESCO, è l’unico paese dal cui centro abitato è possibile ammirare la trinità dolomitica e dal quale è possibile accedervi direttamente attraverso il Rifugio “Auronzo”. Il documentario si preannuncia un lavoro di straordinario valore nel suo genere, in quanto annovera non solo immagini mozzafiato realizzate da Carraro con l’utilizzo dell’inseparabile drone, ma anche molte testimonianze di rilievo con coloro che hanno legato in maniera indissolubile la propria vita a quelle pareti dolomitiche. Carraro infatti nell’arco di un anno è riuscito ad intervistare alcuni dei protagonisti che hanno scritto la storia delle Tre Cime di Lavaredo, realizzando inediti approfondimenti culturali che ci permettono di scoprire i segreti celati dalle rocce delle montagne. I temi trattati nel film, della durata di quasi un’ora, spaziano dalla geografia alla storia dell’alpinismo, dalla geologia alla botanica, per includere le descrizioni poetiche dei viaggiatori di fine ‘800 e le riflessioni di uno scrittore come Mauro Corona sulla fatica e le difficoltà del vivere in montagna. Il documentario si apre con uno scorcio del Monte Piana, un museo a cielo aperto della Grande Guerra e il luogo ideale dal quale contemplare le Tre Cime di Lavaredo in tutta la loro maestosità. Partendo poi dal Rifugio Auronzo, Carraro ci conduce in senso antiorario in quella che è l’escursione più classica e durante il percorso si sofferma nei luoghi più significativi per rivelare allo spettatore i vari aspetti di interesse culturale, morfologico e alpinistico del luogo. Ecco che la prima tappa del giro è allora la targa in memoria di Paul Grohmann posta accanto alla chiesetta, dove il protagonista dell’inserto culturale è la guida alpina emerita Gianni Pais Becher, ricercatore, scrittore e storico locale. Pais Becher non solo narra le imprese dello scalatore austriaco che per primo salì la cima Grande, ma svela le motivazioni storiche alla base degli attuali confini tra Veneto e Trentino Alto-Adige, tra Auronzo e Dobbiaco. La seconda tappa è il pianoro a margine dei Piani di Lavaredo, con l’intervento del geologo Gianluca Piccin, che illustra le peculiarità geomorfologiche delle Tre Cime di Lavaredo partendo dalla presenza dei dinosauri sui Monti Pallidi per arrivare alla successione stratigrafica delle rocce, alla tettonica e alla monumentalità delle Tre Cime.

Passando quindi per il Rifugio Lavaredo Carraro ci conduce alla forcella omonima per percorrere un breve tratto del sentiero attrezzato del Monte Paterno e raggiungere attraverso le gallerie un foro dal quale poter osservare la Trinità delle Dolomiti da una postazione singolare. Prima di raggiungere il Rifugio “Locatelli” il gruppo di escursionisti assiste ad un intervento di soccorso alpino con l’utilizzo del mezzo di elisoccorso del SUEM 118 e l’operazione viene illustrata dal capo stazione di Auronzo Giuseppe Zandegiacomo Sampogna e dalla guida alpina Michele Zandegiacomo Mazzon. Un altro inserto inedito che Carraro ci propone è quello sul sistema idrografico Tre Cime – Monte Paterno – Torre di Toblìn, che presenta una particolarità essendo un importante spartiacque. Verso Nord Est i torrenti confluiscono nel rio Sesto e poi attraverso la Drava e il Danubio, nel mar Nero. La Rienza, che nasce ai piedi delle Tre Cime sul versante settentrionale, alimenta verso Ovest l’Isarco e l’Adige, prima di sfociare nel mare Adriatico. A Sud invece le acque scorrono prima attraverso la Val Marzon, e raggiungono poi il mare Adriatico dopo essere confluite nei fiumi Ansiei e Piave. Giunti a Malga Langalm la guida alpina emerita Alziro Molin racconta le sue imprese alpinistiche sulle pareti delle Tre Cime di Lavaredo, dove a percorso vie di estrema difficoltà e scritto importanti capitoli dell’alpinismo. Molin appare anche nella doppia veste di attore, protagonista del film “L’Ultimo Contadino” di Giuseppe Taffarel, introducendo il tema dello spopolamento della montagna. Le riflessioni finali sono affidate allo scrittore e alpinista Mauro Corona, che nutre un legame molto profondo con Misurina e le Tre Cime. Dopo il tutto esaurito del Teatro Kursaal di Auronzo di domenica 7 ottobre, il film torna dunque sul grande schermo in ccasione della rassegna “Oltre le Vette”. Nella seconda parte della serata saliranno sul palcoscenico alcuni protagonisti del film: Cesare Lasen a proposito di botanica, Gianluca Piccin che parlerà di geologia e Giovanni De Donà che racconterà vicende della Grande Guerra che proprio sulle Tre Cime venne vissuta con particolare drammaticità. L’ingresso alla serata è libero salvo la possibilità di fare un’offerta per l’inziativa Oltre le vette spirit.

Per ogni altra informazione visitare il sito www.oltrelevette.it

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